La Grecia ha varato un nuovo piano di austerity da 26 miliardi di euro per il periodo 2011-2015 e conferma un massiccio programma da 50 miliardi di privatizzazioni entro il 2015. L’obiettivo di Atene è ridurre del 20% il debito pubblico entro il 2013.
Nel suo discorso Papandreou ha illustrato la filosofia di fondo della “road map” per la Grecia sino a tutto il 2013, quando si concluderà il mandato del suo governo, smentendo quindi indirettamente le insistenti voli circolate di recente circa elezioni anticipate e una ristrutturazione del debito greco. Ma ha accuratamente evitato di fornire dettagli circa il piano di medio termine 2012-2015 destinato a far risparmiare al paese la considerevole cifra di 23 miliardi di euro. I particolari sulle nuove riforme e circa l’arco di tempo entro cui saranno attuate, ha detto il premier, verranno resi noti soltanto dopo Pasqua.
Parlando ai suoi ministri nel corso di una riunione che è stata trasmessa in diretta dalla Tv statale e in internet, Papandreou ha difeso l’operato del suo governo nell’ultimo, difficile anno ed ha sottolineato che egli intende andare avanti “a qualsiasi costo” con le riforme, per quanto dolorose possano essere.
“Abbiamo ottenuto la maggiore riduzione del deficit mai avvenuta in questo paese o in ogni altro paese europeo”, ha ribadito il premier. Ed ha ricordato che il suo governo punta a ridurre la spesa pubblica al 44% del prodotto interno lordo entro il 2015. Ma anche in questo caso non ha detto come farà.
In un’evidente frecciata al precedente governo conservatore, Papandreou ha quindi affermato: “A coloro che hanno condotto la Grecia sull’orlo del disastro con l’attitudine ad eludere i problemi e a rinviarne la soluzione, noi rispondiamo con le decisioni ed il cambiamento”.
Il premier ha quindi ribadito l’impegno a trasformare il paese “da una Grecia di crisi ad una Grecia di produttività” ed ha ripetuto che la questione chiave non è la ristrutturazione del debito della nazione, ma la ristrutturazione della nazione stessa.
Circa il programma economico a medio termine – come preannunciato dai media ellenici – di certo sinora si sa soltanto che si articola su quattro direttrici. La prima punta alla riduzione del deficit all’1% del Pil fino al 2015 e prevede grandi tagli alle spese delle società pubbliche e del governo centrale. La seconda riguarda le privatizzazioni dalle quali lo stato deve incassare 50 miliardi di euro: si comincerà con la privatizzazione della compagnia dell’elettricità Ppc (almeno il 10% delle azioni) e una parte delle azioni dell’azienda di telecomunicazioni Ote alla Deutsche Telekom. Poi sarà la volta di porti e aeroporti. La terza direttrice del programma riguarda le misure per lo sviluppo e la ripresa economica, mentre l’ultima concerne la protezione sociale e comprende iniziative a favore delle classi economicamente più deboli. (LF)
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