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Il Diario del Lavoro

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Home - Camera - Commissione Lavoro, pubblico e privato (Dai Resoconti Sommari)

Commissione Lavoro, pubblico e privato (Dai Resoconti Sommari)

22 Settembre 2010
in Camera

SEDE REFERENTE
Mercoledì 22 settembre 2010. – Presidenza del presidente Silvano MOFFA.
La seduta comincia alle 14.15.
Modifiche al testo unico di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, concernenti il sostegno alla maternità e l’introduzione del congedo di paternità obbligatorio.
C. 2618 Mosca, C. 3023 Saltamartini, C. 15 Brugger, C. 2413 Caparini, C. 2672 Calabria, C. 2829 Jannone, C. 2993 Reguzzoni, C. 3534 Donadi.
(Seguito dell’esame e rinvio).
La Commissione prosegue l’esame dei provvedimenti in titolo, rinviato nella seduta del 29 giugno 2010.
Silvano MOFFA, presidente e relatore, ricorda che nella giornata odierna proseguiranno i lavori del Comitato ristretto, nominato dalla Commissione per il seguito dell’istruttoria legislativa sulle proposte di legge in titolo. Al riguardo, comunica che – dopo l’ultima riunione dello stesso Comitato ristretto – è stata nel frattempo assegnata alla Commissione anche la proposta di legge C. 2993 Reguzzoni: poiché tale proposta verte su materia identica a quella recata dai progetti di legge di cui è già iniziato l’esame, ne è stato disposto l’abbinamento d’ufficio, ai sensi dell’articolo 77, comma 1, del Regolamento.
Fa presente, pertanto, che il Comitato ristretto, convocato al termine della corrente seduta, potrà verificare la possibilità di giungere all’unificazione dei testi in esame, ivi compreso il provvedimento testé abbinato.
Rinvia, quindi, il seguito dell’esame ad altra seduta.
La seduta termina alle 14.20.
COMITATO RISTRETTO
Mercoledì 22 settembre 2010.
Modifiche al testo unico di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, concernenti il sostegno alla maternità e l’introduzione del congedo di paternità obbligatorio.
C. 2618 Mosca, C. 3023 Saltamartini, C. 15 Brugger, C. 2413 Caparini, C. 2672 Calabria, C. 2829 Jannone, C. 2993 Reguzzoni, C. 3534 Donadi.
Il Comitato ristretto si è riunito dalle 14.20 alle 14.25.
SEDE CONSULTIVA
Mercoledì 22 settembre 2010. – Presidenza del presidente Silvano MOFFA.
La seduta comincia alle 14.30.
Disposizioni in materia di alleanza terapeutica, di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento.
Nuovo testo C. 2350, approvato dal Senato, e abb.
(Parere alla XII Commissione).
(Seguito dell’esame e conclusione – Nulla osta).
La Commissione prosegue l’esame del provvedimento in titolo, rinviato nella seduta di ieri.
Silvano MOFFA, presidente, ricorda che il relatore, nella seduta di ieri, ha formulato una proposta di parere che prevede di esprimere nulla osta all’ulteriore corso del provvedimento in esame (vedi allegato 1).
Lucia CODURELLI (PD) fa presente che il suo gruppo esprime un giudizio profondamente negativo sul provvedimento in titolo, stigmatizzando l’approccio ideologico della maggioranza, che si è dimostrata, durante il corso dell’intero esame del testo approvato dal Senato, ostile a qualsiasi ragionevole proposta di modifica proveniente dall’opposizione. Ritiene, in particolare, che il provvedimento non valorizzi in alcun modo il rapporto tra medico e paziente, ledendo l’autonomia professionale degli operatori sanitari nonché la libertà di scelta dei pazienti e dei loro familiari. Sarebbe stato auspicabile, a suo avviso, piuttosto che procedere lungo la strada imboccata con la proposta in questione, che giudica una vera e propria «mostruosità giuridica», introdurre – al termine di un confronto più ampio con tutti i soggetti competenti – una normativa maggiormente flessibile e «mite», in grado di lasciare ampi margini alle valutazioni concrete dei singoli casi e di garantire una sintesi elevata degli interessi in gioco, nel rispetto dei diritti e delle responsabilità dei soggetti coinvolti.
Per le ragioni esposte, nel preannunciare il voto contrario del suo gruppo sulla proposta di parere formulata dal relatore, invita la maggioranza – la cui attenzione sembra centrarsi in modo demagogico su un concetto di difesa della vita, che definisce falso, ideologico e lesivo della laicità dello Stato – a intervenire, al contrario, su materie più urgenti, dove il diritto ad una esistenza dignitosa è ugualmente messo a rischio da elementi quali la disoccupazione, la povertà, nonché la presenza di disuguaglianze di genere e di razza.
Maria Grazia GATTI (PD) ritiene anzitutto che sia stato corretto – come richiesto ieri dal suo gruppo – dare un maggiore spazio all’esame del provvedimento, considerato anche che esso, a dispetto di quanto dichiarato dal relatore nella seduta introduttiva, investe in modo diretto le competenze della XI Commissione. A conferma di quanto testé affermato, giudica doveroso citare l’articolo 3, comma 5, e l’articolo 4, comma 2, del testo risultante dagli emendamenti approvati dalla Commissione di merito, che incidono su aspetti di deontologia della professione medica nonché su profili attinenti al rapporto tra medico e paziente, tematiche, a suo avviso, pienamente rientranti nell’alveo della competenza della Commissione stessa. Nel merito, ritiene che tali disposizioni – dettando i contenuti e i limiti, nonché la forma e la durata, della dichiarazione anticipata di trattamento – siano gravemente lesive dell’autonomia professionale dei medici e della libertà di scelta dei pazienti e dei loro familiari e violino alla base il rapporto fiduciario tra tali soggetti, così come messo in luce dalle stesse associazioni e organizzazioni di rappresentanza professionale audite nel corso dell’esame del provvedimento presso la Commissione di merito. Ritiene che su una materia tanto delicata sarebbe stato opportuno introdurre una normativa leggera e flessibile, suscettibile di operare un equo contemperamento degli interessi coinvolti, nel rispetto delle diverse concezioni dell’esistenza che inevitabilmente tendono a scontrarsi in occasione di eventi così drammatici, che si pongono al confine tra la vita e la morte. Nel ribadire, quindi, la sua profonda contrarietà rispetto al provvedimento in esame, preannuncia il proprio voto contrario sulla proposta di parere formulata dal relatore.
Donella MATTESINI (PD) valuta in termini fortemente critici il provvedimento in esame, che giudica potenzialmente lesivo del consenso informato del paziente e dell’autonomia deontologica dei medici, nonché suscettibile di violare il dettato costituzionale (in particolare, l’articolo 32 della Costituzione) e i principi fondamentali di uno Stato laico. Ritiene, inoltre, che il testo risultante dall’esame presso la Commissione di merito autorizzi la messa in atto di una sorta di accanimento terapeutico nei confronti dei pazienti, anche qualora essi versino in stato vegetativo, come peraltro sostenuto a gran voce dagli stessi rappresentanti della categoria dei medici, dimostratisi fortemente contrari a tale proposta.
Nel preannunciare il proprio voto contrario sulla proposta di parere formulata dal relatore, auspica che l’Italia possa seguire le tendenza in atto negli altri Paesi dell’Unione europea, dando vita ad un tipo di legislazione più utile e flessibile, maggiormente rispondente ai bisogni concreti dei cittadini e degli operatori sanitari, spesso chiamati a scelte di coscienza nelle quali dovrebbe prevalere il buon senso e l’equa valutazione del caso concreto.
Silvano MOFFA, presidente, attesa l’esigenza di procedere anche allo svolgimento degli altri punti all’ordine del giorno della Commissione, per i quali sono stati assunti precisi accordi con i competenti rappresentanti del Governo, e considerato che il provvedimento in titolo investe un ambito oggettivamente limitato di competenza per materia, invita i deputati ancora iscritti a parlare – ferma restando l’opportunità che i gruppi esprimano compiutamente le proprie valutazioni – a contenere entro termini ragionevoli i propri interventi.
Ivano MIGLIOLI (PD), dopo aver sottolineato che il ritardo con il quale si sta svolgendo il dibattito è da imputare esclusivamente alle responsabilità della maggioranza e, in particolare, del relatore, osserva che il tema in discussione è particolarmente delicato e richiederebbe, pertanto, un adeguato approfondimento: fa presente, infatti, che il suo gruppo sarebbe stato disponibile a non concludere l’esame del provvedimento nella seduta odierna, rinviandone il seguito del dibattito, e la relativa deliberazione, eventualmente anche alla giornata di domani, così come avverrà – ad esempio – presso altre Commissioni in sede consultiva.
Passando al merito del testo, esprime poi contrarietà rispetto alla proposta del relatore di formulare un nulla osta: ritiene, infatti, che tale proposta riveli una valutazione errata del contenuto del provvedimento (a suo avviso, per talune sue parti, rientrante nella competenza della XI Commissione), ponendosi anche in contrasto con le stesse determinazioni assunte sul punto dalla Conferenza dei presidenti di gruppo, tese, al contrario, a sollecitare alle Commissioni un parere compiuto e ponderato sulla materia in discussione. Ritiene, inoltre, che l’approccio della maggioranza sulle rilevanti questioni di bioetica affrontate dal testo – approccio che definisce «quasi da Stato etico» – sia stato fortemente ideologico e, di conseguenza, non rispettoso dell’autonomia professionale dei medici e della libertà di scelta dei pazienti e dei loro familiari. Tale provvedimento, a suo giudizio, impone l’accanimento terapeutico come una sorta di verità assoluta, ledendo fondamentali libertà di scelta dei cittadini e degli operatori sanitari, in contrasto con gli indirizzi seguiti, al contrario, dalla maggior parte dei Paesi europei. Per tali ragioni, ribadendo una valutazione critica sul provvedimento in esame, preannuncia il proprio voto contrario sulla proposta di parere formulata dal relatore.
Luigi BOBBA (PD), dopo aver fatto notare che, a fronte di un’asserita incompetenza della XI Commissione sulla materia, sarebbe stato preferibile, a rigor di logica e di Regolamento, non esprimere alcun parere sul provvedimento, formula anzitutto l’auspicio che su materie così delicate come quelle in discussione – nelle quali si pongono questioni complesse e delicate, spesso in contrasto tra loro, attinenti all’area della bioetica e riguardanti i confini tra la vita e la morte – il Parlamento si determini a legiferare con moderazione ed equilibrio, evitando di tracciare limiti e separazioni e di cavalcare l’onda emotiva determinata da casi drammatici, balzati tristemente agli onori delle cronache. Si augura, inoltre, che il seguito dell’iter parlamentare del provvedimento sia caratterizzato dall’ascolto e dal rispetto reciproco, che – su tematiche di tale portata – non può che costituire il presupposto imprescindibile per l’elaborazione di una buona legge, in grado di rispettare gli interessi di tutti i soggetti coinvolti.
Giovanni PALADINI (IdV), pur valutando il testo in esame nel complesso inadeguato e inefficace, ritiene che su tematiche tanto delicate gli atteggiamenti di chiusura degli schieramenti politici siano solo controproducenti ed inutili: invita, pertanto, maggioranza e opposizione a dare ulteriore corso all’esame del provvedimento, dialogando con spirito costruttivo nell’interesse del bene comune e contribuendo, nel seguito della discussione in Assemblea, a migliorarne la qualità giuridica. Per le ragioni esposte, preannuncia che il suo gruppo – preso atto dell’assenza di argomenti di diretta competenza della XI Commissione – non ha alcuna difficoltà a votare a favore della proposta di parere formulata dal relatore, che presenta un carattere meramente tecnico, in quanto prospetta di esprimere un mero nulla osta all’ulteriore corso del provvedimento.
Amalia SCHIRRU (PD), dopo aver stigmatizzato la proposta del relatore di esprimere un semplice nulla osta sul provvedimento in esame, auspica un supplemento di istruttoria sul testo adottato dalla Commissione di merito, attesa la rilevanza delle questioni da esso poste, che investono in pieno i difficili temi della bioetica e della libertà di coscienza individuale. Ritiene, infatti, che il provvedimento, allo stato, sia inadeguato e incapace di tutelare efficacemente sia gli operatori sanitari, la cui autonomia deontologica risulta gravemente compromessa, sia i pazienti e le loro famiglie, soprattutto laddove siano coinvolti soggetti minori o disabili.
Valutando, pertanto, il provvedimento in profondo contrasto con l’articolo 32 della Costituzione, preannuncia il proprio voto contrario sulla proposta di parere formulata dal relatore.
Teresio DELFINO (UdC), conformemente a quanto già dichiarato nella seduta di ieri, ribadisce la disponibilità a dare ulteriore seguito all’esame del provvedimento, invitando i gruppi a confrontarsi nel merito delle diverse questioni nel corso della discussione in Assemblea, al fine di elaborare un testo di legge appropriato ed efficace. Preannuncia, pertanto, il voto favorevole del suo gruppo sulla proposta di parere formulata dal relatore.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere del relatore.
La seduta termina alle 15.15.
SEDE LEGISLATIVA
Mercoledì 22 settembre 2010. – Presidenza del presidente Silvano MOFFA. – Interviene il sottosegretario di Stato per gli affari esteri, Stefania Gabriella Anastasia Craxi.
La seduta comincia alle 15.15.
Disposizioni concernenti la definizione della funzione pubblica internazionale e la tutela dei funzionari italiani dipendenti da organizzazioni internazionali.
C. 3241 Pianetta.
(Discussione e rinvio).
La Commissione inizia la discussione del provvedimento in titolo.
Silvano MOFFA, presidente e relatore, ricorda che, ai sensi dell’articolo 65, comma 2, del Regolamento, la pubblicità delle sedute per la discussione in sede legislativa è assicurata anche tramite impianti audiovisivi a circuito chiuso: ne dispone, pertanto, l’attivazione.
Avverte, quindi, che l’Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, nella riunione di mercoledì 15 settembre, ha definito l’organizzazione della discussione del provvedimento. Al riguardo, ricorda che la Commissione ha già esaminato in sede referente il progetto di legge n. 3241 e, a seguito dell’espressione dei prescritti pareri, ha elaborato un nuovo testo; essendo stato, nel frattempo, richiesto il trasferimento di tale testo alla sede legislativa, ai sensi dell’articolo 92, comma 6, del Regolamento, ed essendosi verificati i necessari presupposti per dare seguito a questa richiesta, l’Assemblea ha deliberato, nella seduta di mercoledì 15 settembre, il predetto trasferimento di sede del provvedimento, che risulta ora assegnato in sede legislativa alla XI Commissione.
Dichiara, quindi, aperta la discussione sulle linee generali.
In qualità di relatore, fa espresso rinvio alla relazione già svolta in sede referente, rimarcando la particolare rilevanza che assume il provvedimento all’ordine del giorno.
Il sottosegretario Stefania Gabriella Anastasia CRAXI illustra le valutazioni del Governo sul provvedimento in discussione, esprimendo, in particolare, soddisfazione per il trasferimento alla sede legislativa.
Intervengono, quindi, nella discussione sulle linee generali i deputati Alessia Maria MOSCA (PD), Massimiliano FEDRIGA (LNP) e Giovanni PALADINI (IdV).
Silvano MOFFA, presidente e relatore, nessun altro chiedendo di intervenire, dichiara chiusa la discussione sulle linee generali.
Rinuncia, quindi, ad intervenire in sede di replica, prendendo atto che, a sua volta, anche il rappresentante del Governo rinuncia all’intervento in sede di replica.
Avverte che, non essendovi obiezioni, il seguito della discussione in Commissione verterà sul nuovo testo della proposta di legge n. 3241, come risultante al termine dell’esame degli emendamenti in sede referente (vedi allegato 2). Propone, dunque, di adottare tale nuovo testo come testo base per il seguito della discussione.
Non essendovi obiezioni, così rimane stabilito.
Silvano MOFFA, presidente e relatore, propone altresì che – sulla base di quanto convenuto nell’ambito della riunione, in precedenza richiamata, dell’Ufficio di presidenza integrato dai rappresentanti dei gruppi – il termine per la presentazione di emendamenti al progetto di legge appena adottato come testo base sia fissato alle ore 14 di giovedì 30 settembre 2010.
La Commissione concorda.
Silvano MOFFA, presidente, rinvia, quindi, il seguito della discussione ad altra seduta.
N.B.: Il resoconto stenografico della seduta è pubblicato in un fascicolo a parte.
La seduta termina alle 15.25.
UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI
Mercoledì 22 settembre 2010.
L’ufficio di presidenza si è riunito dalle 15.25 alle 15.40.
ALLEGATO 1
Disposizioni in materia di alleanza terapeutica, di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento (Nuovo testo C. 2350, approvato dal Senato, e abb.).
PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE
La XI Commissione,
esaminato, per quanto di competenza, il nuovo testo della proposta di legge n. 2350, approvata in un testo unificato dal Senato, come risultante dagli emendamenti approvati;
preso atto che il provvedimento non contiene norme di diretto interesse della XI Commissione;
esprime
NULLA OSTA
all’ulteriore corso del provvedimento.
ALLEGATO 2
Disposizioni concernenti la definizione della funzione pubblica internazionale e la tutela dei funzionari italiani dipendenti da organizzazioni internazionali (C. 3241 Pianetta).
NUOVO TESTO DELLA PROPOSTA DI LEGGE ADOTTATO COME TESTO BASE
Art. 1.
1. La Repubblica promuove l’accesso alla funzione pubblica internazionale e riconosce il ruolo svolto dai funzionari italiani che prestano servizio presso le organizzazioni internazionali alle quali l’Italia aderisce, di seguito denominate «organizzazioni internazionali».
2. Ai sensi della presente legge, è funzionario internazionale il cittadino italiano che ha svolto o che svolge funzioni professionali o direttive con rapporto di lavoro dipendente presso un’organizzazione internazionale.
Art. 2.
1. Ai soli fini di cui alla presente legge, è istituito, presso il Ministero degli affari esteri, l’elenco dei funzionari internazionali di cittadinanza italiana, di seguito denominato «elenco».
2. Sono iscritti nell’elenco i funzionari internazionali che svolgono o che hanno svolto funzioni professionali o direttive con rapporto di lavoro dipendente presso organizzazioni internazionali per almeno due anni continuativi ovvero per almeno tre anni non continuativi.
3. L’iscrizione nell’elenco avviene a seguito della presentazione di un’apposita domanda da parte del funzionario internazionale interessato.
4. I dipendenti delle amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, sono iscritti in una sezione speciale dell’elenco.
5. La tenuta e l’aggiornamento dell’elenco competono al Ministero degli affari esteri, che ne rende conto con cadenza almeno annuale a una commissione interministeriale, istituita presso il medesimo Ministero. La commissione è composta da un rappresentante designato dal Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri, da un rappresentante designato dal Ministero degli affari esteri e da un rappresentante designato dal Ministero dell’economia e delle finanze, ed è integrata da un rappresentante designato a maggioranza delle associazioni dei funzionari internazionali di cittadinanza italiana costituite nelle città estere sedi di organizzazioni internazionali. Ai componenti della commissione interministeriale non è corrisposto alcun compenso, indennità o rimborso spese.
6. Il Ministero degli affari esteri provvede a pubblicizzare e a dare il più ampio risalto possibile all’elenco, sia presso le amministrazioni pubbliche sia presso le imprese private, allo scopo di facilitare la mobilità da e verso le organizzazioni internazionali.
7. Con regolamento da adottare ai sensi dell’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, su proposta del Ministro degli affari esteri, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono disciplinate le modalità di iscrizione e di cancellazione dall’elenco e le modalità di costituzione e di funzionamento della commissione interministeriale di cui al comma 5 del presente articolo.
Art. 3.
1. Lo Stato favorisce la formazione mirata all’ottenimento delle professionalità necessarie per l’accesso alle organizzazioni internazionali.
2. Il Ministero degli affari esteri svolge attività di promozione e diffusione delle iniziative di formazione attuate ai sensi del comma 1.
Art. 4.
1. Ai funzionari internazionali iscritti nell’elenco, ai fini della partecipazione a concorsi indetti dalle amministrazioni pubbliche per la copertura di posti vacanti, sono riconosciuti titoli di merito commisurati agli anni di effettivo servizio nelle organizzazioni internazionali, in base a criteri da stabilire con il regolamento di cui all’articolo 2, comma 7.
Art. 5.
1. Il dipendente delle amministrazioni pubbliche il cui coniuge presta servizio all’estero in qualità di funzionario internazionale ai sensi della presente legge può chiedere di essere collocato in aspettativa qualora l’amministrazione non ritenga di poterlo destinare a prestare servizio nella stessa località in cui si trova il coniuge o qualora non sussistano i presupposti per il suo trasferimento nella medesima località.
2. L’aspettativa concessa ai soggetti di cui al comma 1 ha una durata massima di cinque anni. Il periodo trascorso in aspettativa non è computato ai fini della progressione di carriera, dell’attribuzione degli aumenti periodici di stipendio e del trattamento di quiescenza e previdenza.
3. Il datore di lavoro del dipendente di un’impresa privata il cui coniuge presta servizio all’estero in qualità di funzionario internazionale ai sensi della presente legge è tenuto, su richiesta del dipendente stesso, a concedergli il collocamento in aspettativa, con mantenimento del posto di lavoro, senza diritto al trattamento economico.
4. L’aspettativa concessa ai soggetti di cui al comma 3 ha una durata minima di un anno.
5. Per quanto non espressamente previsto dal presente articolo, si applicano le disposizioni della legge 11 febbraio 1980, n. 26, fermi restando i limiti alla facoltà di procedere ad assunzioni previsti dalla normativa vigente.
6. Ai fini di cui al presente articolo, sono comunque fatte salve eventuali misure di maggior favore per i dipendenti, contenute nei contratti collettivi di lavoro.
Art. 6.
1. Dall’attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
2. Le amministrazioni interessate provvedono all’attuazione del presente provvedimento con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.

 

SEDE REFERENTE

Martedì 21 settembre 2010. – Presidenza del presidente Silvano MOFFA.
La seduta comincia alle 13.50.
Disposizioni concernenti la sospensione e la revoca del trattamento pensionistico per i soggetti sottoposti a misure restrittive della libertà personale o condannati per reati di terrorismo o di criminalità organizzata.
C. 3541 Fedriga.
(Seguito dell’esame e rinvio).
La Commissione prosegue l’esame del provvedimento in titolo, rinviato nella seduta del 15 settembre 2010.
Silvano MOFFA, presidente, ricorda che nella precedente seduta si è convenuto di rinviare alla corrente settimana il seguito dell’esame del provvedimento in titolo, per concluderne il dibattito anche acquisendo gli orientamenti del Governo; al riguardo, fa presente che il rappresentante del dicastero del lavoro e delle politiche sociali, impossibilitato a prendere parte alla seduta odierna, ha comunicato per le vie brevi che il Governo attende di conoscere il contenuto delle proposte emendative preannunciate nel corso dell’esame in sede referente, prima di esprimere una valutazione complessiva sul testo. In ragione di tale comunicazione, ritiene che – se non vi sono obiezioni – la Commissione possa prendere atto della posizione dell’Esecutivo e concludere oggi il dibattito di carattere generale sul provvedimento, fissando per la prossima settimana un termine per la presentazione di eventuali emendamenti.
Amalia SCHIRRU (PD) fa presente che il suo gruppo, nel riservarsi di valutare l’andamento dell’esame degli emendamenti che saranno presentati sul provvedimento ed avendo già esposto le proprie considerazioni complessive sul testo, non ritiene che sussistano obiezioni rispetto al percorso appena prospettato dal presidente.
Alla luce delle forti analogie esistenti tra diversi provvedimenti, peraltro, intende cogliere l’occasione per sollecitare una riflessione circa l’opportunità di valutare se sussistano o meno le condizioni per chiedere il trasferimento alla sede legislativa del progetto di legge n. 3333 – al quale risultano abbinate le proposte di legge nn. 3311 e 3479 – in materia di esclusione dei familiari superstiti condannati per omicidio del pensionato, il cui esame in sede referente in Commissione si è già concluso da tempo, ma del quale non si è ancora avviata la discussione in Assemblea.
Giuliano CAZZOLA (PdL), con riferimento alle problematiche sinora emerse in relazione al provvedimento in titolo, ritiene che una soluzione adeguata a superare le perplessità di ordine costituzionale, richiamate a più riprese nel corso dell’esame, possa essere individuata in una impostazione normativa che rimetta al potere discrezionale del giudice di merito il compito di valutare, di volta in volta, la fattispecie di reato concreta in cui risulti coinvolto l’imputato, in vista dell’eventuale sospensione o revoca del trattamento pensionistico. Osservato che, a suo avviso, una norma di tale portata potrebbe favorire il formarsi di un consenso unanime in Commissione, si riserva conclusivamente di lavorare alla predisposizione di appositi emendamenti, augurandosi che essi possano essere attentamente valutati, ed eventualmente fatti propri, dal relatore.
Giovanni PALADINI (IdV), nel preannunciare che il suo gruppo presenterà emendamenti riferiti al testo in esame, giudica opportuna la proposta del presidente di differire alla prossima settimana il relativo termine, riservandosi di esprimere una posizione definitiva sul provvedimento nel prosieguo della discussione, nella fase di esame del complesso delle proposte emendative presentate.
Massimiliano FEDRIGA (LNP), relatore, nel ringraziare i deputati intervenuti nel dibattito, prende atto positivamente del clima costruttivo emerso nel corso della presente seduta, dichiarando la propria disponibilità a confrontarsi nel merito del provvedimento, senza rigide preclusioni, in vista dell’elaborazione di un testo condiviso.
Silvano MOFFA, presidente, soffermandosi anzitutto sulla questione posta dal deputato Schirru circa l’opportunità di considerare il trasferimento alla sede legislativa del progetto di legge n. 3333 e delle proposte ad esso abbinate, osserva che occorrerà a tale fine valutare la sussistenza delle condizioni prescritte dal Regolamento, in presenza delle quali non vi sarà alcun ostacolo a dare seguito a tale richiesta.
Nessun altro chiedendo di intervenire sul provvedimento in titolo, dichiara, quindi, concluso l’esame preliminare. Facendo seguito a quanto già preannunciato nell’ambito dell’Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, propone di fissare il termine per la presentazione di emendamenti al progetto di legge in esame per le ore 18 di giovedì 30 settembre.
La Commissione concorda.
Silvano MOFFA, presidente, rinvia, quindi, il seguito dell’esame ad altra seduta.
La seduta termina alle 14.

SEDE CONSULTIVA
Martedì 21 settembre 2010. – Presidenza del presidente Silvano MOFFA.
La seduta comincia alle 14.
Disposizioni in materia di alleanza terapeutica, di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento.
Nuovo testo C. 2350, approvato dal Senato, e abb.
(Parere alla XII Commissione).
(Esame e rinvio).
La Commissione inizia l’esame del provvedimento in titolo.
Barbara SALTAMARTINI (PdL), relatore, osserva che la Commissione è chiamata ad esprimere un parere alla XII Commissione (Affari sociali) sul nuovo testo della proposta di legge n. 2350, come risultante dagli emendamenti approvati, recante disposizioni in materia di alleanza terapeutica, di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento. Fa notare che si tratta di un provvedimento, già approvato dal Senato, su cui si è svolto un lungo ed articolato dibattito presso la competente Commissione della Camera, nell’ambito della quale si è registrato un confronto che, pur mettendo in evidenza posizioni a volte divergenti, si è comunque rivelato positivo e costruttivo. Fa presente che si tratta, infatti, di un provvedimento di assoluta delicatezza, che coinvolge tematiche di ampia portata rientranti nell’area della bioetica e della coscienza di ogni cittadino, rese sempre più attuali e problematiche da un’epoca caratterizzata da un avanzato progresso tecnologico, e che pone la questione del richiamo di un quadro di principi fondamentali garantiti dalla Costituzione italiana dinanzi a processi e dinamiche controversi, al fine di guidare le scelte individuali, nel rispetto dell’esercizio della libertà del soggetto interessato, della tutela della dignità e della salute di ogni cittadino, nonché del valore dell’inviolabilità della vita.
Rileva, peraltro, che – pur a fronte delle significative implicazioni di natura generale – il provvedimento in esame non contiene norme di diretto interesse della XI Commissione: ritiene probabile, pertanto, che la richiesta di parere da parte della Commissione di merito sia stata giustificata unicamente dalla presenza, in talune delle numerose proposte di legge abbinate al testo in esame, di norme rientranti nell’ambito di competenza della XI Commissione, che alla fine, tuttavia, non sono confluite nel testo definitivamente elaborato. Preso atto, quindi, dell’insussistenza di profili di competenza della XI Commissione, propone di esprimere un nulla osta all’ulteriore corso del provvedimento (vedi allegato).
Giovanni PALADINI (IdV), nel chiedersi come sia possibile che la Commissione sia stata chiamata ad esprimere un parere sul provvedimento in titolo, considerato che non vi sono norme di diretto interesse, auspica che sul provvedimento possa comunque svolgersi un’adeguata riflessione.
Silvano MOFFA, presidente, fa notare che l’assenza, nel testo modificato dalla Commissione di merito, di norme rientranti nell’alveo di competenza della XI Commissione non preclude ovviamente ai deputati di intervenire, qualora lo ritengano opportuno, sul merito del provvedimento, considerata anche la rilevanza della tematica in esame. Osserva, peraltro, che proprio la predetta assenza di norme di diretto interesse ha indotto il relatore – come è nelle sue prerogative – a proporre alla Commissione l’espressione di un nulla osta all’ulteriore corso del provvedimento, senza che ciò comporti il divieto di svolgere un dibattito sul merito del progetto di legge in esame.
Barbara SALTAMARTINI (PdL), relatore, ribadisce che la richiesta di parere da parte della Commissione di merito è stata giustificata, con ogni probabilità, dalla presenza, in talune delle numerose proposte di legge abbinate al testo in esame, di norme rientranti nell’ambito di competenza della XI Commissione; al riguardo, peraltro, torna a segnalare che tali disposizioni non sono confluite nel testo definitivamente elaborato dalla Commissione: è proprio per queste ragioni che, in qualità di relatore, non ha ritenuto opportuno – come invece sarebbe stato possibile – proporre l’espressione di un parere favorevole, limitandosi ad un semplice nulla osta all’ulteriore corso del provvedimento.
Maria Grazia GATTI (PD) ritiene che la Commissione debba essere posta nelle condizioni di svolgere il proprio ruolo in maniera compiuta, anche laddove si tratti di esprimere un semplice nulla osta. Giudica necessario, quindi, acquisire maggiori elementi conoscitivi e disporre di tempi di approfondimento adeguati in relazione al testo risultante dall’esame in Commissione di merito, che ha modificato quello approvato dal Senato, al fine di giungere ad una decisione finale che sia la più consapevole possibile.
Lucia CODURELLI (PD) considerata la rilevanza del tema in esame, lungamente dibattuto nella Commissione di merito, ritiene opportuno avviare una discussione ampia e approfondita, nei tempi che saranno ritenuti adeguati, affinché la XI Commissione possa esprimere un parere ponderato e meditato.
Cesare DAMIANO (PD), nell’associarsi ai deputati del suo gruppo sinora intervenuti, rilevata la delicatezza del provvedimento in questione, auspica che sul tema, a prescindere dalla rigida delimitazione delle competenze stabilita dal Regolamento, possa svolgersi in Commissione un sereno ed approfondito dibattito, che – a suo giudizio – non potrebbe concludersi, anche ove si registrassero le necessarie condizioni, con la deliberazione di competenza prima della giornata di domani.
Teresio DELFINO (UdC), pur comprendendo la legittima esigenza di svolgere un adeguato approfondimento del testo in esame, ritiene che, proprio per la sua particolare delicatezza, il provvedimento meriti di essere discusso e approvato con tempestività e sollecitudine, considerate le modifiche migliorative apportate dalla Camera rispetto alla versione trasmessa dal Senato e attesa l’urgenza di colmare una lacuna normativa in campi rilevanti rientranti nell’area della bioetica. Nel ritenere che ciascun parlamentare avrà l’occasione di esprimere la propria posizione – e di incidere sul testo – nel prosieguo dell’esame in Assemblea, auspica, quindi, una rapida conclusione dell’iter di esame del provvedimento in sede consultiva.
Luigi BOBBA (PD), intervenendo per una precisazione di carattere metodologico, si interroga sui motivi per i quali il provvedimento in esame sia stato assegnato in sede consultiva alla XI Commissione, pur non contenendo norme di diretto interesse della stessa.
Silvano MOFFA, presidente, in relazione alle diverse questioni poste nel corso della seduta, fa notare anzitutto che il relatore ha correttamente spiegato che la richiesta di parere sul testo sembra derivare dall’esistenza di norme di competenza della XI Commissione presenti in talune delle proposte di legge abbinate al testo adottato dalla Commissione di merito, che tuttavia non sono entrate a far parte del corpo definitivo del provvedimento. Rileva, inoltre, che la proposta, formulata dallo stesso relatore, di esprimere nulla osta all’ulteriore corso del provvedimento non equivale ad una preclusione del dibattito da parte della Commissione, la quale, al contrario, ha la possibilità di esaminare liberamente il contenuto del provvedimento. Ricorda, peraltro, che in numerose occasioni analoghe la stessa Commissione – piuttosto che esprimere un parere favorevole o contrario – ha preferito formulare un nulla osta, senza che ciò abbia sollevato particolari profili problematici.
Quanto alla tempistica di esame della proposta di legge in titolo, rammenta che la richiesta di parere da parte della Commissione di merito risale ormai al 12 maggio 2010 e che nella riunione della Conferenza dei presidenti di gruppo dello scorso 8 settembre è stata sollevata la questione del ritardo nell’espressione dei pareri – anche di competenza di altre Commissioni – che non renderebbe possibile alla Conferenza medesima di compiere le proprie valutazioni circa la calendarizzazione in Aula del provvedimento. Per queste ragioni, ritiene che la Commissione possa serenamente rispettare la data di domani, già stabilita nell’ambito dell’ultima riunione dell’Ufficio di presidenza integrato dai rappresentanti dei gruppi, per concludere l’esame in sede consultiva del testo, fermo restando che – ove i gruppi ritenessero opportuno rivedere la tempistica concordata – non vi sarebbe alcuna difficoltà a valutare eventuali richieste di differimento dei termini per l’espressione del parere.
Gaetano PORCINO (IdV) fa presente che il suo gruppo non riscontra alcuna difficoltà circa l’ipotesi che la Commissione proceda in tempi rapidi all’espressione di un mero nulla osta all’ulteriore corso del provvedimento.
Silvano MOFFA, presidente, alla luce del complessivo dibattito svolto e non essendovi ulteriori richieste di intervento, prende atto che non si registrano obiezioni a concludere entro domani l’esame in sede consultiva del provvedimento.
Rinvia, quindi, il seguito dell’esame ad altra seduta.
La seduta termina alle 14.20.

ATTI DELL’UNIONE EUROPEA
Martedì 21 settembre 2010. – Presidenza del presidente Silvano MOFFA.
La seduta comincia alle 14.20.
Libro verde: Verso sistemi pensionistici adeguati, sostenibili e sicuri in Europa.
COM(2010)365 def.

(Seguito dell’esame, ai sensi dell’articolo 127, comma 1, del Regolamento e rinvio).
La Commissione prosegue l’esame del provvedimento in titolo, rinviato nella seduta del 15 settembre 2010.
Teresio DELFINO (UdC) avverte che il suo gruppo si riserva di svolgere un intervento di carattere generale dopo l’acquisizione degli opportuni elementi conoscitivi nelle preannunciate audizioni che la Commissione ha in programma di effettuare sull’argomento.
Cesare DAMIANO (PD) ricorda che al termine della precedente seduta – nella quale si è già svolto l’intervento di un rappresentante del suo gruppo – si è convenuto che, per la sua particolare importanza, il tema in discussione debba essere caratterizzato da un adeguato approfondimento nel merito, anche mediante lo svolgimento di un ciclo di audizioni dei soggetti istituzionali interessati, tra i quali, ad esempio, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e il Commissario europeo competente in materia previdenziale. Osserva, pertanto, che solo al termine di tale necessaria attività conoscitiva si potrà procedere con gli ulteriori interventi di carattere generale e si potranno valutare le iniziative da assumere al riguardo.
Silvano MOFFA, presidente, preso atto delle considerazioni appena svolte, avverte che nella riunione dell’Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, prevista per domani, sarà definito il quadro complessivo dei soggetti da audire nell’ambito dell’esame del provvedimento, facendo presente che il Ministro del lavoro e delle politiche sociali ha già dato la propria disponibilità per la seconda metà del mese di ottobre e che si resta in attesa di una conferma da parte del Commissario europeo competente; al termine del ciclo di audizioni, sarà quindi possibile proseguire nell’esame del Libro verde e, dunque, verificare i margini esistenti per procedere all’adozione di un documento finale condiviso.
Rinvia, quindi, il seguito dell’esame ad altra seduta.
La seduta termina alle 14.25.

AVVERTENZA
Il seguente punto all’ordine del giorno non è stato trattato:
SEDE LEGISLATIVA
Disposizioni concernenti la definizione della funzione pubblica internazionale e la tutela dei funzionari italiani dipendenti da organizzazioni internazionali.
C. 3241 Pianetta.
XI Commissione – Martedì 21 settembre 2010

ALLEGATO
Disposizioni in materia di alleanza terapeutica, di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento (Nuovo testo C. 2350, approvato dal Senato, e abb.).
PROPOSTA DI PARERE DEL RELATORE
La XI Commissione,
esaminato, per quanto di competenza, il nuovo testo della proposta di legge n. 2350, approvata in un testo unificato dal Senato, come risultante dagli emendamenti approvati;
preso atto che il provvedimento non contiene norme di diretto interesse della XI Commissione;
esprime
NULLA OSTA
all’ulteriore corso del provvedimento.

 

 

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