Oggi, 2 agosto 2016, ricorre l’anniversario della strage di Bologna uno dei più gravi attentati avvenuti in Italia durante gli anni di piombo. Il 2 agosto del 1980 alla stazione ferroviaria di Bologna è stata fatto scoppiare un ordigno che ha ucciso 85 persone mentre 200 sono rimaste ferite. Gli esecutori materiali della strage furono i militanti di estrema destra appartenenti ai Nar, Nuclei armati rivoluzionari che agivano per alimentare la cosiddetta “strategia della tensione”. Solo nel 1995 si arrivò a sentenza e vennero condannati Giuseppe Valerio Fioravanti e Francesca Mambro e solo nel 2006 fu condannato Luigi Ciavardini che all’epoca dei fatti era minorenne.
Nel 2015, l’Associazione dei familiari delle vittime avevano protestato per le mancate promesse del governo sull’approvazione della legge sul reato di depistaggio, ma il 5 luglio scorso la Camera ha approvato in via definitiva la proposta di legge presentata dal deputato Paolo Bolognesi, presidente dell’Associazione vittime della strage di Bologna.
In una nota per ricordare la strage, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha commentato: “Permangono ancora domande senza risposta e la memoria è anche sostegno a non dimettere gli sforzi per andare avanti e raggiungere quella piena verità, che è premessa di giustizia. L’associazione dei familiari delle vittime ha dispiegato in questi anni un impegno assiduo e coinvolgente che, di recente, ha portato all’introduzione del reato di depistaggio, ulteriore strumento a disposizione della magistratura”.
“L’immagine della stazione ferroviaria con l’orologio fermo al minuto della tremenda esplosione – nota il Capo dello Stato – è divenuta simbolo della disumanità del terrorismo, dell’attacco sferrato al cuore della democrazia italiana e della risposta, ferma e solidale, che la società e lo Stato seppero dare agli eversori assassini. La strage di Bologna era iscritta in una strategia che mirava a destabilizzare le istituzioni e la sua matrice è stata accertata dalle conclusioni giudiziarie”. Per Mattarella l’associazione dei familiari delle vittime «ha dispiegato in questi anni un impegno assiduo e coinvolgente che, di recente, ha portato all’introduzione del reato di depistaggio, ulteriore strumento a disposizione della magistratura.”






























