Lo sciopero di 4 ore del personale di volo Alitalia, tenutosi ieri 5 luglio e proclamato da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl Trasporto aereo, Anpac, Anpav e Usb Lavoro Privato, ha ottenuto una adesione che si attesta intorno al 95% del personale navigante, “a dimostrazione della fondatezza delle ragioni della protesta”, commentano i sindacati.
“Lo sciopero – ricordano le federazioni dei trasporti – è stato indetto a seguito delle decisioni unilaterali della compagnia in merito a licenziamenti di assistenti di volo per bassa produttività anche a seguito di infortuni sul lavoro, al mancato rispetto dell’esonero al lavoro notturno, alle violazioni contrattuali in tema di composizione equipaggi di volo, all’aumento dell’orario di lavoro, alla cessione di attività a vettori extra comunitari ed alle concessioni di viaggio.”
Tra le motivazioni dello sciopero, il segretario nazionale della Filt Cgil, Nino Cortorillo, annovera “le condizioni di vita e di lavoro delle persone su cui si riversano decisioni aziendali mai discusse preventivamente, gli aumenti degli orari di lavoro, l’utilizzo di procedure di licenziamento individuale fuori dalle norme, l’eliminazione di agevolazioni decennali che consentono ai lavoratori pendolari di spostarsi e di attenzioni al personale con condizioni familiari e personali molto delicate”.
Inoltre, conclude Cortorillo, nei confronti di “chi ha visto riconoscersi dalla magistratura il reintegro nel posto di lavoro si adotta, con un atto senza precedenti, un nuovo licenziamento individuale che fa perdere l’originale indennità di mobilità.”






























