È iniziata questa mattina alle nove e trenta circa la riunione dei giudici della Corte Costituzionale che si pronunceranno sull’ammissibilità dei tre referendum sul Jobs Act proposti dalla Cgil.
I quesiti referendari proposti dal sindacato guidato da Susanna Camusso, e sostenuti da 3,3 milioni di firme, sono tre. Il primo, quello sull’articolo 18, propone una nuova tutela reintegratoria nel posto di lavoro in caso di licenziamento illegittimo per tutte le aziende al disopra dei cinque dipendenti. Il secondo propone la cancellazione dei voucher, i buoni lavoro da 10 euro lanciati dalla legge Biagi nel 2003 per i lavori accessori e occasionali e poi liberalizzati nei guadagni annui e nei settori. Terzo quesito quello sulla reintroduzione della piena responsabilità solidale in tema di appalti.
Dopo le dimissioni di Giuseppe Frigo, il collegio è composto da 14 giudici ma, nella seduta odierna, manca all’appello il giudice Alessandro Criscuolo. In caso di pareri contrastanti, dunque, basterà un solo voto a fare la differenza.
Nessun rischio, dunque, che sull’articolo 18 possa finire alla pari, con il voto decisivo del presidente che vale doppio. La decisione della Consulta è attesa nel pomeriggio.
Se la Corte darà parere positivo si potrebbe votare tra il 15 aprile e il 15 giugno.
























