Nell’osservatorio congiunturale sull’industria delle costruzioni, l’Associazione nazionale dei costruttori edili (Ance) rileva che il settore edilizio è ancora in affanno e le aspettative di ripresa non trovano conferma nei dati della prima parte del 2016.
Nel primo trimestre 2016, l’occupazione è calata di un ulteriore 3,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il bilancio complessivo dei posti di lavoro persi nelle costruzioni dall’inizio della crisi è di 580mila unità, che salgono a 800mila considerando anche i settori collegati.
L’indice di produzione nei primi quattro mesi del 2016 è invece stato caratterizzato da un andamento altalenante.
Tra il 2008 e il 2014 il settore edilizio ha perso oltre 100mila imprese e peggiorano le valutazioni sulle prospettive del settore espresse dalle aziende.
Gli effetti della lunga crisi sono risultati assai pesanti per il tessuto produttivo dell’edilizia, in particolar modo per le imprese più strutturate. Il 26,9% delle imprese con 2-9 addetti ha cessato la propria attività; il 40% di quelle tra 9-49 addetti; e il 31% di quelle con oltre 50 addetti.
L’Ance rivede al ribasso anche le stime di crescita degli investimenti nel settore edilizio. Rispetto alle previsioni di fine 2015 sull’anno in corso, in cui era previsto un aumento degli investimenti dell’1%, secondo le stime attuali gli investimenti in costruzione per il 2016 segneranno un +0,3%. Un aumento trascurabile, secondo l’Ance, e del tutto insufficiente a creare condizioni di effettiva ripresa.
Per quanto riguarda gli investimenti nel mercato immobiliare, l’Ance rileva che questi sono ancora fermi al palo. Nel 2016 gli investimenti in nuove abitazioni registreranno una diminuzione del 3,4% rispetto al 2015 “per effetto principalmente della drastica riduzione dei permessi di costruire”, sottolinea l’associazione dei costruttori.
Diverso, invece, è il risultato degli investimenti in riqualificazione degli immobili, che a fine anno dovrebbero aumentare di 1,3 miliardi pari all’1,9% in più rispetto allo scorso anno. Un dato, spiega l’Ance, conseguito grazie al potenziamento fino a dicembre 2016 degli incentivi fiscali per le ristrutturazioni edilizie e per l’efficientamento energetico.
D’altra parte, il mercato della casa continua a salire. Il 2015 si è chiuso con un incremento del 6.5% delle compravendite pari a 445mila abitazioni e nel primo trimestre del 2016 si conferma questo trend con una crescita del 20,6% degli alloggi compravenduti. L’aumento registrato nel primo trimestre coinvolge sia i comuni capoluogo che quelli non capoluogo ed è esteso a tutte le aree geografiche.
La ripresa del mercato immobiliare è influenzata dalla sensibile riduzione dei prezzi delle abitazioni. Per il 2016 si prevede però una stazionarietà dei prezzi che riprenderanno ad aumentare nel 2017. La ripresa è influenzata anche dall’aumento della domanda, testimoniata dalla crescita del numero di famiglie (+13% tra il 2003 e il 2015) e delle intenzioni di acquisto; e dalla crescita dei mutui alle famiglie (il 2015 si è chiuso con un aumento del 70,6% dei mutui concessi dalle banche e nel primo trimestre 2016 la crescita è del 55%).






























