“Finalmente qualcuno comincia a pensare come si può uscire dalla crisi”. Così il leader della Uil, Carmelo Barbagallo, ha commentato l’apertura di Yoram Gutgeld, consigliere economico del premier Matteo Renzi, sul rinnovo dei contratti pubblici dal 2016.
“Lo diciamo da mesi, come anche il governatore della Banca d’Italia – ha detto Barbagallo a margine di un convegno sui temi del welfare e del reddito di cittadinanza – senza la crescita del potere d’acquisto dei redditi di lavoratori e pensionati non c’è ripresa”.
Il numero uno della Uil ha però chiesto al Governo di “cominciare da subito” con i contratti del pubblico impiego.
“Bisogna aprire una discussione ora e non nel 2016 – ha proseguito – questo per noi è l’anno dei contratti. Possono fare tutti gli sgravi che vogliono, ma se i lavoratori non hanno più soldi per comprare le merci non c’è speranza di ripresa”..
Secondo Barbagallo era comunque l’ora per lo Stato di “finirla con l’essere il peggiore datore di lavoro del Paese”. Tuttavia, la ripresa “ancora non c’è. ”Nonostante la liquidità che la Bce ha messo nel sistema – sottolinea il sindacalista- gli investimenti non stanno aumentando e il debito pubblico ha battuto ogni record. C’è qualcuno che bara: le spese aumentano e i consulenti sono ancora tutti lì”. Per il segretario generale della Uil una cosa è certa: “Se non c’è ripresa non ci sarà la possibilità di pagare il debito”.
Sul fronte delle pensioni, per Barbagallo “non si deve fare cassa in ogni occasione dopo che il ministro Fornero l’ha fatta fino al 2020”, mentre l’Inps negli anni è diventato “la discarica indifferenziata delle casse in deficit”.
Il leader della Uil considera positiva l’idea di rendere più flessibili le pensioni, ma attende ancora la convocazione dal “ministro della disoccupazione”, Giuliano Poletti. “Avevamo già proposto la stabilizzazione per i giovani e la flessibilità in uscita per gli anziani, ma non a discapito degli anziani – ha aggiunto – il ministro della disoccupazione, perché non si può ancora definire del lavoro, aveva annunciato una convocazione sui disagi sociali provocati dalla legge Fornero. Siamo però ancora qui ad aspettare”. Il segretario ha inoltre ribadito la necessità di “separare l’assistenza dalla previdenza. Sono 20 anni che lo chiediamo”.


























