Cala il sipario sul Congresso del Sindacato mondiale. Al termine di una settimana di intenso e approfondito dibattito, è stato eletto il gruppo dirigente che guiderà l’Ituc nei prossimi 4 anni. Inoltre, è stato votato un documento che determinerà un importante cambiamento delle regole che governeranno i rapporti interni. Documento, quest’ultimo, voluto in particolare, dalla delegazione italiana, anche in forza dell’apprezzabile, ma purtroppo non sufficiente, 48% dei consensi ottenuti dalla Camusso nella corsa al vertice dell’Organizzazione internazionale.
“È indispensabile – ha detto il Segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, un cambiamento delle regole interne per rendere più credibile e più autorevole la nostra richiesta di cambiamento delle regole che governano l’economia mondiale che o sono carenti o non ci convincono. Allo stato, infatti, nel mondo, si sono accentuate le diseguaglianze e la povertà e si sono ridotti i diritti dei lavoratori”.
Nell’occasione, il leader della Uil ha voluto commentare anche i dati del Censis, resi noti questa mattina, sull’andamento dei salari in Italia: “Da questo Rapporto sulla situazione sociale del Paese – ha detto Barbagallo – emerge con chiarezza l’enorme condizione di svantaggio che subiscono i lavoratori italiani rispetto ai loro colleghi tedeschi e francesi. Se in Italia, non aumentano considerevolmente i salari di tutti i lavoratori, la nostra economia è destinata a un’eterna stagnazione. Dunque, non abbiamo alternative: servono significativi aumenti contrattuali, sia al primo sia al secondo livello, nel pubblico, nel privato e nei servizi e, inoltre – ha concluso Barbagallo – bisogna ridurre le tasse ai lavoratori dipendenti, oltreché ai pensionati”.
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