In poco più di un anno l’Italia è riuscita a salvare circa 36,5 miliardi dal rischio di perdere questi fondi destinati alla coesione territoriale e alla rimozione delle disuguaglianze tra le varie regioni. Questo quanto emerge dal rapporto di fine mandato del ministro per la Coesione territoriale, Fabrizio Barca.
Il rapporto fa il punto sullo stato d`attuazione dei Programmi operativi regionali, la cui accelerazione della spesa ha consentito il salvataggio delle risorse dal rischio disimpegno: al 31 dicembre 2012, dei 52 programmi operativi italiani solo 1 non ha raggiunto il target di fine anno per una spesa complessiva di 18,3 miliardi, quando all’inizio dell’attività del governo Monti la situazione di utilizzo dei fondi era “pessima”, si legge nel rapporto, pari al solo 15%. Questo grazie al Piano d`azione per la coesione (Pac), con la cui riprogrammazione in tre fasi sono stati rimessi in circolo un totale di 11,9 miliardi nel corso del 2012. Diverse le linee d`intervento relative, tra l`altro, all`istruzione, alla giustizia telematica, al credito di imposta per i lavoratori svantaggiati, ai servizi di cura per la prima infanzia e degli anziani non autosufficienti.
Accanto ai fondi comunitari sono state riassegnate le risorse statali residuali del Fondo per lo sviluppo e la coesione: sono state destinate complessivamente da agosto 2011 risorse per 24,5 miliardi di cui 14 a partire da dicembre 2011. “Il mio mandato è in corso – spiega Fabrizio Barca – ma ho ritenuto doveroso rendere pubblici i principali risultati ottenuti dall`inizio del mio mandato ad oggi. Per trarne lezioni. Per marcare la traccia”. (LF)

























