“Una fabbrica che chiude è come un lutto in famiglia”. Per questo si è tenuto un minuto di silenzio simbolico al convegno della Piccola Industria di Confindustria. “Un silenzio di denuncia, di fronte alla forte emergenza economica, alle imprese che hanno chiuso i battenti, a quanti non ce l’hanno fatta e a chi continua a resistere”, dice il presidente dei piccoli industriali Vincenzo Boccia.
Confindustria chiede alle parti sociali di stringere un patto dei produttori, un “patto tra tutti gli attori della fabbrica per ricostruire il Paese e per una nuova rivoluzione industriale”. Il presidente della Piccola Industria poi sostiene: lavoriamo “insieme per salvare le fabbriche e il Paese”. “Un patto – ha proseguito – tra tutti gli attori della fabbrica con il quale ci si impegna per ricostruire il Paese e contribuire alla nascita di una nuova rivoluzione industriale. Un patto che deve basare le sue fondamenta sulla corresponsabilità di tutti per la convergenza e la competitività, per essere un Paese che vive di confronto e non muore di conflitto”
“Solo negli ultimi sei anni – ha aggiunto – hanno cessato la loro attività più di 70.000 imprese manifatturiere e, quel che più preoccupa, stiamo assistendo ad un ritmo di chiusure in crescita, al pari delle sofferenze bancarie, ne consegue una perdita di 1,4 milioni di unità di lavoro con un numero di disoccupati che è raddoppiato e ha raggiunto il record di 3 milioni. Solo nel 2012 ogni giorno hanno chiuso i battenti 41 imprese manifatturiere”.























