Non è ancora il momento per uno sciopero generale sull’art.18, ma la Cgil ci sta lavorando. È quanto ha affermato il leader nazionale Susanna Camusso, ad un attivo di delegati e quadri a Milano. “Quando capiremo – ha detto – che è il momento in cui bisogna dare la risposta generale, che noi ci auguriamo sia il più unitaria possibile e raccolga anche tutti gli altri, la proclameremo”.
La Cgil non pensa di utilizzare solo lo sciopero generale come strumento per fare pressione sul governo contro le modifiche all’art.18, ma punta anche a convincere “Confindustria e le associazioni”. “Faremo assemblee ovunque – ha spiegato Camusso – parleremo con le altre organizzazioni sindacali per rafforzare un po’ la loro certezza che questa battaglia deve essere vinta”. L’obiettivo, a suo avviso “non è solo il governo, ma anche Confindustria e le associazioni che hanno chiesto al governo di cambiare questa norma”. Per questo “non faremo solo uno sciopero generale, ma scioperi anche nei luoghi di lavoro, continueremo il 25 aprile e il 1 maggio e in tutti gli appuntamenti che abbiamo davanti e continueremo quando il dibattito sarà in Parlamento”.

























