“Cgil, Cisl, Uil, nell’esprimere vicinanza ai lavoratori ed al popolo Greco, chiedono a tutti i leader politici di trovare una via di uscita alla crisi in linea con lo spirito dell’integrazione Europea basata su solidarietà, interdipendenza e rispetto delle decisioni democratiche. A tal riguardo, occorre far convergere tutti gli sforzi per rafforzare la permanenza della Grecia nell’Unione, consentendo una ristrutturazione del debito con tempi più flessibili così da consentire e ristabilirne un percorso di crescita sostenibile”.
Sono le parole usate dai segretari generali di Cgil, Cisl, Uil, Susanna Camusso, Anna Maria Furlan e Carmelo Barbagallo, alla vigilia del voto greco. I tre segretari generali hanno voluto infatti diffondere una nota unitaria in cui si dice che “è necessario individuare una soluzione bilanciata che, lungi dallo scaricare tutti i costi su lavoratori, pensionati e famiglie, sia basata su piani solidi ed efficaci di investimento per crescita e occupazione, che non possono non trovare, a livello europeo, un centro di propulsione e sostegno”.
“Solo un contesto di stabilità politica, economica e sociale fortemente integrato – proseguono i tre leader sindacali nella nota diffusa sabato – è in grado di assicurare investimenti, crescita e occupazione e capace di far fronte alle
speculazioni dei mercati: lasciare la Grecia al proprio destino sarebbe pericoloso anche per la stabilità geopolitica dell’intera area, creando possibili ripercussioni ed effetti speculativi a catena. La Confederazione europea dei sindacati ha il compito di creare il massimo di solidarietà e di consenso attorno ai lavoratori e ai sindacati greci, anche attraverso apposite iniziative di coordinamento e di mobilitazione”.
Camusso, Furlan e Barbagallo nel ricostruire i passaggi che hanno portato la Grecia alla condizione attuale, hanno voluto evidenziare anche le debolezze della governance europea. Alla luce dei risultati referendari, ora “l’’insieme degli Stati europei, a partire dai paesi economicamente più forti, deve dimostrare nei confronti della Grecia un atteggiamento meno inflessibile e improntato alla cooperazione, alla considerazione della gravità della situazione economica, al consolidamento dell’area dell’euro”. Per questo Cgil, Cisl, Uil “chiedono ai leader politici un cambio di passo volto all’assunzione di decisioni che tutelino gli interessi dei lavoratori e cittadini europei nello spirito originario del progetto europeo”.

























