Legambiente, Libera, Cgil, Cisl e Uil lanciano il decalogo “Legalità e qualità nelle opere pubbliche” indirizzato al Premier e ministro ad Interim delle Infrastrutture Matteo Renzi. L’obiettivo delle varie associazioni è quello di sollecitare il governo affinché siano prese tutte le misure necessarie “per liberare dalla corruzione e dalle mafie i cantieri delle opere pubbliche in Italia”, per rendere possibile la realizzazione di infrastrutture “davvero utili per tutti”, fondate su innovazione, qualità, trasparenza, sviluppo, occupazione, tutela del lavoro, dell’ambiente e del territorio.
“I ritardi che caratterizzano il Paese, troppo spesso frutto di corruzione e opacità, possono essere recuperati solo attraverso scelte radicali, che passano innanzitutto per l’individuazione di opere realmente utili e coerenti con questa visione – sottolineano il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza, Luigi Ciotti, presidente di Libera, Susanna Camusso, Segretario Generale della Cgil, Annamaria Furlan, Segretario Generale della Cisl e Carmelo Barbagallo, Segretario Generale della Uil – ma per questo serve una nuova programmazione, un confronto pubblico trasparente e delle serie e indipendenti analisi di costi e benefici”.
Sindacati e associazioni sottolineano come sia altrettanto indispensabile innovare il settore delle costruzioni in Italia, “per elevare finalmente la qualità della progettazione attraverso i concorsi”, per ridurre impatti e scongiurare disastri ambientali con serie valutazioni preliminari, per garantire un trasparente confronto con i territori “e la più ampia informazione dei cittadini.
E.G.

























