Il sindacato territoriale Cgil Roma e Lazio, sottolinea in una nota la sua insofferenza rispetto alla proliferazione “incontrollata” delle aziende partecipate nella Regione. “In questi giorni – spiega il sindacato – si sono ‘riscoperte’ le Partecipate degli enti locali ed è iniziata, per l’ennesima volta, la rincorsa alle dichiarazioni scandalizzate per via del numero enorme delle società, da razionalizzare quanto prima”.
Per dirla in sintesi, spiega il sindacato, la proliferazione delle Partecipate è stata frutto di scelte politiche. “Esistono anche le Partecipate degli enti centrali le cui dinamiche non differiscono da quelle degli enti locali, – prosegue Cgil Roma e Lazio – ma come al solito quando si vuole razionalizzare si pensa solo ai rami bassi dell’architettura istituzionale”.
“Nel tempo – spiega il sindacato – esse sono state un comodo metodo per gli amministratori per aggirare i vincoli costituzionali per l’assunzione del personale, ma soprattutto un luogo in cui ‘riciclare’ i politici silurati alle elezioni attraverso la costituzione di CdA, amministratori unici ecc..”
Per Cgil Roma e Lazio, nel corso degli anni tuttavia alcune di queste Partecipate sono diventate indispensabili per il funzionamento degli enti “perché il lunghissimo blocco del turn-over nella PA ha determinato da un lato una carenza di personale, dall’altro l’impossibilità di investire con assunzioni in nuove professionalità”.
“Ci preme ricordare – sottolinea il sindacato – che il Jobs act ha stravolto profondamente il mercato del lavoro e puntato sulle politiche attive che si svolgono, per la parte pubblica, nei Centri per l’Impiego. I Centri per l’Impiego sono carenti di personale, nei 36 CPI del Lazio la carenza è di circa 200 unità, senza tener conto dei prossimi pensionamenti.”
“In queste condizioni – prosegue la nota sindacale – i dipendenti di Capitale Lavoro sono diventati indispensabili per il funzionamento delle attività, sono ormai parte integrante negli stessi Centri per l’Impiego ma con un paradosso non riportato dalla stampa: i dipendenti di Capitale Lavoro, che si fanno carico dei disoccupati nei Centri per l’Impiego, insieme ai colleghi della Città Metropolitana, sono legati a specifiche commesse a scadenza e pertanto di fatto precari anch’essi.Un loro dimensionamento in un momento di crisi avrebbe ricadute anche sull’utenza stessa.”
Infine, il sindacato chiede che “si chiudano tutte le Partecipate, centrali e locali, si assuma il personale e si affronti il problema del lavoro e del funzionamento dei servizi ai cittadini. Ci sembra stravagante che da un lato si esaltino le politiche attive del lavoro e dall’altro si desertificano i luoghi in cui queste politiche si dovrebbero praticare”.





























