In vista del prossimo congresso della Cisl che si terrà il giugno, non poche polemiche si agitano all’interno degli uffici di via Po. Tra le varie denunce di presunta irregolarità giunte alle scrivanie dei vertici Cisl, l’ultima accusa giunge da uno dei segretari confederali, Maurizio Bernava, che il 7 gennaio scorso indirizza alla segretaria generale Annamaria Furlan, ai componenti della segreteria nazionale e ai probiviri, una lettera in merito all’ultima riunione della segreteria confederale, svoltasi lo scorso 20 dicembre.
Stando alle parole di Bernava, nel corso dell’incontro sarebbero stati mostrati documenti e informazioni volti a “evidenziare e/o appurare comportamenti irregolari attivati da parte della ex segretario generale della Cisl Campania”, Lina Lucci, estromessa dall’incarico a ottobre e sostituita dall’ ex numero uno della Cisl dell’Emilia-Romagna, Piero Ragazzini, con il commissariamento della struttura regionale.
“Non possiamo accettare come normalità che alcuni soggetti possano utilizzare registrazioni audio di dialoghi e di fotogrammi di riprese video intercettate con specifici strumenti posti abusivamente negli uffici della Usr Cisl Campania per costruire prove contro la ex segretaria generale per dimostrare che la stessa realizzava atti di abuso e appropriazione indebita di risorse varie dell’organizzazione”, accusa Bernava, che aggiunge: “L’aspetto che mi ha sconvolto deriva dal fatto che si rischia di dare legittimazione politica a quanti (per fortuna una infima minoranza), ormai da qualche anno, si affidano al dossieraggio e allo spionaggio interno contro gli ‘avversari’ politici di turno, invece di assumersi il coraggio della critica e della denuncia nelle sedi che regolano la nostra democrazia interna.”
Dal canto suo, la Lucci respinge le accuse: “È grave che i vertici Cisl abbiano accettato strumenti di dossieraggio nei miei confronti”. E aggiunge di aver “denunciato tutto” presentando un ricorso ai Probiviri Cisl. “Andrò avanti fino in fondo.”

























