“Solleviamo alcune riserve rispetto all`impianto del decreto legge n. 50/2017 che contiene diversi articoli relativi alla riforma del trasporto pubblico locale, specificatamente agli artt. 27 e 48”. Lo dichiara in una nota il segretario confederale della Cisl Giovanni Luciano. “Le nostre perplessità, che non siamo riusciti a portare all`attenzione delle commissioni competenti in sede di audizione – sottolinea – riguardano principalmente due aspetti: in primo luogo l`impianto legislativo non agisce in favore di una riforma in senso industriale nel settore del trasporto pubblico locale italiano.
Continuano ad essere presenti più di 1.200 aziende e l`impianto di suddivisione in bacini da mettere eventualmente a gara con un riferimento al numero di abitanti (350.000) e non ad un riferimento geografico o per flussi di traffico, è un elemento che noi critichiamo”.
“L`aver inserito nel decreto in esame l`ulteriore suddivisione in lotti all`interno di questi bacini, già piccoli, non fa altro che aumentare la frammentazione”. Per il segretario confederale ciò produce un effetto opposto a quello desiderato “ancora più polverizzazione con evidenti danni al sistema anche in termini economici e di organizzazione del servizio”.
“Tutto questo manca e genera tra l`altro una confusione normativa che secondo noi va assolutamente colmata in sede di conversione in legge del decreto. La clausola sociale – conclude Luciano – non può essere lasciata così sullo sfondo senza avere una chiara definizione”.





























