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Il Diario del Lavoro

Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali

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Home - Senato - Commissione Lavoro, previdenza sociale (Dai Resoconti Sommari)

Commissione Lavoro, previdenza sociale (Dai Resoconti Sommari)

6 Giugno 2012
in Senato

326ª Seduta

Presidenza del Presidente

GIULIANO 

La seduta inizia alle ore 15,30.

SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE  

Il presidente GIULIANO avverte che, a causa di sopravvenuti e concomitanti impegni, il rappresentante del Governo non potrà essere presente alla seduta odierna. Lo svolgimento delle interrogazioni all’ordine del giorno è pertanto rinviato.

Avverte altresì che, a causa dell’assenza del rappresentante del Governo, non potrà proseguire la discussione congiunta dei disegni di legge n. 3233 e 2429, sull’equità retributiva del lavoro giornalistico. La questione è peraltro all’attenzione del Governo, che si è riservato di condurre in merito gli opportuni approfondimenti.

SULL’ORDINE DEI LAVORI  

Il senatore CASTRO (PdL) ricorda di aver segnalato  nella seduta della Commissione di ieri il tema della defiscalizzazione dei salari di produttività, in relazione ad un decreto del Presidente del Consiglio di recente approvazione, e di aver richiesto un approfondimento in tempi brevi della questione da parte del Governo.

Sollecita altresì un chiarimento urgente sulla presunta assenza di sgravi a beneficio delle imprese artigiane con specifico riferimento al settore dell’apprendistato, come risulterebbe ai rappresentanti delle organizzazioni di settore. L’argomento è di grande delicatezza e richiede senz’altro un approfondimento, anche in considerazione della centralità del tema dell’apprendistato, concepito dal Governo come vettore principale della riforma del mercato del lavoro. Ove la notizia fosse confermata, si sarebbe dunque di fronte ad un disallineamento rispetto a quanto finora dal Governo sostenuto in ogni sede.

Il presidente GIULIANO assicura che si farà carico di segnalare la questione al Ministro per ogni opportuno e urgente chiarimento.

Il senatore TREU (PD) fa presente che, nel corso dell’esame del disegno di legge n. 3249, di cui è stato relatore congiuntamente al senatore Castro, la Commissione, nella seduta pomeridiana del 16 maggio scorso, ha approvato il subemendamento 13.1000/8, prima firmataria la senatrice De Luca. La modifica incide sulle tipologie di agenzie abilitate all’outplacement e riguarda pertanto una questione assai delicata; essa non figura però nello stampato all’esame dell’Assemblea, nè nel testo del disegno di legge approvato dal Senato e trasmesso all’altro ramo del Parlamento.

Il presidente GIULIANO, nel prendere atto della segnalazione, ricorda che, nel successivo iter in Assemblea, il Governo ha proceduto all’elaborazione di quattro distinti maxiemendamenti, che sono stati oggetto di distinte votazioni. Assicura comunque che ne informerà la Presidenza del Senato.

IN SEDE CONSULTIVA 

Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva 2010/78/UE che modifica le direttive 98/26/CE, 2002/87/CE, 2003/6/CE, 2003/41/CE, 2003/71/CE, 2004/39/CE, 2004/109/CE, 2005/60/CE, 2006/48/CE, 2006/49/CE e 2009/65/CE, per quanto riguarda i poteri dell’Autorità bancaria europea, dell’Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali e dell’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (n. 478)

(Osservazioni alla 6a Commissione. Seguito e conclusione dell’esame. Osservazioni non ostative) 

Riprende l’esame, sospeso nella seduta di ieri.

Il PRESIDENTE ricorda che in tale precedente occasione la relatrice Spadoni Urbani ha illustrato il testo.

Nessuno chiedendo di intervenire in discussione generale, la RELATRICE dà lettura di una bozza di osservazioni non ostative da lei predisposta (pubblicata in allegato al resoconto).

Il senatore NEROZZI (PD) annuncia il voto favorevole del suo Gruppo. Ritiene comunque che l’atto non sia destinato ad avere effetti taumaturgici ai fini del rilancio dei fondi pensione di seconda generazione, e che il problema della previdenza integrativa vada esaminato in modo approfondito e proporzionato alla sua complessità.

Anche il senatore CASTRO (PdL) annuncia il voto favorevole del suo Gruppo, sollecitando una ripresa dell’iter in Commissione del disegno di legge n. 36, sulla disciplina delle forme pensionistiche complementari.

Presente il prescritto numero di senatori, il PRESIDENTE mette quindi ai voti la proposta di osservazioni non ostative presentata dalla relatrice.

La Commissione approva.

(1219) GALPERTI ed altri.  –  Modifiche alla legge 26 luglio 1975, n. 354, in materia di prestazione di attività lavorativa da parte del detenuto in favore di organizzazioni  non lucrative di utilità sociale (ONLUS)

(Parere alla 2a Commissione. Seguito dell’esame e rinvio)

Riprende l’esame, sospeso nella seduta di ieri.

Il PRESIDENTE relatore ricorda che in tale precedente seduta si è aperta la discussione generale ed è stata da più senatori  sottolineata la delicatezza del tema. Anche in ragione di un differimento del termine della presentazione degli emendamenti presso la Commissione di merito, suggerisce un rinvio del seguito dell’esame, al fine di approfondire ulteriormente le questioni connesse al provvedimento, in vista della stesura di una proposta di parere.

La Commissione conviene.

Il seguito dell’esame è quindi rinviato.

IN SEDE REFERENTE 

(3180) Modifiche alla legge 5 giugno 1997, n. 147, concernenti la durata dei trattamenti speciali di disoccupazione in favore dei lavoratori frontalieri italiani in Svizzera rimasti disoccupati a seguito della cessazione del rapporto di lavoro, approvato dalla Camera dei deputati in un testo risultante dall’unificazione dei disegni di legge d’iniziativa dei deputati Nicola Molteni ed altri; Volontè ed altri; Narducci ed altri  

(2112) BUTTI ed altri.  –  Modifiche agli articoli 1, 2, 3 e 4 della legge 5 giugno 1997, n. 147, concernenti la durata dei trattamenti speciali di disoccupazione in favore dei lavoratori frontalieri italiani in Svizzera rimasti disoccupati a seguito della cessazione del rapporto di lavoro  

(2137) ZANETTA ed altri.  –  Disposizioni in materia di agevolazioni per i lavoratori frontalieri italiani in Svizzera rimasti disoccupati a seguito della cessazione del rapporto di lavoro nonché disposizioni in materia di esenzione dell’imposta sui redditi da lavoro dipendente  

(2187) MICHELONI ed altri.  –  Modifiche alla legge 5 giugno 1997, n. 147, in materia di trattamenti speciali in favore dei lavoratori transfrontalieri in Svizzera e in Italia rimasti disoccupati a seguito di cessazione del rapporto di lavoro  

(2244) RIZZI e PITTONI.  –  Modifiche alla legge 5 giugno 1997, n. 147, concernenti la durata dei trattamenti speciali di disoccupazione in favore dei lavoratori frontalieri italiani in Svizzera rimasti disoccupati a seguito della cessazione del rapporto di lavoro

(Seguito dell’esame congiunto e rinvio)

Riprende l’esame congiunto, sospeso nella seduta del 29 maggio scorso.

Il presidente GIULIANO ricorda che nella seduta del 27 marzo scorso il disegno di legge n. 3180, già approvato dalla Camera dei deputati, è stato adottato come testo base.

Nessuno chiedendo di intervenire in discussione generale, propone di fissare a mercoledì 20 giugno, alle ore 12, il termine per la presentazione degli emendamenti.

La Commissione conviene.

Il seguito dell’esame congiunto è quindi rinviato.

La seduta termina alle ore 16.

OSSERVAZIONI APPROVATE DALLA COMMISSIONE

SULL’ATTO DEL GOVERNO N. 478

L’11a Commissione permanente, esaminato lo schema di decreto legislativo in titolo, premesso che la direttiva 2010/78/UE è stata emanata per limitare una serie di lacune nella settore della vigilanza finanziaria all’interno dell’UE, sia in casi specifici che in relazione al sistema finanziario nel suo complesso, determinatesi a seguito della crisi economica;

considerato che tale nuovo sistema europeo delle autorità di vigilanza finanziaria (SEVIF) si compone di tre autorità europee di vigilanza (AEV), una per il settore bancario, una per il settore degli strumenti finanziari e una per il settore delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali;

valutata la necessità di adeguare la normativa italiana, in particolare il decreto legislativo n. 252 del 2005 che disciplina le forme pensionistiche complementari, al nuovo assetto di autorità europee di sorveglianza finanziaria

esprime, per quanto di competenza, osservazioni non ostative.

325ª Seduta

Presidenza del Vice Presidente

TREU 

indi del Presidente

GIULIANO 

Interviene il vice ministro del lavoro e delle politiche sociali Martone.                                                  

La seduta inizia alle ore 15,30.

IN SEDE CONSULTIVA 

Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva 2010/78/UE che modifica le direttive 98/26/CE, 2002/87/CE, 2003/6/CE, 2003/41/CE, 2003/71/CE, 2004/39/CE, 2004/109/CE, 2005/60/CE, 2006/48/CE, 2006/49/CE e 2009/65/CE, per quanto riguarda i poteri dell’Autorità bancaria europea, dell’Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali e dell’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (n. 478)

(Osservazioni alla 6a Commissione. Esame e rinvio)  

La relatrice SPADONI URBANI (PdL) osserva preliminarmente che lo schema di decreto legislativo recepisce la direttiva 2010/78/UE, che modifica precedenti direttive in materia di poteri dell’Autorità bancaria europea, dell’Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali e dell’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati. Ritiene la competenza della Commissione ravvisabile all’articolo 6, che reca modifiche al decreto legislativo n. 252 del 2005 di disciplina delle forme pensionistiche complementari. Il comma 1, in particolare, modifica l’articolo 1 del decreto legislativo n. 252, inserendovi la definizione del SEVIF (Sistema europeo di vigilanza finanziaria) e delle autorità e comitati che lo compongono. Il comma 2 modifica l’articolo 15-bis del predetto decreto, introducendo per la COVIP il compito di informare tempestivamente l’AEAP (Autorità europea delle assicurazioni e pensioni aziendali e professionali) circa il rilascio ai fondi pensione italiani dell’autorizzazione all’operatività transfrontaliera. Il comma 3 modifica l’articolo 15-ter del decreto medesimo, stabilendo l’obbligo per la COVIP di comunicare all’AEAP le disposizioni di diritto della sicurezza sociale e di diritto del lavoro e le norme in materia di trasparenza che si applicano ai fondi pensione comunitari operanti in Italia. Il comma 4 riformula l’articolo 15-quater del decreto in questione, in materia di segreto d’ufficio e collaborazione tra autorità. La COVIP collabora con l’Isvap, la Banca d’Italia e la Consob al fine di agevolare le rispettive funzioni e tutelare la stabilità del mercato, nonché con l’Autorità garante della concorrenza e del mercato. Accordi di collaborazione e scambi di informazioni possono intervenire anche tra la COVIP e le Autorità, anche estere, preposte alla vigilanza. La COVIP collabora inoltre con le istituzioni dell’Unione europea e con le autorità e i comitati che compongono il SEVIF. Si prevede infine che la COVIP possa concludere accordi di collaborazione con le autorità di vigilanza degli altri Stati membri e con l’AEAP. Il comma 5 inserisce l’articolo 18-bis, in materia di rapporti con il diritto dell’Unione europea e integrazione nel SEVIF, stabilendo che il Ministero del lavoro, il Ministero dell’economia e la COVIP esercitino i poteri loro attribuiti in armonia con le disposizioni dell’Unione europea; si specifica altresì che la COVIP si conforma agli atti UE direttamente applicabili provvedendo in merito alle raccomandazioni concernenti le materie di propria competenza, e si dispone l’integrazione della COVIP nel nuovo Sistema europeo di vigilanza finanziaria. Il comma 6, infine, modifica l’articolo 19 del decreto,  stabilendo che la COVIP, nei casi di crisi o di tensione sui mercati finanziari, tenga conto degli effetti dei propri atti sulla stabilità del sistema finanziario degli altri Stati membri.

Tanto premesso, la relatrice si riserva la formulazione di una proposta di parere all’esito del dibattito, in modo da poter tenere conto delle osservazioni e dei contributi che verranno avanzati.

Il seguito dell’esame è quindi rinviato. 

(1219) GALPERTI ed altri.  –  Modifiche alla legge 26 luglio 1975, n. 354, in materia di prestazione di attività lavorativa da parte del detenuto in favore di organizzazioni  non lucrative di utilità sociale (ONLUS)

(Parere alla 2a Commissione. Esame e rinvio)

Il presidente GIULIANO (PdL), relatore, precisa che il disegno di legge intende valorizzare il principio della funzione rieducativa della pena, sancito dall’articolo 27, terzo comma, della Costituzione, disponendo l’applicabilità della disciplina sulla detenzione domiciliare anche ai condannati che siano in grado di svolgere attività lavorativa e che intendano prestare la loro opera a favore di ONLUS. Vengono così contestualmente affrontati sia la problematica dell’elevato numero di condannati che scontano la pena sotto forma di custodia in carcere, sia quella del lavoro carcerario come forma rieducativa. Dal punto di vista procedurale, l’iniziativa prevede che sia l’interessato, entro cinque giorni dalla notifica del provvedimento che concede la detenzione domiciliare, a produrre domanda di collaborazione con una delle ONLUS a tal fine accreditate, attività che sarà retribuita nell’entità ed alle condizioni previste dalla normativa vigente.

Il senatore ICHINO (PD) chiede chiarimenti in ordine alla esperibilità della prestazione lavorativa da parte dei detenuti in relazione al regime cui sono sottoposti ed alla eventuale estensibilità anche a favore di enti diversi dalle ONLUS.

La senatrice BLAZINA (PD) segnala che tema analogo è oggetto del disegno di legge n. 1941, assegnato alla Commissione e del quale non è ancora iniziato l’esame.

La senatrice POLI BORTONE (CN:GS-SI-PID-IB-FI) richiama l’attenzione della Commissione sul dettato dell’articolo 2, che, nel prevedere l’individuazione da parte del Ministro della giustizia delle ONLUS idonee ad accogliere soggetti sottoposti ad esecuzione penale che intendano prestare attività lavorativa in tali organizzazioni, riconduce la verifica di idoneità, tra l’altro, alle risorse stanziate dalle ONLUS medesime per la remunerazione dell’attività lavorativa svolta dai detenuti. Si chiede dunque su quali risorse le ONLUS possano fare affidamento in proposito, ritenendo opportuna la messa a disposizione di una relazione tecnica che renda comprensibili i costi dell’operazione e gli importi rispettivamente assegnati ai detenuti e alle ONLUS.

Il senatore PASSONI (PD) avanza il timore che, attesa la formulazione della iniziativa legislativa, ne consegua la messa a disposizione di personale alle ONLUS a titolo gratuito, segnalando l’opportunità che l’attività lavorativa venga resa nel pieno rispetto della disciplina dei contratti collettivi, anche con riferimento alla retribuzione.

Conviene con tali rilievi la senatrice GHEDINI (PD), la quale sottolinea che le ONLUS rappresentano soggetti tra loro diversi e presso i quali la regolazione del rapporto di lavoro è pertanto assolutamente diversificata. Il riferimento contenuto nell’articolo 1, comma 1, lettera a) del disegno di legge, risulta conseguentemente ambiguo. Suggerisce dunque l’opportunità di fare riferimento ai salari vigenti nel settore di riferimento della singola ONLUS, così come stabiliti dalla contrattazione.

Il presidente relatore GIULIANO (PdL) osserva che il disegno di legge n. 1941, cui faceva riferimento la senatrice Blazina, riguardante misure a sostegno del lavoro penitenziario e introduzione di benefici per l’inserimento lavorativo dei detenuti, risulta assegnato alle Commissione riunite giustizia e lavoro del Senato in sede referente e non è stato finora incardinato avendo la Commissione lavoro dell’altro ramo del Parlamento già iniziato l’esame di un provvedimento di contenuto analogo.

Il senatore CASTRO (PdL) sottolinea che l’equiparazione del lavoratore detenuto alla categoria del lavoratore svantaggiato determinerebbe evidentemente un’attrattività dell’utilizzo del primo rispetto al secondo. Invita dunque ad una grande cautela, dubitando della stessa correttezza sistemica di una equiparazione tra le due categorie.

Concorda il presidente relatore GIULIANO (PdL), il quale invita a considerare la questione anche alla luce del principio della rieducazione della pena e dell’esigenza della sua tutela costituzionale. Sottopone pertanto alla Commissione l’opportunità di sollevare presso la Presidenza del Senato un conflitto di competenza con la Commissione giustizia, ai sensi dell’articolo 34 del Regolamento, al fine di ottenere una riassegnazione del provvedimento alle Commissione riunite e conseguentemente congiungerne l’esame con il citato disegno di legge n. 1941.

La senatrice GHEDINI (PD) non ritiene prospettabile tale ipotesi, atteso che l’esame in Commissione giustizia sta procedendo in tempi assai accelerati; sollecita tuttavia quanto meno l’espressione  di un parere con condizioni.

Anche il senatore NEROZZI (PD) sottolinea la delicatezza delle questioni sottese al testo, che, nell’introdurre una norma a beneficio delle ONLUS, rischia di dar luogo a concorrenza non legittima ai danni di aziende strutturate in forme diverse. Evidenzia inoltre il rischio che la retribuzione finisca con il risolversi in un mero gettone di presenza, e dunque in un ulteriore vantaggio per le ONLUS. Date le evidenti implicazioni di questi profili, invita a porre la massima attenzione nella valutazione del testo.

Il senatore PASSONI (PD) ribadisce che la disposizione di cui all’articolo 1, comma 1, del disegno di legge risulta oscura, avendo in modo sommario fatto riferimento a due concetti diversi, quali l’accesso al lavoro delle categorie svantaggiate e la retribuzione ad esso connessa. Sollecita dunque un’opportuna specificazione dei due concetti, anche considerata la non individuabilità di una retribuzione diversa e specifica per il portatore di handicap.

La senatrice GHEDINI (PD) segnala che la disciplina che l’iniziativa legislativa in esame intenderebbe novellare attiene alla categoria dei lavoratori svantaggiati, segnalando l’opportunità di modificare in modo esplicito la legge vigente ove si voglia mettere in discussione l’appartenenza dei detenuti a tale ambito.

Il senatore CASTRO (PdL) ribadisce la fondatezza delle osservazioni da lui precedentemente avanzate, sottolineando l’esigenza di rendere severa anche in termini di costi l’accessibilità alla prestazione lavorativa di detenuti da parte delle ONLUS, per evitare la creazione di situazione di dumping.

Il presidente relatore GIULIANO (PdL), nel convenire con la delicatezza delle osservazioni avanzate e con l’opportunità di una riflessione accurata sui temi evocati, rinvia il seguito dell’esame alla prossima seduta.

Il seguito dell’esame è quindi rinviato.

SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE  

Il senatore CASTRO (PdL) segnala la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del 30 maggio scorso di un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri relativo alla defiscalizzazione dei salari di produttività, con il quale si riduce l’area di operatività degli incentivi vigenti. Giudica l’intervento contraddittorio con le dichiarate intenzioni del Governo di favorire la crescita della produttività del sistema economico italiano e con le costanti raccomandazioni in tal senso della Comunità internazionale, ricordando i contenuti della lettera della BCE del 5 agosto 2011 e le sollecitazioni all’Esecutivo di focalizzare i propri interventi regolatori sulla produttività e sul livello aziendale, ivi contenute. L’intervento, a suo avviso, innalza invece bruscamente il livello della pressione fiscale sul reddito da lavoro di decine di migliaia di operai e di impiegati dipendenti dalle imprese private impegnate sui mercati internazionali, nelle quali si concentrano le esperienze di gain sharing. Chiede pertanto che il Governo riferisca nei tempi più brevi su tali questioni e sulle azioni che intenda intraprendere per restituire alla contrattazione decentrata il suo ruolo naturale di vettore di produttività.

Concorda la senatrice GHEDINI (PD), condividendo l’opportunità di una riflessione sul tema anche alla luce dei contenuti del disegno di legge di riforma del mercato del lavoro, recentemente licenziato dal Senato e attualmente all’esame della Camera dei deputati.

D’accordo con il senatore Castro si pronunciano, a nome di rispettivi Gruppi, le senatrici Cristina DE LUCA (Per il Terzo Polo:ApI-FLI), CARLINO (IdV) e POLI BORTONE (CN:GS-SI-PID-IB-FI).

Il vice ministro MARTONE conferma la costante attenzione del Governo sul tema della produttività. Comprende le preoccupazioni espresse dal senatore Castro e coralmente condivise dalla Commissione, sulle quali si impegna a riferire al ministro Fornero.

Conclusivamente il presidente GIULIANO, nel convenire con i delicati profili connessi al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri citato dal senatore Castro, assicura che verificherà con il Ministro del lavoro la possibilità di un suo intervento in Commissione nei tempi più brevi per chiarire le problematiche sollevate.

La seduta termina alle ore 16,30.

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