285ª Seduta
Presidenza del Presidente
SACCONI
Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Franca Biondelli.
La seduta inizia alle ore 15,05.
SUI LAVORI DELLA COMMISSIONE
Il presidente SACCONI informa che giovedì 2 febbraio, alle ore 14, il ministro Poletti interverrà in Commissione sulla situazione del debito pensionistico e sull’attuazione dell’APE. Ritiene che le recenti dichiarazioni del Presidente dell’INPS al riguardo meritino una risposta motivata del Governo, tenuto conto che in questi giorni è in corso un negoziato con l’Unione europea riguardo la stabilità dei conti pubblici e la dinamica del debito pubblico. Le misure previdenziali, del resto, hanno una evidente ricaduta proprio sul debito e sugli equilibri di finanza pubblica.
Relativamente all’affare assegnato n. 789 (canali di ingresso dei giovani nel mondo del lavoro: tirocini ed apprendistato) informa che sono state presentate due proposte di risoluzione, una a propria firma ed una a firma del senatore Barozzino. Propone di prorogare a venerdì 27 gennaio il termine per la presentazione di proposte, nell’auspicio che la prossima settimana la Commissione possa definire un testo ampiamente condiviso.
Il senatore BAROZZINO (Misto-SI-SEL) chiede che il ministro Poletti riferisca al più presto su recenti dichiarazioni rilasciate alla stampa da Sergio Marchionne, amministratore delegato di FC Auto, in cui si anticipa una progressiva riduzione negli stabilimenti italiani della produzione di motori diesel. Esprime preoccupazione per le aspettative di migliaia di lavoratori e delle relative famiglie.
Il senatore ICHINO (PD) sottolinea che tali dichiarazioni non si riferiscono unicamente a una riduzione della produzione di motori diesel, ma anche alla volontà di fare di FC Auto il gruppo leader nella produzione di motori elettrici.
Il presidente SACCONI, preso atto delle preoccupazioni del senatore Barozzino, fa presente che sul tema è competente la 10a Commissione permanente; la Commissione lavoro non mancherà comunque di chiedere i chiarimenti del caso al ministro Poletti, per gli aspetti di sua pertinenza.
IN SEDE CONSULTIVA
(2443) Disciplina delle professioni di educatore professionale socio-pedagogico, educatore professionale socio-sanitario e pedagogista, approvato dalla Camera dei deputati in un testo risultante dall’unificazione dei disegni di legge d’iniziativa dei deputati Vanna Iori ed altri; Paola Binetti ed altri
(Parere alla 7a Commissione. Seguito e conclusione dell’esame. Parere favorevole)
Prosegue l’esame, sospeso nella seduta di ieri.
La relatrice FAVERO (PD) dà conto di un parere di segno favorevole sul disegno di legge (allegato al resoconto).
Il senatore BAROZZINO (Misto-SI-SEL) manifesta insoddisfazione per la disciplina contenuta nel testo, osservando che in altri Paesi dell’Unione europea le figure professionali che in esso sono distinte risultano invece unificate. Pur convenendo sull’opportunità di prevedere l’affidamento delle funzioni in esame a soggetti che abbiano completato il percorso accademico conseguendo una laurea, sottolinea le incertezze riguardanti invece quanti stanno già esercitando quelle medesime funzioni: per essi il disegno di legge prevede l’accesso, con oneri a loro carico, a corsi di formazione, da frequentare contemporaneamente allo svolgimento delle mansioni lavorative. Per queste ragioni, annuncia voto di astensione.
Il senatore PUGLIA (M5S) saluta con favore la soluzione di numerosi dubbi interpretativi che hanno riguardato le figure professionali in esame, richiamando le considerazioni in proposito svolte nella precedente seduta.
Nessun altro chiedendo la parola, presente il prescritto numero di senatori, il presidente SACCONI mette quindi ai voti la proposta di parere della relatrice, che è approvata a maggioranza.
IN SEDE REFERENTE
(2494) Delega recante norme relative al contrasto della povertà, al riordino delle prestazioni e al sistema degli interventi e dei servizi sociali, approvato dalla Camera dei deputati
(2241) BUEMI. – Istituzione del reddito minimo garantito e delega al Governo in materia di riordino di tutte le prestazioni assistenziali e del welfare
(2437) LEPRI ed altri. – Delega al Governo per la definizione e la realizzazione di misure integrate di contrasto alla povertà
(Seguito dell’esame congiunto e rinvio)
Prosegue l’esame congiunto, sospeso nella seduta del 19 gennaio scorso.
La senatrice FAVERO (PD) svolge un ampio intervento, sottolineando le forti difficoltà del Paese, che sta attraversando una crisi assimilabile, per la sua gravità, a quella del dopoguerra. La situazione renderebbe pertanto necessario il ricorso a misure di carattere strutturale. Il dibattito che si è finora svolto in Commissione ha cercato di muoversi in direzione di misure a carattere nazionale che facciano tuttavia tesoro del prezioso patrimonio di esperienza degli enti territoriali e dei servizi sociali. E’ infatti proprio in prossimità che si ha la concreta conoscenza delle difficoltà dei singoli soggetti e questo spirito deve costituire la lente necessaria nell’esame dei disegni di legge. La crisi economica, pur avendo carattere generale, ha indubbiamente gravato maggiormente sulla popolazione minorile, giacché da essa sono scaturite deprivazioni di vario ordine, dalla dispersione scolastica, o comunque dall’impossibilità di svolgere un corso scolastico regolare, a forme di deprivazione culturale e familiare. Opportunamente, dunque, il disegno di legge n. 2494, già approvato dalla Camera dei deputati, presta particolare attenzione proprio ai minori: date le risorse disponibili, si è necessariamente dovuto individuare l’area di maggiore sofferenza, dando così priorità di protezione ad infanzia e adolescenza. Elementi di forte allarme, nel corso delle audizioni svolte dalla Commissione con riferimento ai disegni di legge in esame, sono venuti dall’ISTAT, che ha evidenziato infatti la forte presenza di minori tra i soggetti al di sotto della soglia di sussistenza, dando risalto altresì alle forti disparità presenti in Italia, atteso che la povertà nel Paese è aumentata di un terzo rispetto al 2008.
Dopo aver ricordato le azioni promosse da talune fondazioni bancarie che si occupano di problematiche attinenti alle povertà educative, la senatrice si sofferma in particolare sugli aspetti legati alla condizionalità, richiamando anche a tale proposito le positive esperienze che caratterizzano le azioni svolte dai servizi sociali dei comuni. Al riguardo, ritiene che la sottoscrizione di un progetto individuale consenta anche di innescare un meccanismo di crescita nell’autostima dei singoli, messa in crisi dalla perdita del lavoro o dal disfacimento del contesto familiare. A questo scopo sarà importante anche valorizzare il personale impegnato in queste azioni, curandone e favorendone la formazione specifica. Conclusivamente, ribadisce che la situazione del Paese richiede risposte non più eludibili, evidenziando che, pur se non risolutivo, il disegno di legge n. 2494 rappresenta tuttavia una prima misura organica di sostegno.
A giudizio della senatrice PEZZOPANE (PD) il dibattito svoltosi in Commissione ha evidenziato con efficacia gli aspetti di dettaglio dei provvedimenti e la trasversalità del tema. Si tratta di problematiche complesse, rispetto alle quali sarebbe auspicabile poter migliorare il testo proveniente dalla Camera con l’ausilio degli elementi emersi nel corso delle audizioni svolte, in particolare con riferimento agli aspetti riguardanti la casa ed i requisiti di accesso al beneficio. In ogni caso, già l’impianto attuale del disegno di legge n. 2494 rappresenta un punto di arrivo importante, che verrà completato dai relativi decreti attuativi, dei quali auspica la rapida adozione. In proposito, richiama la sua precedente esperienza di sindaco dell’Aquila nel post terremoto, nel corso della quale si è trovata a gestire, in sinergia con la regione e lo Stato centrale, problematiche delicate, quali la perdita della casa e del lavoro da parte di tanti cittadini in una situazione di particolare ed evidente emergenza. Proprio in ragione di quell’esperienza, sottolinea l’utilità di procedure idonee ad incidere sulle esigenze primarie delle persone, senza tuttavia assimilare alla normalità la condizione assistenziale. Invita pertanto a prestare particolare attenzione nell’attuare forme di reddito che, pur se indubbiamente finalizzate a sostenere soggetti in stato di bisogno, rischiano di dar luogo a squilibri nei confronti di chi percepisce redditi analoghi, o addirittura inferiori, come corrispettivo del proprio lavoro; ciò indurrebbe infatti, specialmente nella popolazione giovanile, atteggiamenti negativi che non vanno in alcun modo avallati. Per queste ragioni, ritiene necessario evitare ogni scivolamento in direzione di strumenti di sostegno alle persone che rischiano invece di risultare demotivanti per altri.
La senatrice PAGLINI (M5S) rileva che nessun cittadino povero è un cittadino libero, e che uno Stato realmente democratico ha il dovere di garantire a tutti un minimo di benessere economico. Nel sottolineare che dal 2008 a oggi il numero di minori sotto la soglia di povertà è triplicato e che due milioni di pensionati minimi sono costretti, per vivere, ad emigrare in altri Paesi, rileva che la situazione dell’Italia renderebbe necessaria una terapia d’urto. Il disegno di legge n. 2494 contiene deleghe al Governo; per il suo completamento occorrerà dunque attendere i relativi decreti attuativi, i soli che consentiranno di conoscere con esattezza la platea di beneficiari, i requisiti di accesso al beneficio e le modalità con le quali il Governo intende riordinare le prestazioni assistenziali. L’esiguità delle risorse stanziate evidenzia inoltre come esso non abbia alcun carattere di universalità. Lamenta inoltre che da tempo giacciono presso la Commissione le iniziative legislative del suo Gruppo, finalizzate all’istituzione di un reddito di cittadinanza, l’unica misura, a suo avviso, idonea a risolvere il problema di milioni di cittadini che vivono sotto la soglia di povertà ed a favorire l’inserimento lavorativo e al contempo l’innalzamento dell’economia e del consumo interno. I dati recentemente diffusi da EUROSTAT hanno certificato che l’Italia è il Paese con il maggior numero di poveri in Europa: i cittadini che vivono in conclamate condizioni di povertà sono infatti circa l’11,5 per cento della popolazione. Decisamente più basso è invece il numero di poveri nei Paesi in cui esistono vere misure di reddito minimo garantito. In generale sono poveri soprattutto i genitori single e gli adulti senza compagno, ciò che richiederebbe attenzione da parte di chi invece ritiene di rivolgersi unicamente ai nuclei familiari. Il disegno di legge n. 2494 è la proposta che più si avvicina ad una misura nazionale contro la povertà, ma non rappresenta uno schema di reddito minimo adeguato alle esigenze attuali. L’obiettivo che l’Italia si era data nel 2011 per rispondere alla strategia Europa 2020 era di far uscire da una condizione di povertà due milioni e duecentomila persone entro il 2020; rispetto ad esso, il disegno di legge rappresenta, in ragione della scarsità dei fondi a disposizione, un intervento del tutto minimale. Nessuna misura può essere universale se è selettiva: un intervento di contrasto alla povertà è universale solo se si rivolge a tutti i cittadini che non stanno vivendo una vita dignitosa. Il disegno di legge n. 2494, peraltro, non definisce neppure la povertà, né in termini di povertà assoluta, né relativa. Conclusivamente, la senatrice preannuncia la presentazione da parte del suo Gruppo di proposte emendative finalizzate a corredare il testo di soluzioni concrete, sulla base degli ampi elementi di documentazione rivenienti dalle audizioni svolte.
La senatrice BENCINI (Misto-Idv) condivide le considerazioni svolte dalla senatrice Paglini, ma ritiene che, pur se insufficiente a dare soluzione a tutte le situazioni di bisogno che si riscontrano nel Paese, il disegno di legge n. 2494 rappresenti comunque un’importante base di partenza. Proprio in quanto primo passo in direzione della soluzione ad un problema assai più complesso, è comprensibile che il provvedimento abbia dato priorità ai nuclei familiari con minori. In questo senso, auspica che si continui nella direzione tracciata con le misure contenute in tale iniziativa legislativa, nell’opinione che il tema della povertà sia destinato a restare a lungo una priorità, considerate le gracilità del sistema occupazionale e le sue emergenze.
Il senatore PUGLIA (M5S) saluta con favore il fatto che in Italia finalmente si parli di povertà e si pensi di adottare misure destinate ad incidere su questa emergenza, giacché dove c’è il bisogno c’è corruzione, mafia, azzardo. Nel richiamare la gravità della situazione economica ed occupazionale in Italia, suggerisce di ribattezzare la misura propugnata dal suo Gruppo e denominata reddito di cittadinanza, che andrebbe semmai concepita come indennità finalizzata a stimolare i beneficiari al lavoro ed alla produttività; un aiuto necessario, ma che deve essere accompagnato da controlli efficaci sul patrimonio e da interventi di politica attiva. L’unico modo per combattere la povertà è stanziare fondi sufficienti a vincere la battaglia; le limitate risorse previste nel disegno di legge n. 2494 sono quindi di per sé dimostrazione dell’inidoneità del provvedimento a dare soluzioni reali e concrete ad un’emergenza la cui gravità è sotto gli occhi di tutti.
Il presidente SACCONI ringrazia gli intervenuti e preannuncia che verrà messa a disposizione una nota sul monitoraggio del reddito minimo di inserimento a dieci anni dall’introduzione dello strumento. Il fatto che una misura finalizzata all’inclusione risulti a distanza di tanto tempo erogata ai medesimi beneficiari è la dimostrazione dei rischi di quella trappola della povertà alla quale il disegno di legge n. 2494 intende appunto sfuggire.
Il seguito dell’esame congiunto è quindi rinviato.
SCONVOCAZIONE DELLA SEDUTA DI DOMANI
Il PRESIDENTE avverte che la seduta della Commissione, già convocata per domani, 26 gennaio, alle ore 8,30, non avrà luogo.
La Commissione prende atto.
La seduta termina alle ore 16,40.
PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SUL DISEGNO DI LEGGE N. 2443
La Commissione lavoro, previdenza sociale, esaminato il disegno di legge in titolo, premesso che la vigente normativa di riferimento in merito alla figura dell’educatore professionale ha suscitato dubbi interpretativi sia in merito al percorso di studi da effettuare, sia in merito agli ambiti di operatività e le funzioni;
valutato positivamente che il provvedimento in esame intende disciplinare puntualmente l’esercizio delle professioni di educatore professionale socio-pedagogico e di pedagogista, definendone gli ambiti di attività e le competenze, esprime, per quanto di competenza, parere favorevole.
284ª Seduta
Presidenza del Presidente
SACCONI
Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Franca Biondelli.
La seduta inizia alle ore 15,30.
IN SEDE REFERENTE
(2048) Cristina DE PIETRO ed altri. – Misure in favore di persone che forniscono assistenza a parenti o affini anziani
(2128) Laura BIGNAMI ed altri. – Norme per il riconoscimento ed il sostegno del caregiver familiare
(2266) ANGIONI ed altri. – Legge quadro nazionale per il riconoscimento e la valorizzazione del caregiver familiare
(Esame congiunto e rinvio)
Il relatore PAGANO (AP (Ncd-CpI)) introduce i provvedimenti in esame, concernenti l’istituzione della figura del caregiver familiare, che all’interno di un nucleo familiare presta volontariamente e gratuitamente attività di assistenza a persone non autosufficienti per motivi di età, disabilità o malattia. Dopo aver ricordato che attualmente solo la regione Emilia Romagna ha approvato una legge che riconosce la figura, mancando una legislazione nazionale sul tema, si sofferma sulla necessità di un riconoscimento giuridico della figura.
Passa quindi ad illustrare il disegno di legge n. 2048, che prevede all’articolo 1 agevolazioni fiscali per la persona che scelga di assistere il parente o affine e che sia possessore di una situazione economica corrispondente a un valore ISEE non superiore a 25.000 euro annui. Con l’articolo 2 si incentiva il part-time, in misura non superiore al 50 per cento e per un periodo massimo di due anni, mentre l’articolo 3 prevede una adeguata copertura finanziaria.
Sul disegno di legge n. 2128, fa presente che esso prevede il riconoscimento della qualifica di caregiver a coloro i quali in ambito domestico si prendono cura, a titolo gratuito, di un familiare o di un affine che a causa di una malattia o disabilità necessita di assistenza continua, per almeno 54 ore settimanali. Tale riconoscimento determina una copertura a carico dello Stato dei contributi figurativi riferiti al periodo di lavoro di assistenza e la possibilità di accedere al pensionamento anticipato al raggiungimento di trenta anni di contributi. Gli articoli 4 e 5 riconoscono al caregiver familiare le tutele previste per le malattie professionali e per le tecnopatie tabellate, mentre l’articolo 6 equipara tale figura ai soggetti che svolgono attività nella modalità del telelavoro. L’articolo 7 infine elenca nel dettaglio i requisiti necessari per accedere ai benefici previsti dalla legge.
Il relatore si sofferma infine sul disegno di legge n. 2266, che mira al riconoscimento del caregiver familiare, definendone con precisione mansioni e ruolo. L’articolo 3 dispone che al riconoscimento formale della figura del caregiver provvede il sistema integrato dei servizi sanitari e sociali, i quali stabiliscono anche il contributo di cura e le attività che il caregiver familiare può svolgere. Sono definite altresì forme di sostegno alla sua attività quali opportunità formative, un supporto psicologico, interventi di emergenza o programmati e la domiciliarizzazione di visite specialistiche. L’articolo 5 individua le misure di sostegno per la conciliazione della vita lavorativa del caregiver, mentre benefici fiscali e assicurativi sono previsti all’articolo 6. Con l’articolo 9 si provvede alla copertura finanziaria, determinata nel limite massimo di 15 milioni di euro annui per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018.
A conclusione dell’illustrazione dei provvedimenti, il relatore ribadisce l’importanza del lavoro di cura che svolgono alcuni familiari all’interno del proprio nucleo, in un quadro di servizi sociali assenti o mal funzionanti. Auspica dunque una rapida conclusione dell’iter per tutelare l’attività prestata dai caregiver, beninteso con caratteristiche di volontarietà e di gratuità, tali da non integrare una prestazione professionale.
Il PRESIDENTE ringrazia il relatore per l’ampia esposizione e segnala la necessità di procedere ad audizioni, in modo da effettuare gli opportuni approfondimenti in una materia delicata, che coinvolge direttamente la vita di tanti nuclei familiari. Allo scopo di interloquire con una platea ampia e articolata di associazioni ed esperti, propone di effettuare un’ampia consultazione, facendo ricorso alla piattaforma interattiva recentemente realizzata dagli uffici, proprio su richiesta della Commissione lavoro. Invita conclusivamente i Gruppi ad indicare i soggetti con i quali ritengono importante dialogare a tale scopo attraverso la suddetta piattaforma interattiva.
Il senatore ICHINO (PD) chiede al senatore Angioni in cosa si distinguano le provvidenze previste dal disegno di legge n. 2266, a sua firma, con i benefici di cui alla legge n. 104 del 1992.
Il senatore SERAFINI (FI-PdL XVII) contesta l’abuso nei provvedimenti in esame, come peraltro già accaduto in altre occasioni, di termini appartenenti a lingue straniere, che rendono faticosa l’individuazione degli istituti trattati.
Il senatore ANGIONI (PD) precisa che con il termine caregiver si fa riferimento ad una precisa figura che svolge specifici compiti di assistenza e di cura. Se si volesse utilizzare un termine proprio della lingua italiana, bisognerebbe ricorrere ad un neologismo. Apprezza la proposta del Presidente di utilizzare lo strumento della piattaforma interattiva in luogo delle audizioni tradizionali. Ritiene opportuno individuare i soggetti da consultare prescindendo da specifiche patologie e riconoscendo, invece, l’ampio ruolo di cura e di assistenza svolto dal caregiver.
La senatrice BIGNAMI (Misto-MovX), dopo aver chiesto chiarimenti sullo strumento della piattaforma interattiva, apprezza la scelta del Presidente, che consente di contattare operatori senza distrarli dalle loro attività di cura.
Il senatore BAROZZINO (Misto-SI-SEL) apprezza nel caso in esame il ricorso alla piattaforma interattiva, ma esclude che ciò possa essere riproposto nell’esame di altri provvedimenti, per i quali resta a suo avviso preferibile invece l’utilizzo dello strumento tradizionale dell’audizione in Commissione.
La senatrice DE PIETRO (Misto-FdV) invita a tenere in debita considerazione i soggetti che si occupano dell’assistenza agli anziani.
Il senatore PUGLIA (M5S) auspica che i provvedimenti in esame possano registrare un’ampia convergenza. Manifesta il timore che la piattaforma interattiva possa essere di ostacolo per il dialogo con alcune realtà associative, meno familiari con tali strumenti.
La senatrice PARENTE (PD) richiama la novità della procedura di consultazione interattiva e, pur apprezzandola, evidenzia la necessità che siano preventivamente precisati i criteri di individuazione dei soggetti da consultare e che siano condivisi gli elenchi dei soggetti contattati.
Il presidente SACCONI, nel sottolineare che le provvidenze previste dal disegno di legge n. 2266 sono differenti dai benefici di cui alla legge n. 104 del 1992, invita ad approfondire il merito dei provvedimenti in esame in sede di discussione generale. Ritiene opportuno che nelle procedure di consultazione siano contattati soggetti rappresentativi di attività rivolte all’età avanzata o a patologie di grande impatto sociale e familiare. Non esclude che possano essere coinvolti anche singoli operatori; ritiene tuttavia prioritario rivolgersi a soggetti collettivi rappresentativi a livello territoriale, dal momento che la complessità dei compiti di assistenza e cura è colta in misura maggiore in prossimità. Rassicura la senatrice Parente circa i criteri di individuazione dei soggetti da consultare ed i riscontri in ordine all’effettività e all’efficacia dei contatti che con essi verranno inastaurati. Ribadisce che grazie alla piattaforma interattiva sarà possibile ottenere contributi specifici e articolati, che non si avrebbero ricorrendo invece allo strumento dell’audizione tradizionale.
Il seguito dell’esame congiunto è quindi rinviato.
IN SEDE CONSULTIVA
(2443) Disciplina delle professioni di educatore professionale socio-pedagogico, educatore professionale socio-sanitario e pedagogista, approvato dalla Camera dei deputati in un testo risultante dall’unificazione dei disegni di legge d’iniziativa dei deputati Vanna Iori ed altri; Paola Binetti ed altri
(Parere alla 7a Commissione. Esame e rinvio)
La relatrice FAVERO (PD) si sofferma sugli aspetti del provvedimento di competenza della Commissione. In particolare, l’articolo 1 individua le nuove professioni di educatore professionale socio-pedagogico e pedagogista, mentre l’articolo 2 ne definisce le figure professionali, che operano in regime di lavoro autonomo, subordinato o mediante forme di collaborazione. La relatrice si sofferma poi sull’articolo 3, che individua l’ambito di attività, riconducibile ai servizi e presidi socio-educativi, socio-assistenziali e socio-sanitari, e sull’articolo 4, in cui sono elencate le diverse tipologie di servizi, sia pubblici che privati, nei quali l’educatore socio-pedagogico e il pedagogista operano.
Gli articoli 6 e 9 precisano le attività professionali e le competenze, rispettivamente, dell’educatore socio-pedagogico e del pedagogista, mentre l’articolo 12 dispone che tali professioni rientrano fra quelle non organizzate in ordini o collegi. L’articolo 13 reca le norme finali e transitorie, rivolte in particolare a definire una disciplina transitoria per tutti gli operatori ed educatori che attualmente prestano servizio in ambito socio-educativo e sanitario.
A conclusione dell’illustrazione, la relatrice si riserva di predisporre una bozza di parere alla conclusione del dibattito.
Il senatore PUGLIA (M5S) saluta con favore la possibilità di dar luogo ad una normativa precisa in un settore delicato, nel quale le incertezze sono fonte di confusione per molti: per gli studenti, ai quali sovente gli atenei propongono corsi di laurea inidonei a consentire loro di operare successivamente in ambito sanitario, e per le loro famiglie, ma anche per gli stessi datori di lavoro.
La relatrice FAVERO (PD) conferma l’intento di mettere ordine nel settore, garantendo anche ai fruitori dei servizi che essi vengano assicurati da personale idoneamente qualificato.
Il seguito dell’esame è quindi rinviato.
La seduta termina alle ore 16,30.
























