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Home - Senato - Commissione Lavoro, previdenza sociale (Dai Resoconti Sommari)

Commissione Lavoro, previdenza sociale (Dai Resoconti Sommari)

22 Ottobre 2009
in Senato

85ª Seduta 

 


Presidenza del Presidente


TREU 


   

 


            La seduta inizia alle ore 16,05.


 


IN SEDE REFERENTE 


 


(1739) Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 2 luglio 2007, n. 81, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria, approvato dalla Camera dei deputati


(Parere alla 5a Commissione. Esame. Parere  favorevole con osservazioni)


 


Il relatore ZUCCHERINI (RC-SE) osserva preliminarmente che con il decreto legge n. 81 il Governo vara, dopo la severa manovra dello scorso anno, attuata all’insegna dell’obiettivo di risanare i conti pubblici, una serie di apprezzabili misure di carattere espansivo, che  producono un notevole effetto redistributivo in termini di maggiore equità sociale e di sostegno del reddito per i ceti meno abbienti. Nell’ambito di una valutazione sostanzialmente positiva del provvedimento all’esame,  il relatore rileva che all’articolo 5, comma 1, del decreto legge in conversione, la previsione di un requisito anagrafico pari o superiore a sessantaquattro anni  per l’attribuzione della somma aggiuntiva al trattamento pensionistico in godimento, secondo i parametri di cui alla tabella A allegata allo stesso articolo 5, può determinare una ingiustificata discriminazione nei confronti delle lavoratrici, considerato che per le donne il requisito anagrafico per l’accesso ai trattamenti pensionistici  è fissato a sessant’anni, e che pertanto numerose lavoratrici potrebbero trovarsi nelle condizioni di non potere fruire degli aumenti previsti dalla norma in esame.


 


La senatrice ALFONZI (RC-SE) osserva che la disposizione dell’articolo 5, comma 1, del decreto legge n. 81 è suscettibile di penalizzare le lavoratrici, oltre che per le condivisibili ragioni richiamate dal relatore Zuccherini, anche in considerazione della particolare natura dei percorsi lavorativi delle donne, spesso frammentari e discontinui.


 


Il senatore SACCONI (FI) osserva che certamente il Governo porrà la questione di fiducia sul provvedimento in titolo, come ha già fatto alla Camera dei deputati, rendendo di fatto impossibile qualsiasi approfondimento analitico dell’articolata disciplina contenuta nello stesso, nonostante i rilevanti oneri finanziari connessi a tale intervento, suscettibile di incidere in modo consistente sul complessivo modello sociale del paese.


Per tali motivi, preannuncia che i senatori del Gruppo di Forza Italia non parteciperanno al voto, per protestare contro le scelte compiute dal Governo e dalla maggioranza, scelte che rappresentano una grave lesione delle prerogative dell’organismo parlamentare, e in particolare del Senato, accentuando  gli elementi di criticità di una situazione che si presenta sempre più con le caratteristiche di una vera e propria emergenza democratica. 


Va peraltro sottolineato che, pur essendo criticabile la linea politica complessiva prospettata dal Governo in ordine ai profili disciplinati dal decreto in titolo, una condotta più rispettosa dei diritti del Parlamento avrebbe reso possibile una convergenza su taluni specifici aspetti, quali quelli attinenti alle misure a favore degli anziani, che risultano in linea con le scelte effettuate nella XIV legislatura dal Governo di centro-destra. Risultano infatti sostanzialmente condivisibili gli interventi volti ad assicurare alle fasce di popolazione più anziana un reddito minimo garantito, anche se appare del tutto inopportuno estendere tale beneficio anche ai soggetti in età lavorativa.


L’oratore conclude il proprio intervento facendo presente che, qualora venisse posta la fiducia anche sui provvedimenti di recepimento dei contenuti del protocollo sul welfare siglato con le parti sociali, le forze politiche di opposizione non mancherebbero di adottare le forme di protesta più radicali e adeguate alla gravità della situazione.


 


Il senatore NOVI (FI), dopo aver dichiarato di condividere la scelta di non partecipare al voto, sottolineata dal senatore Sacconi, evidenzia l’assoluta contraddittorietà degli interventi prospettati dal Governo in materia previdenziale: essi, nonostante l’atteso effetto mediatico connesso alla presunta attenuazione del cosiddetto  “scalone”, finiscono per determinare di fatto un incremento complessivo dell’età anagrafica per l’accesso alle prestazioni pensionistiche, esteso anche alle lavoratrici, le quali risultano discriminate dalle linee politiche seguite dall’Esecutivo di centro-sinistra.


Le proposte del Governo sulle pensioni non hanno fatto altro che accentuare il già elevato tasso di litigiosità all’interno della coalizione di centro-sinistra, mettendo in luce contrasti che si ripercuotono anche all’interno della Cgil: subito dopo aver sottoscritto l’accordo sul welfare, infatti, non pochi autorevoli esponenti di tale organizzazione sindacale hanno preso le distanze, esprimendo valutazioni fortemente critiche sui termini generali dell’intesa.


Mentre nella XIV legislatura il Governo di centro-destra adottò interventi adeguati a favore degli anziani, l’attuale Esecutivo è attento esclusivamente ai risvolti propagandistici delle proprie proposte, senza preoccuparsi minimamente dell’efficacia delle misure introdotte, che sono invece suscettibili di determinare un vero e proprio arretramento anche rispetto al programma con cui dall’Unione si è presentata al voto nelle elezioni politiche del 2006.


In tale contesto, anche la componente più radicale della coalizione di centro-sinistra si limita ad un atteggiamento critico piuttosto blando, inidoneo ad incidere in alcun modo sulla linea politica del Governo.


 


Poiché non vi sono altre richieste di intervenire nella discussione, il relatore ZUCCHERINI (RC-SE) illustra uno schema di parere favorevole con osservazioni (v. allegato).


 


Previa verifica del numero legale da parte del presidente TREU, il parere favorevole con osservazioni illustrato dal relatore è posto ai voti ed approvato dalla Commissione.           


 


La seduta termina alle ore 16,15.




 PARERE PROPOSTO DAL RELATORE


E APPROVATO DALLA COMMISSIONE


SUL DISEGNO DI LEGGE N. 1739


di conversione del decreto-legge n. 81 del 2007


 


 


La 11ª Commissione, esaminato, per le parti di competenza, il provvedimento in titolo, esprime parere favorevole con le seguenti osservazioni:


a)                            nell’articolo 5, comma 1, sembra preferibile chiarire che, nell’ipotesi in cui il soggetto sia titolare di più trattamenti diretti, erogati sia da regimi pensionistici relativi a lavoratori dipendenti sia da regimi relativi a lavoratori autonomi, l’allegata tabella A venga in ogni caso applicata nel senso più favorevole al pensionato, esplicitando in tal senso, per il caso in oggetto, il riferimento di cui al primo periodo del comma 1 al “trattamento principale”;


b)                           riguardo al fondo istituito dal comma 8 dell’articolo 5, si rileva che le norme non stabiliscono le procedure per la definizione puntuale delle misure ivi prospettate e per il riparto del fondo medesimo. Occorrerebbe chiarire se si intenda far rinvio a successivi interventi di rango legislativo o se si demandi tali determinazioni al decreto ministeriale di cui al precedente comma 7.


 


 


 


 


 

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