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Il Diario del Lavoro

Quotidiano online del lavoro e delle relazioni industriali

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Home - Senato - Commissione Lavoro, previdenza sociale (I lavori della settimana)

Commissione Lavoro, previdenza sociale (I lavori della settimana)

4 Agosto 2014
in Senato

94ª seduta: martedì 5 agosto 2014, ore 14,15

ORDINE DEL GIORNO

PROCEDURE INFORMATIVE

Interrogazione

IN SEDE REFERENTE

Seguito dell’esame congiunto dei disegni di legge:
1. Deleghe al Governo in materia di riforma degli ammortizzatori sociali, dei servizi per il lavoro e delle politiche attive, nonché in materia di riordino dei rapporti di lavoro e di sostegno alla maternità e alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro
(Pareri della 1ª, della 2ª, della 5ª, della 6ª, della 10ª, della 14ª Commissione e della Commissione parlamentare per le questioni regionali)

(1428)

2. ZELLER e BERGER. – Disposizioni in favore delle madri lavoratrici in materia di età pensionabile
(Pareri della 1ª, della 5ª e della 6ª Commissione)

(24)

3. Maria Grazia GATTI ed altri. – Disciplina delle modalità di sottoscrizione della lettera di dimissioni volontarie e della lettera di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro
(Pareri della 1ª, della 2ª e della 5ª Commissione)

(103)

4. Laura BIANCONI. – Disposizioni in materia di agevolazioni per la conciliazione dei tempi delle lavoratrici autonome appartenenti al settore dell’imprenditoria, del commercio, dell’artigianato e dell’agricoltura
(Pareri della 1ª, della 5ª, della 6ª, della 9ª, della 10ª, della 12ª Commissione e della Commissione parlamentare per le questioni regionali)

(165)

5. Rita GHEDINI ed altri. – Misure a sostegno della genitorialità, della condivisione e della conciliazione familiare
(Pareri della 1ª, della 5ª, della 14ª Commissione e della Commissione parlamentare per le questioni regionali)

(180)

6. Rita GHEDINI ed altri. – Norme applicative dell’articolo 4, commi da 16 a 23, della legge 28 giugno 2012, n. 92, in materia di contrasto al fenomeno delle dimissioni in bianco 
(Pareri della 1ª, della 2ª e della 5ª Commissione)

(183)

7. ICHINO ed altri. – Misure per favorire l’invecchiamento attivo, il pensionamento flessibile, l’occupazione degli anziani e dei giovani e per l’incremento della domanda di lavoro
(Pareri della 1ª, della 5ª, della 6ª, della 10ª Commissione e della Commissione parlamentare per le questioni regionali)

(199)

8. Loredana DE PETRIS ed altri. – Disposizioni in materia di modalità per la risoluzione del contratto di lavoro per dimissioni volontarie della lavoratrice, del lavoratore, nonché del prestatore d’opera e della prestatrice d’opera
(Pareri della 1ª, della 2ª, della 5ª e della 6ª Commissione)

(203)

9. Silvana Andreina COMAROLI ed altri. – Disposizioni temporanee in materia di contratti di lavoro, concernenti l’introduzione di clausole di flessibilità oraria e di modificazione delle mansioni del lavoratore con l’applicazione di misure indennitarie e l’attuazione di programmi di formazione professionale
(Pareri della 1ª, della 2ª, della 5ª, della 6ª, della 10ª, della 14ª Commissione e della Commissione parlamentare per le questioni regionali)

(219)

10. SANGALLI ed altri. – Agevolazioni fiscali per l’assunzione di manager e consulenti di direzione nelle piccole e medie imprese
(Pareri della 1ª, della 2ª, della 5ª, della 6ª, della 10ª e della 14ª Commissione)

(263)

11. DE POLI. – Modifica all’articolo 8 della legge 23 luglio 1991, n. 223, concernente l’applicazione, in caso di trasferimento d’azienda, dei benefici economici previsti per i datori di lavoro che assumono lavoratori in mobilità
(Pareri della 1ª, della 5ª e della 10ª Commissione)

(349)

12. DE POLI. – Modifiche al testo unico di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, in materia di rafforzamento dell’istituto del congedo parentale a sostegno dei genitori di bambini nati prematuri o gravemente immaturi ovvero portatori di gravi handicap
(Pareri della 1ª, della 5ª e della 12ª Commissione)

(482)

13. DE POLI. – Modifica all’articolo 24 della legge 23 luglio 1991, n. 223, e all’articolo 4 del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, in materia di agevolazioni per la ricollocazione di lavoratori licenziati da privati datori di lavoro non imprenditori 
(Pareri della 1ª, della 5ª e della 10ª Commissione)

(500)

14. ICHINO ed altri. – Misure sperimentali per la promozione dell’occupazione e il superamento del dualismo fra lavoratori protetti e non protetti. Modifiche alla legge 28 giugno 2012, n. 92, in materia di contratto a termine, di lavoro intermittente e di associazione in partecipazione 
(Pareri della 1ª, della 2ª, della 5ª, della 6ª, della 10ª Commissione e della Commissione parlamentare per le questioni regionali)

(555)

15. BITONCI. – Disciplina del documento unico di regolarità contributiva
(Pareri della 1ª, della 2ª, della 5ª, della 8ª, della 10ª, della 14ª Commissione e della Commissione parlamentare per le questioni regionali)

(571)

16. BERGER ed altri. – Modifica all’articolo 70 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, in materia di semplificazione della disciplina del lavoro occasionale in agricoltura
(Pareri della 1ª, della 5ª e della 9ª Commissione)

(625)

17. NENCINI. – Disposizioni per favorire il reinserimento dei lavoratori espulsi precocemente dal mondo del lavoro e per il sostegno ai disoccupati di lunga durata, non più ricollocabili, prossimi alla pensione in ragione dell’età e del monte contributi versati 
(Pareri della 1ª, della 2ª, della 5ª, della 6ª, della 10ª, della 14ª Commissione e della Commissione parlamentare per le questioni regionali)

(716)

18. BAROZZINO ed altri. – Ripristino delle disposizioni in materia di reintegrazione nel posto di lavoro di cui all’articolo 18 della legge 20 maggio 1970, n. 300
(Pareri della 1ª, della 2ª e della 5ª Commissione)

(727)

19. Sara PAGLINI ed altri. – Ripristino delle disposizioni in materia di reintegrazione del posto di lavoro di cui all’articolo 18 della legge 20 maggio 1970, n. 300
(Pareri della 1ª, della 2ª e della 5ª Commissione)

(893)

20. DI MAGGIO ed altri. – Disposizioni per promuovere la conservazione e la valorizzazione del capitale umano nelle imprese attraverso progetti di riqualificazione che possono includere attività produttiva connessa all’apprendimento
(Pareri della 1ª, della 5ª, della 10ª Commissione e della Commissione parlamentare per le questioni regionali)

(936)

21. FRAVEZZI ed altri. – Modifica all’articolo 70 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, in materia di semplificazione della normativa relativa alle prestazioni di lavoro occasionale di tipo accessorio nel settore agricolo
(Pareri della 1ª, della 5ª, della 9ª e della 10ª Commissione)

(1100)

22. Loredana DE PETRIS ed altri. – Istituzione del reddito minimo garantito
(Pareri della 1ª, della 2ª, della 5ª, della 6ª, della 7ª, della 8ª, della 10ª, della 12ª, della 14ª Commissione e della Commissione parlamentare per le questioni regionali)

(1152)

23. ICHINO ed altri. – Disposizioni volte a favorire l’utilizzazione in attività di utilità pubblica delle competenze e capacità delle persone sospese dalla prestazione lavorativa contrattuale con intervento della cassa integrazione guadagni
(Pareri della 1ª, della 5ª, della 6ª e della 10ª Commissione)

(1221)

24. SACCONI ed altri. – Delega per la predisposizione di uno Statuto dei lavori e disposizioni urgenti in materia di lavoro
(Pareri della 1ª, della 2ª, della 5ª, della 6ª, della 7ª, della 10ª, della 14ª Commissione e della Commissione parlamentare per le questioni regionali)

(1279)

25. Mariarosaria ROSSI ed altri. – Modifiche al testo unico di cui al decreto legislativo 14 settembre 2011, n. 167, in materia di apprendistato di riqualificazione
(Pareri della 1ª, della 2ª, della 5ª Commissione e della Commissione parlamentare per le questioni regionali)

(1312)

26. Disposizioni in materia di modalità per la risoluzione consensuale del contratto di lavoro per dimissioni volontarie (Approvato dalla Camera dei deputati in un testo risultante dall’unificazione dei disegni di legge d’iniziativa dei deputati Vendola ed altri; Teresa Bellanova ed altri)
(Pareri della 1ª, della 2ª, della 5ª Commissione e della Commissione parlamentare per le questioni regionali)

(1409)

– Relatore alla Commissione SACCONI

INTERROGAZIONE ALL’ORDINE DEL GIORNO

FAVERO , FEDELI , DI GIORGI , ALBANO , CANTINI , CHITI , CUOMO , D’ADDA , DEL BARBA , FABBRI , GIACOBBE , LO GIUDICE , LUCHERINI , MARGIOTTA ,MATTESINI , PAGLIARI , PARENTE , PEZZOPANE , PUPPATO , SCALIA , SOLLO , SPILABOTTE , VALENTINI – Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. –

Premesso che:

il lavoro rappresenta un elemento essenziale dell’inclusione sociale. La legislazione italiana con la legge n. 68 del 1999 ha introdotto la metodologia del collocamento mirato che introduce la persona giusta all’occupazione adeguata, sostenendola con proporzionati incentivi e facilitazioni;

in particolare, l’articolo 3 dispone alcune previsioni per l’assunzione obbligatoria di disabili e quote di riserva, con le quali si stabilisce che i datori di lavoro pubblici e privati che occupano almeno 15 dipendenti sono tenuti ad avere alle loro dipendenze i lavoratori con disabilità, indicati all’art. 1, nella seguente misura: 7 per cento dei lavoratori dipendenti, se occupano più di 50 dipendenti; 2 lavoratori, se occupano da 36 a 50 dipendenti; un lavoratore, se occupano da 15 a 35 dipendenti. Per i datori di lavoro privati che occupano da 15 a 35 dipendenti, l’obbligo di avere alle proprie dipendenze personale con disabilità insorge solo in caso di nuove assunzioni (art. 3, comma 2);

recentemente, diversi pareri del Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri avevano sancito il blocco delle assunzioni di persone disabili nella pubblica amministrazione;

a titolo di esempio, si cita il parere n. 23580 in data 22 maggio 2013, che prevedeva la sospensione delle assunzioni delle categorie protette per le pubbliche amministrazioni se la loro dotazione organica risulti già completa o se abbiano personale in soprannumero;

tale parere aveva suscitato polemiche e proteste da parte di associazioni di familiari e di persone disabili che lo avevano interpretato come una limitazione al diritto al lavoro delle persone disabili attuato in nome del contenimento della spesa pubblica;

il decreto-legge n. 101 del 2013, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 125 del 2013, che reca “Disposizioni urgenti per il perseguimento di obiettivi di razionalizzazione nelle pubbliche amministrazioni”, è intervenuto sulla materia attraverso una deroga al divieto di nuove assunzioni delle categorie protette, compresi i disabili;

in particolare l’art. 7, comma 6, sancisce l’obbligo per le pubbliche amministrazioni di rideterminare il numero delle assunzioni obbligatorie delle categorie protette. Al termine di questa operazione ognuna di esse «è obbligata ad assumere un numero di lavoratori pari alla differenza fra il numero come rideterminato e quello allo stato esistente». Prevede poi che tale processo di assunzione «deroga ai divieti di nuove assunzioni previsti dalla legislazione vigente, anche nel caso in cui l’amministrazione interessata sia in situazione di soprannumeriarietà»;

considerato che:

nonostante la legislazione vigente in favore dell’occupazione dei disabili, si calcola che il 25 per cento dei posti previsti obbligatoriamente per tale categoria rimarrebbe non assegnato, tanto nel settore pubblico quanto nel privato;

ciò anche a causa della sospensione degli obblighi di assunzione di lavoratori disabili prevista dal comma 5, articolo 3 della legge n. 68 del 1999, qualora il datore di lavoro stia attraversando un periodo di crisi aziendale;

inoltre, sarebbero 750.000 i disabili iscritti alle liste di collocamento obbligatorio nel corso del 2013, secondo quando si apprende dalle recenti dichiarazioni del Sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali, Biondelli, e quanto riportato da diverse agenzia di stampa del 6 aprile 2014;

secondo i dati 2013 della FISH (Federazione italiana per il superamento dell’handicap), in Italia solo il 16 per cento (circa 300.000 individui) delle persone con disabilità fra i 15 e i 74 anni avrebbe un’occupazione;

le persone con limitazioni funzionali che avrebbero trovato un’occupazione attraverso un centro pubblico per l’impiego sarebbero solo l’11 per cento;

i soggetti di tale categoria che risultano inattivi rappresenterebbero una quota quasi doppia rispetto a quella osservata nell’intera popolazione (l’81,2 per cento contro il 45,4 per cento). La percentuale di chi non è mai entrato nel mercato del lavoro e non cerca di entrarvi sarebbe infine molto più elevata tra chi ha limitazioni funzionali gravi (il 18,5 per cento contro l’8,8 per cento di chi ha limitazioni funzionali lievi);

infine, secondo i dati della VI relazione al Parlamento sullo stato di attuazione della legge n. 68 del 1999, per le donne con disabilità permarrebbe anche una discriminazione di genere, essendo occupate solo 4 donne su 10 lavoratori con disabilità;

in concomitanza con la crisi economica, si è rilevato un elevato numero di sospensioni temporanee dall’obbligo di assunzione autorizzate per il 2011 (pari a 3.789 pratiche, che interessano 7.232 persone con disabilità), mentre sarebbe confermato l’incremento negli ultimi anni dei contratti a tempo determinato rispetto a quelli a tempo indeterminato;

sarebbe inoltre in continuo aumento il numero di disabili, prossimi all’età della quiescenza, che vengono espulsi dal mercato del lavoro senza la possibilità di trovare un’occupazione viste le loro età anagrafica e disfunzionalità;

rilevato infine che:

in una sentenza nella causa C-312/11 del luglio 2013, la Corte di giustizia UE ha stabilito che il nostro Paese non ha applicato in modo completo i principi europei in materia di diritto al lavoro per le persone disabili, in particolare ai sensi della direttiva 2000/78/CE del Consiglio, del 27 novembre 2000, che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro, adottata dall’ordinamento italiano attraverso il decreto legislativo n. 216 del 2003, invitando il Governo e il Parlamento a porre rimedio al più presto a tale mancanza;

la condanna della Corte segue un ricorso per inadempimento avviata dalla Commissione europea che denuncerebbe come le garanzie e le agevolazioni previste a favore dei disabili in materia di occupazione dalla normativa italiana non riguardano tutti i disabili, tutti i datori di lavoro e tutti i diversi aspetti del rapporto di lavoro;

nel caso di ulteriori inadempimenti da parte dell’Italia, vi è il rischio che la Commissione avvii una nuova procedura di infrazione che potrebbe concludersi con pesanti multe per il nostro Paese,

si chiede di sapere:

se il Governo sia a conoscenza dei fatti riportati e quale sia il suo giudizio in merito;

se e quali iniziative intenda intraprendere per evidenziare il tema della disabilità all’interno delle politiche generali per il lavoro e nella raccolta dati, promuovendo un aggiornamento della legislazione in vigore e al fine di renderla più efficace nell’offrire occasioni di lavoro, in particolare attraverso un miglior funzionamento del collocamento mirato di cui alla legge n. 68 del 1999;

se e come stia operando per potenziare la capacità degli uffici del collocamento mirato di promuovere politiche attive del lavoro che includano lavoratori con disabilità, attraverso corsi di formazione per il personale degli uffici provinciali e dei centri per l’impiego, e l’inclusione delle persone con disabilità nella definizione delle politiche attive del lavoro nazionali e territoriali;

se e quali iniziative intenda adottare al fine di informatizzare tutti i dati disponibili nel collocamento mirato collegandoli dove possibile anche ad altri dati (raccolti da Istat, Isfol, Inps, Censis, eccetera), in modo da poter elaborare in tempo reale le informazioni a livello nazionale, regionale e locale;

se e in che modo intenda operare per affrontare il tema relativo alle donne con disabilità che vivono condizioni di multidiscriminazione, con la messa in campo di incentivi nazionali per l’occupazione di donne con disabilità ed in particolare per le donne lavoratrici disabili ultra 40enni;

quali azioni intenda intraprendere per favorire il ritorno al lavoro dei disabili ultra 55enni, ancora non in età, ma prossimi al pensionamento, che rischiano di essere fortemente penalizzati, oltre che dalla loro condizione oggettiva, dalla perdurante crisi economica ed occupazionale che interessa il nostro Paese;

se e quali iniziative di propria competenza intenda assumere per imporre, secondo quanto stabilito dalla Corte di giustizia UE, l’adozione da parte dei datori di lavoro di provvedimenti efficaci e pratici, in funzione delle esigenze e delle situazioni concrete, a favore di tutti i disabili, che riguardino i diversi aspetti delle condizioni di lavoro e consentano loro di accedere ad un lavoro, di svolgerlo, di avere una promozione o di ricevere una formazione.

(3-00884)

 

 

redazione

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