(Dal Resoconto Sommario)
SEDE REFERENTE
Mercoledì 30 ottobre 2002. – Presidenza del presidente Domenico BENEDETTI VALENTINI. – Intervengono i sottosegretari di Stato per il lavoro e le politiche sociali Alberto Brambilla e Maurizio Sacconi.
Delega in materia previdenziale. La Commissione prosegue l’esame, rinviato, da ultimo, nella seduta del 24 ottobre 2002. Emilio DELBONO (MARGH-U), ricordato che le organizzazioni sindacali che hanno firmato il patto per l’Italia sostengono che la materia previdenziale deve essere oggetto di approfondimento separato chiede se il Governo intenda aprire un tavolo che prefiguri lo stralcio delle disposizioni riguardanti la decontribuzione o se il testo possa essere modificato prima che giunga all’esame dell’Assemblea. Il sottosegretario Alberto BRAMBILLA, nel dichiarare che il disegno di legge di delega non stravolge il quadro esistente il materia di previdenza complementare, sottolinea che l’unico elemento di novità in essa prevista riguarda la possibilità di versare il trattamento di fine rapporto per favorire la crescita del secondo pilastro. Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, propone di sospendere brevemente l’esame del provvedimento, passando all’altro punto all’ordine del giorno, in attesa del relatore Maninetti impegnato nel question time in Assemblea. Elena Emma CORDONI (DS-U), intervenendo sull’ordine dei lavori, richiama il presidente e la Commissione a rispettare l’ordine del giorno stabilito dall’ufficio di presidenza integrato dai rappresentanti dei gruppi. Cesare CAMPA (FI), nell’invitare i colleghi ad un atteggiamento di reciproca disponibilità, si dichiara favorevole alla proposta del presidente. Giovanni DIDONÈ (LNP), nel comprendere le osservazioni del deputato Cordoni, invita comunque la Commissione ad impiegare al meglio il poco tempo disponibile. Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, passa all’esame del provvedimento C. 3291. Decreto-legge 210/2002: Disposizioni urgenti in materia di emersione del lavoro sommerso e di rapporti di lavoro a tempo parziale. La Commissione prosegue l’esame, rinviato nella seduta del 23 ottobre 2002. Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, ricorda che il relatore, Antonino Gazzara, ha svolto la relazione. Carmen MOTTA (DS-U) ritiene che il provvedimento, che è il terzo che il Governo presenta in materia di emersione del lavoro sommerso, sia nel merito addirittura irricevibile. Sottolineata la necessità di far emergere il lavoro nero che, come risulta da studi di settore, produce circa il 25-30 per cento del PIL, osserva che i provvedimenti precedentemente varati dal Governo non hanno dato i risultati auspicati. Il sottosegretario Maurizio SACCONI ricorda che al Senato è stato approvato un emendamento che estende a tutte le imprese affidatarie di un appalto pubblico l’obbligo di presentare la suddetta certificazione. Carmen MOTTA (DS-U) ricorda che nell’avviso comune, per quanto riguarda i minimi contrattuali, si era convenuto che i CLES prendessero atto della conformità del piano individuale di emersione ai contenuti degli accordi sindacali collettivi. Stigmatizza il fatto che nel testo del decreto-legge si introduca, contrariamente a quanto precedentemente sottoscritto tra le parti, il concetto di valutazione da parte del CLES, che non è una sede contrattuale, delle proposte formulate dagli imprenditori in materia di adeguamento agli obblighi contrattuali. Osserva che l’elevata maggioranza prevista per la validità delle delibere non può giustificare la validità della disposizione in una materia che richiede necessariamente l’accordo tra le parti.
C. 2145, Governo.
(Seguito dell’esame e rinvio).
Ricordato che sono occorsi quindici anni per approvare una normativa sui fondi comuni d’investimento e che per i fondi di natura contrattuale e per quelli aperti si sta raggiungendo la quota di 1 milione 600 mila unità di adesioni, osserva che le misure inerenti la decontribuzione sono finalizzate a ridurre il costo del lavoro dipendente particolarmente elevato in Italia, che oltretutto potrebbe essere una delle cause del rallentato decollo della previdenza complementare.
Evidenziata la necessità di reperire strumenti finanziari da mettere a disposizione delle aziende, anche al fine della costituzione di fondi pensione, fa presente che l’Italia si colloca tra i primi paesi nel mondo per quanto riguarda il risparmio gestito, anche se solo il 7 per cento del valore dei titoli rimangono nel paese. Nell’esprimere rilievi critici sull’atteggiamento di chiusura manifestato dalle parti sociali riguardo alla decontribuzione, sottolinea la necessità di favorire tutti i meccanismi utili al decollo della previdenza complementare soprattutto per assicurare equità e tutele alle giovani generazioni entrate nel mercato del lavoro dopo la riforma in senso contributivo del sistema pensionistico.
C. 3291 Governo, approvato dal Senato.
(Seguito dell’esame e rinvio).
Reputa che i comitati per il lavoro e per l’emersione del sommerso (CLES) siano pletorici rispetto ad altri organismi già operanti nel settore dell’emersione, quali le commissioni per l’emersione istituiti dalla legge n. 488 del 1998, cui potrebbero essere attribuite le ulteriori funzioni previste nel provvedimento d’urgenza per i CLES. Stigmatizza il fatto che siano state ad essi attribuite competenze non previste dall’avviso comune e che i CLES potrebbero assumere a maggioranza decisioni in contraddizione con deliberazioni degli enti locali che, in questo caso, dovrebbero farsi carico di provvedimenti di sanatoria.
Esprime rilievi critici sul fatto che all’articolo 2 del decreto-legge si preveda solo per le imprese edili affidatarie di un appalto pubblico la presentazione della certificazione della regolarità contributiva.
Ritiene inoltre del tutto ingiustificata la disposizione di cui al comma 3 dell’articolo 1 del decreto-legge per cui si escludono le organizzazioni sindacali che non abbiano sottoscritto l’avviso comune dalla possibilità di designare membri per integrare la composizione delle commissioni provinciali istituite ai sensi della legge n. 448 del 1998.
Ritiene infine che il Governo dovrebbe precisare il numero dei componenti delle commissioni provinciali per l’emersione.



























