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Home - Camera - Commissione Lavoro pubblico e privato

Commissione Lavoro pubblico e privato

22 Ottobre 2009
in Camera

(Dal Resconto Sommario)

SEDE REFERENTE

Mercoledì 15 gennaio 2003. – Presidenza del presidente Domenico BENEDETTI VALENTINI. – Interviene il sotto segretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Alberto Brambilla.

Delega al Governo in materia previdenziale.
C. 2145 Governo.
(Seguito dell’esame e rinvio).

La Commissione prosegue l’esame, rinviato nella seduta di ieri.

Pietro GASPERONI (DS-U), intervenendo sull’ordine dei lavori, richiama l’attenzione della Commissione, come peraltro già fatto nella seduta di ieri, sul rischio che la stessa esamini un testo che sembra essere destinato a rimanere profondamente diverso da quello che poi diverrà legge, posto che il Governo ha preannunciato l’eventualità di presentare proposte di modifica durante l’esame del provvedimento in Assemblea.
Pur non criticando il metodo della concertazione, osserva che se il Governo vuol procedere ad un confronto con le parti sociali per concordare modifiche che assumeranno la forma di emendamenti, dovrebbe reputarsi più opportuno sospendere l’esame del provvedimento in Commissione in attesa che l’esecutivo decida che cosa intende fare del testo presentato.
Preannuncia infine la possibilità che, qualora il disegno di legge di delega venisse sensibilmente modificato attraverso la presentazione di proposte di modifica in Assemblea, l’opposizione avanzi la richiesta di rimessione in Commissione del testo del provvedimento.

Emilio DELBONO (MARGH-U) chiede conferma al presidente sulla veridicità di un impegno assunto dalla Presidenza della Camera volto a far sì che il Governo non presenti emendamenti in Assemblea se non successivamente ad una preventiva valutazione da parte della Commissione competente per materia.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, ritiene che le considerazioni espresse dal deputato Gasperoni nella seduta di ieri e di oggi, e cioè che la Commissione non debba proseguire in un lavoro che potrebbe risultare parzialmente vanificato dalla presentazione in Assemblea di proposte di modifica sostanziali da parte del Governo, non siano del tutto infondate. In proposito, si sta adoperando per garantire al massimo le condizioni affinché il ruolo fondamentale della Commissione venga rispettato. Per dare modo al Governo di proseguire la strada di un più approfondito confronto con le parti sociali e, contemporaneamente, di consentire alla Commissione di esaminare adeguatamente gli atti in discussione è più volte intervenuto per ottenere uno slittamento dei tempi di esame del disegno di legge di delega in Assemblea; tuttavia, anche nella riunione della Conferenza dei presidenti di gruppo di ieri si è ritenuto di mantenere la calendarizzazione fissata per la fine di gennaio e ad essa la Commissione deve attenersi.
Pertanto, reputa che quanto più la Commissione adopererà ogni ora per svolgere il proprio lavoro, tanto più sarà legittimo da parte di tutti i membri della Commissione, e in primis da parte del presidente, qualora alla scadenza fissata tale lavoro dovesse risultare incompiuto, sottolineare qual è stato l’iter del provvedimento, i suoi tempi e i suoi condizionamenti, dovuti non certo ad atteggiamenti ostruzionistici dell’opposizione.
Fatte queste considerazioni, considera chiusa la questione e ricorda che nella seduta di ieri la Commissione ha respinto, da ultimo, l’emendamento Gasperoni 1.161.

Cesare CAMPA (FI) ritira il suo emendamento 1.163, nonché il successivo 1.181.

Luigi MANINETTI (UDC), relatore, esprime parere contrario sull’emendamento Brugger 1.183.

Il sottosegretario Alberto BRAMBILLA esprime parere contrario sull’emendamento Brugger 1.183.



La Commissione respinge l’emendamento Brugger 1.183.

Andrea DI TEODORO (FI) ritira il suo emendamento 1.164.

La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Buffo 1.165 e Motta 1.166.

Luigi MANINETTI (UDC), relatore, chiede che l’emendamento Campa 1.182 venga accantonato.

La Commissione consente.

Emilio DELBONO (MARGH-U), nell’illustrare il suo emendamento, esprime preoccupazione per l’ormai indilazionabile separazione fra assistenza e previdenza; paventa infatti il rischio che quella della delega in materia previdenziale possa rappresentare l’occasione per ridurre le risorse alle prestazioni di natura assistenziale, che invece andrebbero consolidate.

Roberto GUERZONI (DS-U) ritiene che in materia di separazione tra assistenza e previdenza il Governo dovrebbe fornire un chiarimento o una dichiarazione di non voler produrre gli effetti temuti dal deputato Delbono.

Alberto NIGRA (DS-U) ritiene che la precisazione contenuta nell’emendamento Delbono 1.167 dovrebbe essere recepita perché volta a migliorare il testo della delega in una materia, la separazione tra assistenza e previdenza, caratterizzata da grande confusione.

La Commissione respinge l’emendamento Delbono 1.167.

Emilio DELBONO (MARGH-U) invita la Commissione a valutare la portata del suo emendamento, identico all’emendamento Trupia 1.169 firmato da tutta l’opposizione, ritenendo che se la legge di delega non dovesse riguardare in modo organico tutti i lavoratori, compresi quelli del pubblico impiego, si darebbe vita ad un sistema duale nel quale l’amministrazione pubblica, presumibilmente per ragioni di oneri, non vorrebbe essere equiparata ad un datore di lavoro privato.

Roberto GUERZONI (DS-U) condivide le osservazioni del deputato Delbono, posto che la lettera n) del comma 2 dell’articolo 1 risulta essere uno dei punti fondamentali della delega stessa per quanto riguarda il lavoro nelle pubbliche amministrazioni. Rileva in proposito che anche per il lavoro pubblico il Governo intende porre in atto un percorso di estensione della previdenza complementare ed integrativa, applicando successivamente le disposizioni contenute nella prima parte della delega stessa.

Carmen MOTTA (DS-U) ritiene quello contenuto nella n) del comma 2 dell’articolo 1 il passaggio più incomprensibile di tutta la delega e che, se dovesse essere approvato, potrebbe determinare incertezza e disorientamento nei dipendenti pubblici. Coerenza vuole, infatti, che dipendenti pubblici e dipendenti privati abbiano lo stesso trattamento e la stessa attesa di vita nei percorsi lavorativi.

Il sottosegretario Alberto BRAMBILLA, pur ritenendo condivisibile il senso degli emendamenti presentati, ribadisce l’orientamento negativo già espresso alla luce delle risorse finanziarie disponibili. Se però vi è davvero l’intenzione di far partire i fondi pubblici, reputa che gli emendamenti possano venire accantonati in vista di una diversa formulazione della lettera n), sulla base di impegni economicamente sostenibili. Infatti, l’unica possibilità realistica percorribile ritiene sia quella che va a superare la contribuzione figurativa. Se i componenti l’opposizione mirano afar decollare i fondi pensioni per i pubblici dipendenti, tenuto conto che tutti coloro che hanno l’indennità di buonuscita non possono avere anche il TFR, occorre intervenire in modo che i nuovi assunti percepiscano il medesimo trattamento di fine rapporto dei dipendenti privati e lo riversino nei fondi pensione.



Roberto GUERZONI (DS-U) dichiara la disponibilità del suo gruppo ad accantonare gli emendamenti riferiti alla lettera n) in vista di una loro riformulazione alla luce della disponibilità manifestata poc’anzi dal sottosegretario Brambilla e sulla base dell’impegno assunto dal Governo, ma ancora non rispettato, in occasione dell’accordo del febbraio del 2002 con le organizzazioni sindacali a recepire nella delega alcune modifiche.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, avverte che gli identici emendamenti Delbono 1.168 e Trupia 1.169, nonché l’emendamento Guerzoni 1.170 si intendono accantonati.

Cesare CAMPA (FI) ritira il suo emendamento 1.171.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, constata l’assenza dei presentatori degli emendamenti Fiori 1.172, 1.173 e 1.174 e Zanetta 1.175; si intende che vi abbiano rinunziato.

Johann Georg WIDMANN (Misto-Min.linguist.) illustra le finalità del suo emendamento 1.176, volto a migliorare una norma che ritiene ingiusta e discriminante nei confronti dei fondi pensioni regionali. Ne raccomanda pertanto l’approvazione posto che nell’emendamento l’individuazione delle forme tacite di conferimento del trattamento di fine rapporto è a carico della regione Trentino Alto Adige con riferimento alle forme pensionistiche complementari istituite dalla stessa regione.

Con l’astensione del deputato Di Teodoro, la Commissione respinge l’emendamento Widmann 1.176, nonché l’emendamento Widmann 1.177.

Andrea DI TEODORO (FI) ritira il suo articolo aggiuntivo 1.01 in considerazione dell’approvazione dell’emendamento sulla totalizzazione.

Emilio DELBONO (MARGH-U) illustra le finalità del suo articolo aggiuntivo 1.02 che si differenzia dagli altri presentati in materia di totalizzazione dei periodi assicurativi poiché entra nel merito della questione. In proposito, ritiene che il Governo dovrebbe pronunciarsi sullo stato delle trattative in corso per la predisposizione di un possibile testo finale di attuazione della delega.

Luigi MANINETTI (UDC), relatore, preannuncia la presentazione di una proposta emendativa volta a specificare le facoltà di esercizio della totalizzazione dei periodi assicurativi.

Emilio DELBONO (MARGH-U), pur apprezzando la disponibilità del relatore, insiste per la votazione del suo articolo aggiuntivo.

Renzo INNOCENTI (DS-U) chiede che la proposta emendativa preannunciata dal relatore venga quanto prima formalizzata perché, ad un primo impatto, sembra intervenire su una materia già trattata nell’emendamento 1.184 del relatore, peraltro approvato dalla Commissione.

Luigi MANINETTI (UDC), relatore, precisa che l’emendamento 1.184 era un enunciazione di principi volta ad estendere l’operatività della totalizzazione dei periodi assicurativi anche alle ipotesi in cui si raggiungano i requisiti minimi per il diritto alla pensione. Nella seconda parte della delega vengono evidenziati i criteri fondamentali con cui si intende attuare la totalizzazione.

Il sottosegretario Alberto BRAMBILLA ricorda che in materia di totalizzazione il precedente Governo era riuscito ad ottenere che questa fosse limitata solo alla pensione di vecchiaia. Sulla base dei calcoli con le casse di previdenza privatizzate è stato necessario fissare dei paletti per i quali, in particolare, se il soggetto raggiunge prima dei 65 anni anagrafici almeno i 40 anni contributivi, può ottenere comunque la totalizzazione.

Pietro GASPERONI (DS-U) ritiene che la proposta emendativa preannunciata dal relatore presenti aspetti di contraddittorietà con l’emendamento 1.184 già approvato dalla Commissione.

Emilio DELBONO (MARGH-U) osserva a sua volta che il relatore, nel formulare la sua proposta emendativa, dovrà tenere conto di quanto già approvato con l’emendamento 1.184, per evitare di produrre contraddizioni tra le due disposizioni.

La Commissione respinge l’articolo aggiuntivo Delbono 1.02.

Il sottosegretario Alberto BRAMBILLA chiede che l’articolo aggiuntivo Di Teodoro 1.03 venga accantonato, in vista di una sua riformulazione.

La Commissione consente. Respinge infine l’articolo aggiuntivo Guerzono 1.04.

Domenico BENEDETTI VALENTINI, presidente, rinvia il seguito dell’esame alla seduta di domani.

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