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Home - Camera - Commissione Lavoro, pubblico e privato (Dai Resoconti Sommari)

Commissione Lavoro, pubblico e privato (Dai Resoconti Sommari)

22 Ottobre 2009
in Camera

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

Giovedì 1o ottobre 2009.

Predisposizione del programma dei lavori per il periodo ottobre-dicembre 2009.

L’ufficio di presidenza si è riunito dalle 8.35 alle 8.50.


SEDE CONSULTIVA

Giovedì 1o ottobre 2009. – Presidenza del presidente Silvano MOFFA.

La seduta comincia alle 8.50.

Ratifica ed esecuzione dell’Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e le Nazioni Unite sullo status dello Staff College del Sistema delle Nazioni Unite in Italia.
C. 2674 Governo.
(Parere alla III Commissione).
(Esame e conclusione – Parere favorevole).

La Commissione inizia l’esame del provvedimento in titolo.

Silvano MOFFA, presidente e relatore, fa presente che la Commissione è chiamata ad esprimere il parere alla III Commissione sulla ratifica ed esecuzione dell’Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e le Nazioni Unite sullo status dello Staff College del Sistema delle Nazioni Unite in Italia, fatto a Torino il 16 settembre 2003, con Emendamento fatto a Torino il 28 settembre 2006. Rileva, quindi, che lo Staff College di Torino, istituito nel 2000 (con la risoluzione dell’Assemblea Generale dell’ONU n. 55/207 del 20 dicembre 2000) e divenuto un organismo autonomo del sistema ONU nell’anno successivo (risoluzione dell’Assemblea generale n. 55/278 del 12 luglio 2001), con un proprio Statuto che ne regola il funzionamento, ha come obiettivo quello di promuovere l’apprendimento nell’ambito del sistema delle Nazioni Unite, svolgendo un’attività di formazione dei funzionari internazionali. Fa presente, poi, che si tratta di un vero e proprio centro internazionale di eccellenza nel campo della formazione manageriale, la cui creazione e trasformazione in organismo autonomo si inserisce negli sforzi tesi ad accrescere le capacità operative ed a promuovere la riforma del Sistema delle Nazioni Unite.
Osserva che il mandato dell’organismo, sulla base delle determinazioni assunte dall’Assemblea generale, riguarda in particolare i settori dello sviluppo economico e sociale, della pace e della sicurezza e della gestione interna del Sistema delle Nazioni Unite; di recente è stata sviluppata l’attività di formazione di operatori nel campo del rispetto dei diritti umani fondamentali. Nel far presente che l’Accordo in esame si compone di un preambolo, 18 articoli e di un allegato di 4 articoli su aspetti funzionali – che viene esaminato congiuntamente al successivo emendamento del 2006 – segnala, per quanto attiene alle disposizioni di più diretto interesse della Commissione, le norme relative ai funzionari e agli esperti in missione in Italia presso lo Staff College. Sottolinea, in particolare, che l’articolo VIII riconosce ad essi una serie di agevolazioni, esenzioni e privilegi – quali, ad esempio, l’esenzione fiscale su stipendi, emolumenti e indennità corrisposti dall’ONU – e diverse immunità, come quella da procedimenti giudiziari per parole o atti collegati alle loro funzioni ufficiali. Inoltre, rileva che il direttore dello Staff College, il suo vice e i funzionari con qualifica P5 o superiore, avranno il diritto, condiviso con i familiari a carico, a tutti i privilegi, immunità, esenzioni ed agevolazioni accordate ai membri di rango equivalente delle rappresentanze diplomatiche in Italia. Segnala poi che l’articolo IX, considerato che i privilegi e immunità sono concessi a beneficio dell’attività delle Nazioni Unite, prevede per il segretario dell’ONU il «diritto-dovere» di rinunciare a tali immunità, ogni volta che sia possibile, per non ostacolare il corso della giustizia italiana.
Fa notare che gli articoli X, XI e XII dettano successivamente disposizioni tese a regolamentare i rapporti tra autorità italiane e funzionari dello Staff College, in tema di identificazione dei funzionari e degli esperti in servizio presso tale organismo, mentre l’articolo XIII prevede che gli stessi funzionari dello Staff College – poiché inseriti nel sistema di sicurezza sociale globale del personale delle Nazioni Unite – saranno esenti dalla normativa italiana sulla sicurezza sociale: ciò si applicherà anche ai familiari a carico dei funzionari, salvo che siano lavoratori dipendenti o autonomi nel territorio italiano, ovvero iscritti al servizio nazionale di sicurezza sociale. Infine, intende rilevare che l’allegato all’Accordo, composto di 4 articoli, specifica ulteriormente le esenzioni e i privilegi a vantaggio di diverse categorie di funzionari dello Staff College, nonché degli esperti in missione.
In conclusione, considerata l’importanza che il provvedimento riveste ai fini di un pieno riconoscimento del ruolo stesso dell’Italia all’interno delle Nazioni Unite e preso atto, in particolare, del contenuto delle norme afferenti i profili di interesse della Commissione, ritiene che vi siano le condizioni per un orientamento positivo e, dunque, per formulare una proposta di parere favorevole.

Alessia Maria MOSCA (PD), nel fare presente che – a causa della totale assenza degli esponenti della maggioranza in occasione della discussione di un provvedimento importante come quello in esame – il parere di competenza della Commissione potrà essere espresso soltanto grazie al senso di responsabilità dei gruppi di opposizione, preannuncia comunque che il suo gruppo esprime un giudizio sostanzialmente favorevole su tale disegno di legge di ratifica, dal momento che si tratta di dare seguito a rilevanti impegni di natura internazionale, assunti anche dai precedenti Governi.

Elisabetta RAMPI (PD) osserva che la ratifica dell’accordo in esame ha ad oggetto un organismo del sistema ONU, lo Staff College, di cui l’Italia ha sempre sostenuto il funzionamento, attraverso l’assunzione di significative e specifiche responsabilità. Ritiene, pertanto, che l’approvazione del provvedimento in questione dia pieno riconoscimento all’importante ruolo svolto dal Paese in tale direzione, rafforzando, peraltro, la posizione italiana all’interno delle stesse Nazioni Unite.

Giovanni PALADINI (IdV), pur condividendo le finalità generali del provvedimento, tese a rafforzare un importante istituto del sistema delle Nazioni Unite che opera nel campo dello sviluppo economico e sociale, della pace e del rispetto dei diritti umani, giudica iniquo ed esagerato estendere il riconoscimento delle agevolazioni, delle esenzioni fiscali e delle immunità contemplate dal provvedimento a tutti i funzionari di tale organismo. Osserva, infatti, che, se tale previsione può avere un senso con riferimento alle cariche poste ai vertici dell’Istituto stesso, si fa fatica a condividerne un’applicazione generalizzata, che arriva addirittura a comprendere gli esperti in missione in Italia, che, a suo avviso, non avrebbero alcun diritto di godere di certi privilegi. In ogni caso, preannuncia il voto favorevole del suo gruppo sulla proposta di parere del relatore.

Silvano MOFFA, presidente e relatore, con riferimento all’osservazione testé formulata dal deputato Paladini, fa notare che la norma in questione riveste necessariamente una validità erga omnes, essendo legata allo status speciale dei funzionari in servizio presso tale organismo, ai quali, per la rilevanza di carattere internazionale delle mansioni svolte nel territorio italiano, viene riconosciuta la medesima posizione privilegiata accordata ai membri di rango equivalente delle rappresentanze diplomatiche in Italia.
Quanto ai rilievi formulati, nel corso del dibattito, in ordine all’assenza di deputati dei gruppi di maggioranza, fa presente, inoltre, di avere già chiaramente stigmatizzato tale circostanza in sede informale, nell’ambito della riunione dell’Ufficio di presidenza integrato dai rappresentanti dei gruppi.

Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere favorevole formulata dal relatore.

Ratifica ed esecuzione della Convenzione tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo del Regno dell’Arabia Saudita per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio e prevenire le evasioni fiscali, con Protocollo aggiuntivo, fatta a Riad il 13 gennaio 2007.
C. 2718 Governo, approvato dal Senato.
(Parere alla III Commissione).
(Esame e conclusione – Parere favorevole).

La Commissione inizia l’esame del provvedimento in titolo.

Silvano MOFFA, presidente e relatore, osserva che la Commissione è chiamata ad esprimere il parere alla III Commissione sulle ratifica ed esecuzione della Convenzione tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo del Regno dell’Arabia Saudita per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio e prevenire le evasioni fiscali, con Protocollo aggiuntivo, fatta a Riad il 13 gennaio 2007. Sottolinea che il provvedimento in discussione, che è volto ad evitare una duplicazione di imposizione sugli stessi fenomeni economici-giuridici e a contrastare l’evasione fiscale, è già stato approvato dal Senato e necessita ora di un rapido esame presso le Commissioni della Camera, affinché possa giungere in Assemblea in tempi brevi, in vista di una sua sollecita entrata in vigore.
Ritiene, quindi, che vada rilevato, in linea generale, che con tale Convenzione si pongono le basi per una più proficua collaborazione economica tra Italia e Arabia Saudita, rendendo possibile un’equa distribuzione del prelievo fiscale tra lo Stato in cui viene prodotto un reddito e lo Stato di residenza dei beneficiari dello stesso, anche alla luce dell’incremento del volume degli scambi commerciali registratosi recentemente tra i due Paesi. Per quanto concerne, poi, i profili di più diretto interesse della XI Commissione, segnala gli articoli riguardanti i criteri di imputazione della tassazione relativa a redditi da lavoro, pensioni, analoghe remunerazioni e trattamenti di fine rapporto (articoli 15, 16, 17, 18, 19, e – seppur in maniera meno immediata – 20 e 21). In particolare, rileva che il criterio per l’imputazione della tassazione dei redditi da lavoro sta nella prevalente esplicazione della prestazione lavorativa in oggetto, se nello Stato di residenza o nell’altro, salvo alcune eccezioni tassativamente indicate, in presenza delle quali si applica comunque l’imposizione dello Stato di residenza (del lavoratore o della società, in caso di remunerazioni erogate a membri di consigli di amministrazione o di collegi sindacali di società); per le pensioni e le remunerazioni analoghe si prende in considerazione lo Stato di residenza del beneficiario, con una eccezione prevista per l’indennità di fine rapporto. Intende poi rilevare che il provvedimento, agli articoli 20 e 21, prevede forme di esenzione fiscali a favore di professori, insegnanti, studenti ed apprendisti che soggiornano in uno Stato contraente, stabilendo al riguardo talune specifiche condizioni.
In conclusione, preso atto del limitato ambito delle norme di interesse della Commissione e vista l’importanza strategica di tale ratifica, formula una proposta di parere favorevole sul provvedimento in esame.

Elisabetta RAMPI (PD), pur esprimendo una certa soddisfazione per la ratifica dell’accordo in esame, teso ad intensificare i rapporti commerciali tra l’Italia e l’Arabia Saudita, auspica che il Parlamento possa rendersi protagonista anche di un atto d’indirizzo – condiviso tra tutte le forze politiche – nei confronti del Governo, che trascenda gli aspetti prettamente commerciali delle relazioni tra i due Paesi e promuova iniziative che vadano nella direzione di una moratoria della pena di morte, purtroppo ancora vigente in Arabia Saudita.

Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere favorevole formulata dal relatore.

Ratifica ed esecuzione della Convenzione tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo del Regno Hascemita di Giordania per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni fiscali, con Protocollo aggiuntivo, fatta ad Amman il 16 marzo 2004.
C. 2719 Governo, approvato dal Senato.
(Parere alla III Commissione).
(Esame e conclusione – Parere favorevole).

La Commissione inizia l’esame del provvedimento in titolo.

Silvano MOFFA, presidente e relatore, fa notare che la Commissione è chiamata ad esprimere il parere alla III Commissione sulla ratifica ed esecuzione della Convenzione tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo del Regno Hascemita di Giordania per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni fiscali, con Protocollo aggiuntivo, fatta ad Amman il 16 marzo 2004. Sottolinea che il provvedimento in discussione, al pari di quello illustrato in precedenza, rende possibile un’equa distribuzione del prelievo fiscale tra lo Stato in cui viene prodotto un reddito e lo Stato di residenza dei beneficiari dello stesso. Per quanto concerne, poi, i profili di più diretto interesse della XI Commissione, segnala i medesimi articoli che intervengono sulle materie trattate dalla Convenzione con il Regno dell’Arabia Saudita, ossia le forme di tassazione dei redditi da lavoro e le esenzioni fiscali a favore di professori, insegnanti, studenti ed apprendisti che soggiornano in uno Stato contraente.
In conclusione, propone di esprimere parere favorevole sul provvedimento in esame.

Nessuno chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere favorevole formulata dal relatore.

La seduta termina alle 9.10.


AVVERTENZA


Il seguente punto all’ordine del giorno non è stato trattato:


ATTI DEL GOVERNO


Schema di decreto legislativo recante recepimento della direttiva 2006/54/CE riguardante l’attuazione del principio delle pari opportunità e della parità di trattamento fra uomini e donne in materia di occupazione e impiego.
Atto n. 112.

redazione

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