INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA
Mercoledì 25 marzo 2026. — Presidenza del presidente Walter RIZZETTO. – Interviene la Viceministra del lavoro e delle politiche sociali, Maria Teresa Bellucci.
La seduta comincia alle 13.35.
Sulla pubblicità dei lavori.
Walter RIZZETTO, presidente, avverte che la pubblicità dei lavori sarà assicurata anche mediante la trasmissione attraverso la web-tv della Camera dei deputati.
5-05175 Mari: Iniziative volte ad affrontare la situazione dei contribuenti silenti della Fondazione Enasarco, consentendo forme di cumulo, totalizzazione o valorizzazione dei contributi versati presso Enasarco con quelli in altre gestioni previdenziali.
Francesco MARI (AVS) rinuncia ad illustrare la sua interrogazione.
La Viceministra Maria Teresa BELLUCCI risponde all’interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato.
Francesco MARI (AVS), replicando, ricorda che la complessa vicenda in argomento, relativa agli agenti e ai rappresentanti di commercio che hanno svolto attività per un numero di anni insufficiente a maturare il diritto a una prestazione pensionistica da parte della Fondazione Enasarco, coinvolge decine di migliaia di lavoratori per i quali, fino ad oggi, nulla è stato fatto nonostante le varie iniziative promosse. Reputa, quindi, che la condizione dei contribuenti silenti costituisca una grande ingiustizia per una parte considerevole di lavoratori del Paese, che vedranno dispersi i contributi per accedere alla prestazione pensionistica.
Nel ritenere che la soluzione debba necessariamente richiedere uno specifico intervento legislativo, auspica l’avvio di una discussione, da parte del Governo, con il Parlamento e con questa Commissione, anche tramite un confronto con la Fondazione Enasarco, al fine di valutare la possibilità di consentire forme di cumulo, totalizzazione o valorizzazione dei contributi versati presso Enasarco con quelli in altre gestioni previdenziali e, quindi, risolvere la grave disparità che interessa migliaia di lavoratori.
5-05176 Scotto: Iniziative volte a contrastare il fenomeno del lavoro povero nonché il ricorso ai «contratti pirata».
Arturo SCOTTO (PD-IDP) illustra l’interrogazione in titolo.
La Viceministra Maria Teresa BELLUCCI risponde all’interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato.
Arturo SCOTTO (PD-IDP), replicando, rileva come nella risposta fornita dalla Viceministra non ci sia alcun riferimento all’episodio segnalato nell’interrogazione in titolo, che ha visto le principali organizzazioni datoriali, Confindustria, Confcommercio e Confesercenti, disertare il tavolo nazionale sulle PMI, vista la concomitante partecipazione di una moltitudine di sigle che sono solite fare ricorso ai cosiddetti «contratti pirata».
In particolare, ricorda che la risposta fornita dalla Viceministra, pur richiamando la parità economica e normativa di cui all’emendamento presentato dal Partito Democratico, non fa riferimento alla delega in materia di equa retribuzione, e che le forze di maggioranza hanno determinato la mancata approvazione del provvedimento sul salario minimo, senza peraltro mettere in campo un provvedimento, di analogo contenuto, ad esso alternativo.
Conclude affermando che le forze di maggioranza hanno l’unico interesse ad approvare una nuova legge elettorale, al fine di ribaltare a tavolino il risultato elettorale, e che, pertanto, il Presidente dovrebbe stigmatizzare l’atteggiamento tenuto dal Governo che, invece, ha il dovere di rispondere alle domande puntuali, poste dai rappresentanti dei partiti di opposizione con funzione di controllo e informazione sull’azione dell’Esecutivo.
5-05177 Barzotti: Iniziative volte ad accertare la legittimità dei licenziamenti e delle sospensioni di lavoratori presso il sito GLS di Sesto Ulteriano e ad intervenire in modo strutturale nel settore della logistica al fine di garantire il rispetto dei diritti fondamentali dei lavoratori.
Valentina BARZOTTI (M5S) illustra l’interrogazione in titolo.
La Viceministra Maria Teresa BELLUCCI risponde all’interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato.
Valentina BARZOTTI (M5S), replicando, si dichiara del tutto insoddisfatta della risposta fornita dalla Viceministra che, a suo dire, si limita a fare riferimento al quadro normativo vigente e a richiamare gli strumenti previsti in materia di repressione della condotta antisindacale.
Nel sottolineare che l’episodio occorso ai lavoratori addetti allo stabilimento GLS di Sesto Ulteriano, culminato con il licenziamento di circa quindici corrieri e la sospensione di altri lavoratori accusati di aver rallentato le consegne, presenta problematiche che si possono estendere a livello nazionale, afferma che si tratta dell’ennesima mercificazione del lavoro che denota, altresì, poca attenzione alla salute e alla sicurezza dei lavoratori.
Manifesta la necessità di ricondurre il lavoro, compreso quello nel settore del facchinaggio e della distribuzione espressa, a una dimensione più umana e auspica, quindi, l’annullamento dei licenziamenti e la reintegrazione dei lavoratori nel posto di lavoro.
Ricorda, infine, che un altro deprecabile episodio di licenziamento illegittimo, verificatosi in un supermercato della catena Pam Panorama e conclusosi con un provvedimento di annullamento del licenziamento di un lavoratore, aveva visto l’analoga risposta da parte del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, che invitava ad avvalersi dello strumento del ricorso presso il Giudice del lavoro nell’ipotesi di comportamento datoriale ritenuto antisindacale.
Conclude affermando quanto sia importante prevenire le condotte datoriali antisindacali e, al contempo, promuovere una cultura del lavoro sostenibile.
Walter RIZZETTO, presidente, dichiara concluso lo svolgimento delle interrogazioni all’ordine del giorno.
La seduta termina alle 14.
ATTI DEL GOVERNO
Mercoledì 25 marzo 2026. — Presidenza del presidente Walter RIZZETTO. – Interviene la Viceministra del lavoro e delle politiche sociali, Maria Teresa Bellucci.
La seduta comincia alle 14.
Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2023/970, volta a rafforzare l’applicazione del principio della parità di retribuzione tra uomini e donne per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore attraverso la trasparenza retributiva e i relativi meccanismi di applicazione.
Atto n. 379.
(Seguito dell’esame, ai sensi dell’articolo 143, comma 4, del Regolamento, e conclusione – Parere favorevole con osservazioni).
La Commissione prosegue l’esame dello schema di decreto, rinviato, da ultimo, nella seduta dell’11 marzo 2026.
Walter RIZZETTO, presidente, ricorda che la Commissione prosegue l’esame dello schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2023/970, volta a rafforzare l’applicazione del principio della parità di retribuzione tra uomini e donne per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore attraverso la trasparenza retributiva e i relativi meccanismi di applicazione.
Avverte che nella seduta odierna la Commissione esprimerà il parere di competenza e che la relatrice, onorevole Schifone, ha predisposto una proposta di parere, che è stata illustrata nelle precedenti sedute.
Ricorda, inoltre, che i gruppi PD-IDP, M5S e AVS hanno presentato congiuntamente una proposta alternativa di parere – allegata al resoconto della precedente seduta dell’11 marzo scorso – che, in caso di approvazione della proposta di parere della relatrice, risulterebbe preclusa.
Arturo SCOTTO (PD-IDP), intervenendo sull’ordine dei lavori, rileva che la Commissione Bilancio non ha ancora espresso i propri rilievi sugli aspetti finanziari, la cui acquisizione è prodromica all’espressione del parere della Commissione Lavoro, come peraltro evidenziato nel corso della precedente seduta. Ricorda, inoltre, che la relatrice, onorevole Schifone, si era resa disponibile a valutare la trasformare in condizioni di talune osservazioni presentate dai gruppi di opposizione, in quanto condivisibili.
Walter RIZZETTO, presidente, precisato che non sussiste alcun obbligo di attendere l’espressione dei rilievi sugli aspetti finanziari da parte della Commissione Bilancio, come testimoniato da analoghi precedenti, osserva che la Commissione Bilancio è convocata alle ore 14.30 per la trattazione, tra l’altro, dell’Atto n. 379 al fine della deliberazione di rilievi di sugli aspetti finanziari.
Ritiene, quindi, opportuno dare seguito alla fase delle dichiarazioni di voto sulla proposta di parere della relatrice, in attesa dell’espressione dei rilievi sugli aspetti finanziari da parte della Commissione Bilancio.
Valentina BARZOTTI (M5S), replicando al presidente, chiede di conoscere in quale modo la Commissione intende procedere per il seguito dell’esame del provvedimento in oggetto, atteso che è prevista la contestuale deliberazione di rilievi sugli aspetti finanziari da parte della Commissione Bilancio.
Esprime, altresì, la necessità di comprendere se è stata rispettata l’intenzione della relatrice di accogliere alcune osservazioni presentate dai gruppi di opposizione, anche all’esito delle audizioni svolte, al fine di conoscere quali spunti sono stati accolti e quali modifiche sono state apportate al testo della proposta di parere, nell’ottica di una leale collaborazione e condivisione tra le parti.
Walter RIZZETTO, presidente, precisa che la proposta di parere della relatrice che sarà posta in votazione nella seduta odierna non reca alcuna modifica o riformulazione rispetto a quella già illustrata nelle precedenti sedute e pubblicata in allegato al resoconto sommario dell’11 marzo scorso.
Ricorda quindi che nelle ultime settimane sono state avviate delle interlocuzioni dei gruppi di opposizione con la relatrice e che la proposta di parere della medesima relatrice, depositata dopo un’attenta verifica dei contenuti, contiene alcune delle indicazioni sollecitate dai gruppi di opposizione, prontamente accolte dalla relatrice.
Valentina BARZOTTI (M5S) chiede al presidente di valutare la possibilità di rinviare la conclusione dell’esame del provvedimento ad altra seduta.
Walter RIZZETTO, presidente, precisato che non è possibile rinviare il seguito dell’esame del provvedimento ad altra seduta, in quanto è già scaduto il termine per l’espressione del parere al Governo, ribadisce che non sussiste alcun obbligo di attendere l’espressione dei rilievi sugli aspetti finanziari da parte della Commissione Bilancio in merito al provvedimento in esame. Pertanto la Commissione Lavoro può procedere, per quanto di competenza, a prescindere dalla deliberazione dei predetti rilievi, che comunque è prevista nel corso della giornata odierna.
Valentina BARZOTTI (M5S), nel ricordare che il proprio gruppo M5S, unitamente ai gruppi PD-IDP e AVS, aveva presentato una proposta alternativa di parere, afferma che lo schema di decreto in esame non risulta conforme al contenuto della direttiva (UE) 2023/970, in quanto ne stravolge la ratio e la finalità di una maggiore trasparenza nelle retribuzioni per la parità salariale tra uomo e donna.
Osserva che tali considerazioni, rinsaldate anche a seguito delle audizioni svolte, muovono dalla circostanza che nel nostro Paese si assiste a una serie di indici di discriminazione nei confronti delle donne, a partire dall’occupazione, infatti quasi una donna su due non lavora, una donna su cinque si dimette nel periodo di maternità, il gap salariale si attesta oltre il 7 per cento.
Nel ritenere che la direttiva (UE) 2023/970, tanto attesa, rischia di risultare stravolta dallo schema di decreto in esame, preannuncia il voto contrario del proprio gruppo sulla proposta di parere di maggioranza, ragione per cui era stato formulata una proposta alternativa di parere analitica, che affronta una serie di problematiche che devono essere considerate.
Rileva, ad esempio, che dall’ambito di applicazione sono stati esclusi nello schema di decreto interi settori di lavoro: infatti mentre la direttiva (UE) 2023/970 si applica a tutti i rapporti di lavoro, lo schema di decreto non riguarda tutti i contratti di lavoro subordinato, escludendo i contratti di apprendistato, di lavoro domestico e di lavoro intermittente.
Altri elementi ritenuti critici dello schema di decreto sono la mancata attenzione alle voci accessorie della retribuzione, dove normalmente si annidano le forme di discriminazione salariale, l’introduzione della presunzione di conformità al principio di parità retributiva, non prevista dalla direttiva (UE) 2023/970, come peraltro emerso nel corso delle audizioni svolte, e l’esclusione dall’obbligo di informazione, relativa ai criteri per la progressione economica, per i datori con meno di cinquanta dipendenti, aspetto non trascurabile in quanto il tessuto produttivo italiano è costellato da piccole e medie imprese. Per tali considerazioni si rischia non solo di non recepire adeguatamente la direttiva citata ma anche di non determinare alcun impatto significativo sul mondo del lavoro, rivelandosi quindi un’occasione mancata.
Afferma che, nei fatti, le forze di maggioranza non mostrano una vera sensibilità nel garantire la parità di genere, come del resto verificatosi per la mancata approvazione del provvedimento sul congedo paritario, affossato pretestuosamente per mancanza di copertura finanziaria.
Preannuncia quindi il voto contrario del proprio gruppo sulla proposta di parere della relatrice.
Chiara GRIBAUDO (PD-IDP) ricorda, innanzitutto, che i gruppi di opposizione hanno provato ad instaurare un dialogo con le forze di maggioranza, in particolare sugli aspetti dello schema di decreto che destano perplessità, quali, ad esempio, quelli relativi agli obblighi concernenti comunicazioni di informazioni sul divario retributivo di genere da parte delle aziende di determinate dimensioni, previsto dall’articolo 9 dello schema di decreto.
Afferma che la normativa vigente, di cui al decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198, ha permesso di conseguire risultati positivi, essendo stati superati gli obiettivi del PNRR con riguardo alla certificazione della parità di genere da parte di 800 aziende, tutti obiettivi che consentono di bilanciare i tempi di vita-lavoro, di favorire l’avanzamento di carriera delle donne, insieme anche agli strumenti di welfare aziendale a tutela della genitorialità. Fa presente quindi di aver apprezzato che nelle osservazioni della proposta di parere in esame si è fatto riferimento alla citata normativa.
Tuttavia, ai fini del rafforzamento dei meccanismi di trasparenza retributiva, sarebbe stato necessario, a suo avviso, formulare una apposita condizione volta ad estendere ad una più ampia platea di destinatari i predetti obblighi, considerato quanto già previsto dalla normativa vigente di cui alla legge n. 162 del 2021, recante modifiche al codice di cui al decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198, e altre disposizioni in materia di pari opportunità tra uomo e donna in ambito lavorativo.
Ritiene che il recepimento non adeguato della disciplina europea rischia di vanificare i passi in avanti fatti nel mondo del lavoro, anche perché si rischia di smantellare la rete delle consigliere di parità; reputa, quindi, un’occasione mancata da parte del Governo il non aver accolto gli spunti contenuti nella proposta alternativa di parere formulata dalle opposizioni.
Nel constatare che nelle osservazioni formulate ci sono anche elementi positivi, ricorda che le stesse non sono vincolanti e che la citata direttiva verrà recepita in modo sbagliato, in quanto lo schema di decreto, limitandone l’ambito di applicazione, non considera i lavoratori parasubordinati ed arriva ad escludere chi ha contratti precari, soprattutto le donne, la categoria di lavoratori più esposta alla precarietà. Ricorda, infine, che un tema affrontato anche dai sindacati riguarda la necessità di fare riferimento ai contratti stipulati dalle organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative, per contrastare il ricorso ai contratti pirata.
Si sofferma poi sul tema della necessità di considerare tutte le voci, anche di carattere accessorio, che concorrono all’entità della retribuzione, per evitare disparità retributive prive di giustificazione.
Preannuncia pertanto il voto contrario del proprio gruppo sulla proposta di parere della relatrice.
Francesco MARI (AVS) afferma che attraverso lo schema di decreto in oggetto si vuole smontare in tutti i punti la direttiva (UE) 2023/970 che, invece, intende fare passi in avanti nel mondo del lavoro e per la condizione femminile dal punto di vista retributivo.
Sostiene che gli elementi di buon senso contenuti nella citata direttiva devono comunque fare i conti con la situazione specifica dell’Italia, il Paese con il maggiore gap retributivo. La Commissione avrebbe dovuto guardare con attenzione agli aspetti nei quali si annida la discriminazione salariale nei confronti delle donne, in quanto la retribuzione delle donne è discriminata da ciò che avviene collateralmente alla contrattazione: premi, bonus, superminimi, ecc.
Rileva come un tema poco discusso è che in Italia due persone, non necessariamente uomo e donna, che fanno lo stesso lavoro non hanno lo stesso contratto, e che per risolvere la questione della disparità salariale occorre prevedere tassativamente che per lo stesso lavoro si debba applicare lo stesso contratto.
Esprime inoltre disappunto per l’esclusione dall’ambito di applicazione delle tutele in oggetto dei contratti di apprendistato, di lavoro domestico e di lavoro intermittente, al contrario di quanto previsto dalla direttiva.
In conclusione reputa poco incisivo il provvedimento in oggetto, che in pratica non recepisce in maniera efficace e completo le tutele che la disciplina europea intende approntare.
Preannuncia pertanto il voto contrario del proprio gruppo sulla proposta di parere della relatrice.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere della relatrice.
La seduta termina alle 14.30.
SEDE CONSULTIVA
Mercoledì 25 marzo 2026. — Presidenza del presidente Walter RIZZETTO.
La seduta comincia alle 14.30.
DL 25/2026: Interventi urgenti per fronteggiare l’emergenza provocata dagli eccezionali eventi meteorologici che, a partire dal giorno 18 gennaio 2026, hanno colpito il territorio della regione Calabria, della regione autonoma della Sardegna e della Regione Siciliana, nonché ulteriori misure urgenti per fronteggiare la frana di Niscemi e di protezione civile.
C. 2823 Governo.
(Parere alla VIII Commissione).
(Seguito dell’esame e conclusione – Parere favorevole).
La Commissione prosegue l’esame del provvedimento, rinviato nella seduta dell’11 marzo 2026.
Chiara TENERINI (FI-PPE), relatrice, formula una proposta di parere favorevole
Nessuno chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere favorevole della relatrice.
Disposizioni concernenti la programmazione dell’edilizia residenziale pubblica, le agevolazioni fiscali per interventi di recupero del patrimonio edilizio residenziale pubblico e sociale nonché il sostegno dell’accesso alla locazione di immobili abitativi e del pagamento dei canoni di locazione.
C. 1562 Santillo e abb.
(Parere alla VIII Commissione).
(Esame e conclusione – Nulla osta).
La Commissione inizia l’esame del provvedimento.
Tiziana NISINI (LEGA), relatrice, ricorda che la Commissione è chiamata a esprimere alla VIII (Ambiente) il parere di competenza sulla proposta di legge C. 1562 Santillo, recante disposizioni concernenti la programmazione dell’edilizia residenziale pubblica, le agevolazioni fiscali per interventi di recupero del patrimonio edilizio residenziale pubblico e sociale nonché il sostegno dell’accesso alla locazione di immobili abitativi e del pagamento dei canoni di locazione, a cui sono abbinate le proposte di legge C. 1169 Furfaro e C. 2181 Grimaldi.
Non ravvisandosi nel provvedimento in oggetto particolari profili di competenza della XI Commissione, propone di esprimere nulla osta.
Nessuno chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di nulla osta della relatrice.
DL 19/2026: Ulteriori disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e in materia di politiche di coesione.
C. 2807 Governo.
(Parere alla V Commissione).
(Seguito dell’esame e conclusione – Parere favorevole).
La Commissione prosegue l’esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 4 marzo 2026.
Andrea GIACCONE (LEGA) relatore, formula una proposta di parere favorevole.
Nessuno chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere favorevole del relatore.
La seduta termina alle 14.40.
UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI
Mercoledì 25 marzo 2026.
L’ufficio di presidenza si è riunito dalle 14.40 alle 14.45.
AVVERTENZA
Il seguente punto all’ordine del giorno non è stato trattato:
COMITATO RISTRETTO
Riduzione dei termini per la liquidazione del trattamento di fine servizio dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche e rivalutazione dei limiti di importo per l’erogazione rateale del medesimo trattamento.
C. 1254 Alfonso Colucci e C. 1264 Bagnasco.


























