INTERROGAZIONI
Giovedì 30 marzo 2017. — Presidenza della vicepresidente Renata POLVERINI. — Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali, Luigi Bobba.
La seduta comincia alle 15.45.
5-10509 Menorello: Rilascio del documento unico di regolarità contributiva (DURC) nei casi di definizione agevolata dei carichi affidati agli agenti della riscossione ai sensi dell’articolo 6 del decreto-legge n. 193 del 2016, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 225 del 2016.
Il sottosegretario Luigi BOBBA risponde all’interrogazione nei termini riportati in allegato.
Domenico MENORELLO (CI), ringraziando il sottosegretario, si dichiara soddisfatto solo con riferimento alla risposta al quesito riguardante la definizione, in caso di debiti di natura previdenziale, dell’ammontare degli interessi sulle sanzioni di natura civile da fare rientrare nel calcolo della somma da corrispondere in caso di adesione all’istituto della «rottamazione» delle cartelle esattoriali. Viceversa, rimane interlocutoria – e quindi insoddisfacente – la risposta del sottosegretario sulla necessità di intervenire al più presto per superare in via normativa l’ostacolo che attualmente dissuade le imprese dall’adesione alla «rottamazione», costituito dal mancato allineamento temporale tra la data fissata per il pagamento della prima rata ai fini del rilascio del documento unico di regolarità contributiva (DURC), corrispondente a luglio, e la data ultima per accedere alla rottamazione, fissata al prossimo 21 aprile. Il mancato intervento del Governo comporterà la forzata rinuncia sia delle imprese ad avvalersi della possibilità di una rateazione dei debiti più conveniente sia dello Stato a contare su incassi più rapidi.
5-09967 Grande: Limitazione dell’accesso ai benefici previdenziali di cui agli articoli 19 e 25 del decreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre 1973, n. 1092.
Il sottosegretario Luigi BOBBA risponde all’interrogazione nei termini riportati in allegato.
Silvia CHIMIENTI (M5S), in qualità di sottoscrittrice dell’atto di sindacato ispettivo, pur ringraziando il sottosegretario, si dichiara insoddisfatta della risposta fornita, che rinvia ad ulteriori approfondimenti tecnici da parte del Ministero della difesa.
5-10652 Crivellari: Organizzazione della sede territoriale dell’Ispettorato nazionale del lavoro nelle province di Ferrara e Rovigo.
Il sottosegretario Luigi BOBBA risponde all’interrogazione nei termini riportati in allegato.
Diego CRIVELLARI (PD), ringraziando il sottosegretario, si dichiara parzialmente soddisfatto della risposta fornita, dalla quale può desumersi che, nell’ambito del processo di unificazione delle sedi provinciali di Ferrara e di Rovigo dell’Ispettorato nazionale del lavoro, sarà mantenuta una distinzione funzionale tra le due sedi. Facendosi portavoce delle istanze emerse dal territorio, osserva che la fusione tra due sedi, espressione di realtà produttive estremamente diverse, comporterebbe disagi e disfunzioni, aggravate dalla considerazione che, in caso di necessità, la sede regionale di riferimento sarebbe, per il territorio del Polesine, addirittura Bologna, con tutte le conseguenze negative che possono derivare dal mancato collegamento con il territorio e la ridotta conoscenza delle sue problematiche.
Renata POLVERINI, presidente, dichiara concluso lo svolgimento delle interrogazioni all’ordine del giorno.
La seduta termina alle 16.05.
SEDE REFERENTE
Giovedì 30 marzo 2017. — Presidenza della vicepresidente Renata POLVERINI. – Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali, Luigi Bobba.
La seduta comincia alle 16.05.
DL 25/2017: Disposizioni urgenti per l’abrogazione delle disposizioni in materia di lavoro accessorio nonché per la modifica delle disposizioni sulla responsabilità solidale in materia di appalti.
C. 4373 Governo.
(Seguito dell’esame e rinvio).
La Commissione prosegue l’esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella seduta del 29 marzo 2017.
Renata POLVERINI, presidente, avverte che, nella seduta odierna, si concluderà l’esame preliminare del disegno di legge. Ricorda, a tale proposito, che il termine per la presentazione delle proposte emendative è fissato alle ore 17 di oggi e che, al termine della seduta odierna, si svolgerà una riunione dell’Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, nell’ambito del quale potremo decidere le modalità del prosieguo dell’esame del provvedimento.
Nessuno chiedendo di intervenire, avendo la relatrice e il rappresentante del Governo rinunciato a intervenire in sede di replica, rinvia il seguito dell’esame del disegno di legge ad altra seduta.
La seduta termina alle 16.10.
COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE
Giovedì 30 marzo 2017. — Presidenza della vicepresidente Renata POLVERINI.
La seduta comincia alle 16.10.
Sulla partecipazione alla quinta edizione della «Settimana europea», organizzata dal Parlamento europeo, nell’ambito del Semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche (Bruxelles 30 gennaio-1o febbraio 2017).
Renata POLVERINI, presidente, comunica che una delegazione della Camera dei deputati composta dai deputati Antonio Misiani, facente parte della V Commissione (Bilancio, tesoro e programmazione) e Chiara Gribaudo, componente della XI Commissione, ha preso parte alla quinta edizione della «Settimana europea», organizzata dal Parlamento europeo, nell’ambito del Semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche, svoltasi a Bruxelles il 30 gennaio e il 1o febbraio 2017.
In rappresentanza del Senato della Repubblica hanno partecipato ai lavori della «Settimana europea» i senatori Remigio Ceroni e Paolo Guerrieri Paleotti, componenti della 5a Commissione (Programmazione economica, bilancio) e le senatrici Nunzia Catalfo e Nicoletta Favero, rispettivamente vicepresidente e componente della 11a Commissione (Lavoro, previdenza sociale).
Fa presente che con riferimento a tale missione, è stata predisposta una relazione nella quale si dà conto dei temi discussi nell’ambito della «Settimana europea».
La Commissione prende atto.
Renata POLVERINI, presidente, dichiara concluse le comunicazioni sulla quinta edizione della «Settimana europea», organizzata dal Parlamento europeo, nell’ambito del Semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche.
Sulla partecipazione all’incontro interparlamentare «Il rafforzamento delle donne in campo economico: agiamo insieme», organizzato dalla Commissione per i diritti della donna e la parità di genere (FEMM) del Parlamento europeo (Bruxelles 8-9 marzo 2017).
Renata POLVERINI, presidente, comunica che una delegazione della Camera dei deputati, composta dalle deputate Elena Centemero, facente parte della I Commissione (Affari costituzionali, della presidenza del Consiglio e interni), e Antonella Incerti, componente della XI Commissione, ha preso parte all’incontro interparlamentare dal titolo «Il rafforzamento delle donne in campo economico: agiamo insieme», organizzato dalla Commissione per i diritti della donna e la parità di genere (FEMM) del Parlamento europeo, svoltosi a Bruxelles l’8 e il 9 marzo 2017.
Fa presente che, con riferimento a tale missione, è sta predisposta una relazione nella quale si dà conto dei temi discussi nell’ambito dell’incontro interparlamentare.
La Commissione prende atto.
Renata POLVERINI, presidente, dichiara concluse le comunicazioni sull’incontro interparlamentare dal titolo «Il rafforzamento delle donne in campo economico: agiamo insieme», organizzato dalla Commissione per i diritti della donna e la parità di genere (FEMM) del Parlamento europeo.
La seduta termina alle 16.15.
UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI
Giovedì 30 marzo 2017.
L’ufficio di presidenza si è riunito dalle 16.15 alle 16.20.
UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI
Giovedì 30 marzo 2017.
L’ufficio di presidenza si è riunito dalle 15.40 alle 15.45.
RISOLUZIONI
Mercoledì 29 marzo 2017. — Presidenza del presidente della X Commissione, Guglielmo EPIFANI. – Interviene il sottosegretario di Stato per lo sviluppo economico, Antonio Gentile.
La seduta comincia alle 15.30.
7-01024 Ciprini: Iniziative volte a favorire l’acquisizione del capitale sociale delle imprese da parte dei loro dipendenti.
7-01106 Incerti: Iniziative volte a favorire l’acquisizione del capitale sociale delle imprese da parte dei loro dipendenti.
(Seguito della discussione congiunta e conclusione – Approvazione, in un testo unificato, delle risoluzioni n. 7-01024 e n. 7-01106).
Le Commissioni proseguono la discussione della risoluzione, rinviata nella seduta del 4 ottobre 2016.
Guglielmo EPIFANI, presidente, avverte che le presentatrici delle risoluzioni hanno presentato un testo unificato che è in distribuzione.
Antonella INCERTI (PD), facendo riferimento alla proposta di testo unificato delle risoluzioni, chiede di conoscere l’avviso del Governo, con particolare riferimento agli impegni richiesti.
Tiziana CIPRINI (M5S) illustra nel dettaglio gli impegni richiesti al Governo nella proposta di testo unificato delle risoluzioni.
Il sottosegretario Antonio GENTILE osserva preliminarmente che il testo unificato delle risoluzioni, si vuole dare evidenza al fenomeno workers buy out (WBO), intendendo con questo termine l’acquisizione della proprietà e del controllo dell’azienda da parte dei lavoratori di una cooperativa. Sottolinea che ad oggi è una delle modalità innovative che può essere intrapresa dai lavoratori nel tentativo di «recuperare» le aziende costrette a chiudere, mantenendo, in tal modo il loro posto di lavoro e non disperdendo le competenze acquisite durante gli anni di attività lavorativa.
La cooperazione tra lavoratori registra un rinnovato interesse a seguito della grave crisi che ha colpito l’economia e l’industria con la conseguenza del verificarsi di numerose chiusure aziendali e di tassi elevati e crescenti di disoccupazione soprattutto giovanile. Questa possibilità di rilancio è stata sfruttata sempre più spesso durante questi anni di crisi evidenziando un buon tasso di sopravvivenza delle fabbriche recuperate. Accoglie pertanto tutti gli impegni recati dal testo unificato delle risoluzioni.
Ritiene totalmente condivisibile quanto rappresentato al punto 1), finalizzato a promuovere la redazione di un «testo che preveda un quadro normativo unitario» a sostegno del WBO» e che peraltro preveda «la semplificazione degli strumenti a sostegno delle cooperative di lavoratori che rilevano aziende fallite o in crisi».
Sottolinea che con l’impegno previsto al punto 2) si vuole costituire un «tavolo tecnico» che veda la partecipazione di tutte le Amministrazioni coinvolte. In tale sede potranno essere prospettate azioni di sostegno e di accompagnamento nella definizione del c.d. «business plan» (o piano d’impresa) per questa forma di passaggio aziendale, anche in nuovi settori produttivi.
Accoglie l’impegno al punto 3), con la volontà di «favorire» iniziative normative volte a prevedere misure agevolative sull’occupazione attraverso agevolazioni fiscali ed altro.
Sottolinea che è stato già avviato quanto richiesto ai punti 4) e 5) in merito al rafforzamento degli attuali strumenti di sostegno alle operazioni di WBO, incrementando il decreto del Ministro dello sviluppo economico del 4 dicembre 2014, istitutivo di aiuti finalizzati a promuovere la nascita e lo sviluppo di società cooperative. La dotazione iniziale del Fondo, infatti, previsto dal citato DM ammontava ad euro 9.594.016,57, è stato incrementata, nel corso dell’anno 2016 da versamenti, per un totale di euro 1.217.788,00, portando, quindi, la dotazione complessiva del Fondo a euro 10.811.804,57. La legge 11 dicembre 2016, n. 232 (legge di bilancio 2017), proprio nella prospettiva di un rafforzamento degli strumenti finanziari e delle relative iniziative, all’articolo 1, comma 75, ha assegnato 5 milioni di euro per l’anno 2017 e 5 milioni per l’anno 2018.
Accoglie l’impegno al punto 6).
Relativamente al punto 7), concernente l’utilizzo di risorse europee, vorrei evidenziare che il programma Operativo nazionale-PON Impresa e Competitività 2014-2020 prevede la possibilità di ulteriori stanziamenti, per il sostegno alla nascita di nuove cooperative in aree di crisi localizzate nel Mezzogiorno.
Accoglie infine l’impegno al punto 8), in considerazione che un valido strumento per sostenere le operazioni di WBO – basate quasi sempre sul ricorso alla leva finanziaria da parte di lavoratori per l’acquisto dell’azienda – è rappresentato dal Fondo di garanzia delle PMI. Il Fondo, infatti, attraverso il rilascio di una garanzia pubblica fino all’80 per cento del finanziamento, riduce fortemente il rischio di credito della banca, agevolando, dunque, la concessione di nuova finanza anche per operazioni di rilevamento di aziende da parte dei lavoratori. Le cooperative rientrano a pieno titolo tra i soggetti che possono beneficiare della garanzia pubblica. Aggiunge che recentemente il Fondo di garanzia ha esteso la sua attività anche a sostegno del microcredito, a seguito della definizione, da parte del Ministero dell’economia del quadro normativo per l’esercizio in Italia della predetta attività.
Antonella INCERTI (PD) esprime la sua soddisfazione per l’accoglimento da parte del Governo degli impegni posti dalla proposta di testo unificato delle risoluzioni, soprattutto con riferimento al previsto incremento delle risorse finanziarie, all’attuazione di un quadro normativo coerente e omogeneo e, in modo particolare, alle previste iniziative, anche di carattere normativo, che assicurino l’applicazione del regime di esenzione fiscale per gli importi delle indennità di mobilità o le somme erogate a titolo di NASpI reinvestite in operazioni di workers buy out (WBO).
Tiziana CIPRINI (M5S), ringraziando il sottosegretario, sottolinea l’importanza di un sostegno alle nuove realtà economiche emergenti, espressione di un’economia «dal basso» capace di produrre nuovi modelli di lavoro. Osserva che, tra gli impatti positivi di tali nuove modalità lavorative, vi è anche la capacità di salvaguardare i livelli occupazionali, dal momento che risulta coinvolto, in una a sorta di reazione a catena, l’intero tessuto produttivo del territorio.
Le Commissioni approvano quindi all’unanimità il testo unificato delle risoluzioni che assume il numero 8-00229.
La seduta termina alle 15.45.
SEDE REFERENTE
Mercoledì 29 marzo 2017. — Presidenza del presidente Cesare DAMIANO. — Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali, Luigi Bobba.
La seduta comincia alle 14.05.
DL 25/2017: Disposizioni urgenti per l’abrogazione delle disposizioni in materia di lavoro accessorio nonché per la modifica delle disposizioni sulla responsabilità solidale in materia di appalti.
C. 4373 Governo.
(Seguito dell’esame e rinvio).
La Commissione prosegue l’esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 28 marzo 2017.
Cesare DAMIANO, presidente, avverte che, nella seduta odierna, potranno avere luogo eventuali ulteriori interventi nell’ambito dell’esame preliminare del disegno di legge.
Walter RIZZETTO (FdI-AN), riallacciandosi al dibattito svoltosi nella seduta di ieri, chiede al sottosegretario se sia nelle condizioni di rispondere alle richieste formulate in quella sede, con particolare riferimento alla disciplina dei voucher per il baby sitting e alla normativa transitoria per l’utilizzo dei buoni lavoro, anche in relazione alla formulazione dell’articolo 1 del decreto.
Il sottosegretario Luigi BOBBA ribadisce che, sulla base del decreto-legge, l’utilizzo dei voucher già richiesti alla data di entrata in vigore del decreto-legge medesimo è regolato dalle disposizioni oggetto di abrogazione, comprese quelle riguardanti la comunicazione preventiva circa l’utilizzo dei buoni e l’applicazione delle sanzioni.
Cesare DAMIANO, presidente, rifacendosi a quanto già detto nella seduta di ieri, chiarisce che la sua richiesta di verifica degli eventuali spazi per le modifiche dei parlamentari riguarda, in particolare, la possibilità di riaprire, sia pure per un periodo limitato, i termini per l’acquisto dei voucher già emessi, in attesa di una nuova regolamentazione della materia. Quanto, invece, alla questione relativa alla remunerazione dei servizi di baby sitting, è necessario che il Governo approfondisca i termini del problema in vista di una sua soluzione.
Walter RIZZETTO (FdI-AN), pur prendendo atto della risposta del sottosegretario, ribadisce la sua richiesta relativa alla possibilità di modificare il decreto-legge, con particolare riferimento alla disciplina relativa all’utilizzo dei buoni lavoro.
Antonio PLACIDO (SI-SEL-POS) chiede al sottosegretario di chiarire quale sia la disciplina applicabile ai buoni lavoro acquistati prima dell’introduzione, con il decreto legislativo n. 185 del 2016, delle disposizioni relative alla tracciabilità dei medesimi buoni.
Cesare DAMIANO, presidente, nell’osservare che la domanda del collega Placido non si riferisce direttamente alla disciplina transitoria contenuta nel decreto-legge, ritiene ragionevole che, dopo l’entrata in vigore del decreto legislativo n. 185 del 2016, si applichino in ogni caso le disposizioni in materia di tracciabilità in esso contenute, indipendentemente dalla data di acquisto dei buoni lavoro.
Il sottosegretario Luigi BOBBA assicura che approfondirà la questione posta dal deputato Placido.
Cesare DAMIANO, presidente, dopo avere ricordato che il termine per la presentazione delle proposte emendative al decreto-legge è fissato alle ore 17 di domani, 30 marzo, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell’esame disegno di legge ad altra seduta.
La seduta termina alle 14.20.
RISOLUZIONI
Mercoledì 29 marzo 2017. — Presidenza del presidente Cesare DAMIANO. — Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali, Luigi Bobba.
La seduta comincia alle 14.20.
7-00847 Rizzetto: Istituzione di una retribuzione minima oraria su base nazionale.
7-00886 Cominardi: Iniziative per l’introduzione di un salario minimo garantito e di un ammortizzatore sociale universale e per l’adeguamento all’inflazione delle retribuzioni e dei trattamenti pensionistici.
(Seguito della discussione congiunta e rinvio).
La Commissione prosegue la discussione congiunta delle risoluzioni rinviata nella seduta del 30 giugno 2016.
Cesare DAMIANO, presidente, ricordando che, nella seduta del 30 giugno 2016, ha avuto luogo l’illustrazione delle risoluzioni in titolo, avverte che nella seduta odierna potranno essere svolti interventi nell’ambito della discussione congiunta, mentre il parere del Governo sarà acquisito in una successiva seduta. Dà quindi la parola ai colleghi che intendono intervenire.
Walter RIZZETTO (FdI-AN), osserva che la sua risoluzione trova fondamento nell’articolo 36 della Costituzione, che riconosce il diritto del lavoratore a una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa.
Ricorda che si tratta di un principio fatto proprio anche dalla legge n. 183 del 2014, il cosiddetto Jobs Act, che, all’articolo 1, comma 7, lettera g), prevedeva, tra i principi e criteri direttivi della delega per il riordino delle discipline delle tipologie contrattuali e dei rapporti di lavoro, l’introduzione, eventualmente anche in via sperimentale, del compenso orario minimo, applicabile ai rapporti aventi ad oggetto una prestazione di lavoro subordinato, nonché, fino al loro superamento, ai rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, nei settori non regolati da contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.
Com’è noto, tale criterio direttivo della delega non è stato attuato e tale mancanza fa dell’Italia uno dei pochi Paesi dell’Unione europea privo di un istituto del genere. Ricorda, ad esempio, che la Germania, il cui tasso di disoccupazione è assai basso, ha fissato in 8,5 euro il salario minimo orario, mentre la Francia, che ha previsto un salario minimo professionale e interprofessionale, ha fissato in 9,61 euro il compenso orario. Anche la Gran Bretagna, pur non facendo parte della zona euro, ha previsto un salario minimo nazionale della misura di 6,70 sterline l’ora. Osserva che, per quanto riguarda l’Italia, un primo passo in tale direzione potrebbe essere la previsione di un salario minimo garantito solo per i lavoratori non tutelati da un contratto collettivo nazionale di lavoro o non iscritti a uno dei sindacati più rappresentativi sul piano nazionale. Si tratta di circa il 20 per cento del totale dei lavoratori dipendenti, che, attualmente, possono percepire un salario anche di 2-2,5 euro all’ora. Non è d’accordo con coloro che temono una perdita del potere di influenza dei sindacati, in quanto questi potrebbero essere i naturali interlocutori del Governo nel procedimento di fissazione del livello del salario minimo orario, come è successo, appunto, in Germania, riconquistando, nel medio-lungo periodo, la quota di lavoratori attualmente non sindacalizzata. Non è d’accordo nemmeno con quanti paventano un aumento della disoccupazione in caso di introduzione di un istituto del genere, in quanto esso è volto semplicemente a garantire il rispetto delle regole per tutti i lavoratori che esercitano le stesse mansioni.
Consapevole della funzione di indirizzo politico dello strumento della risoluzione, auspica, pertanto, che i testi in discussione possano avere l’appoggio di tutti i gruppi della Commissione e propone l’effettuazione di un breve ciclo di audizioni allo scopo di approfondire l’argomento e di trovare ulteriori spunti di riflessione.
Marialuisa GNECCHI (PD), osservando che l’Italia rimane uno dei pochi Paesi dell’Unione europea a non prevedere un salario orario minimo stabilito per legge e ricordando la Commissione ha più volte affrontato tale argomento, si dichiara d’accordo con il collega Rizzetto sulla necessità di approfondire la discussione. Pertanto, anche allo scopo di stimolare la Commissione a individuare una posizione comune, preannuncia la presentazione da parte del suo gruppo di una risoluzione la cui discussione potrà essere congiunta a quelle dei colleghi Rizzetto e Cominardi.
Cesare DAMIANO, presidente, riconoscendo l’importanza dell’argomento, ricorda che il Jobs Act prevedeva l’introduzione di un compenso orario minimo per determinate categorie di lavoratori considerati meno tutelati, nei settori non regolati da contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale. Si tratta di settori in cui, grazie all’appoggio di alcune organizzazioni sindacali, si applicano contratti che operano un vero e proprio dumping sociale, come, ad esempio, nel settore dei call center, in cui il salario minimo orario è fissato a circa 2 euro. Pertanto, a suo giudizio, si potrebbe pensare di introdurre un tale istituto con riferimento a lavoratori non contrattualizzati o contrattualizzati attraverso accordi firmati da organizzazioni sindacali non rappresentative sul piano nazionale. Ciò porterebbe a legare strettamente il tema del salario minimo garantito a quello, ugualmente importante, della certificazione della rappresentatività delle organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro.
Si tratterebbe, pertanto, di approfondire congiuntamente tali temi, con la finalità ultima di mettere fuori gioco chi fa concorrenza sleale ai danni delle imprese sane.
Walter RIZZETTO (FdI-AN) chiede di conoscere la disponibilità dei gruppi a effettuare un breve ciclo di audizioni per approfondire l’argomento.
Marialuisa GNECCHI (PD) si dichiara d’accordo sull’opportunità di effettuare un ciclo di audizioni, auspicando che vi sia una adeguata partecipazione da parte dei diversi gruppi.
Cesare DAMIANO, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito della discussione congiunta delle risoluzioni ad altra seduta.
La seduta termina alle 14.40.
SEDE CONSULTIVA
Martedì 28 marzo 2017. — Presidenza del presidente Cesare DAMIANO.
La seduta comincia alle 14.40.
Disposizioni per lo sviluppo e la competitività della produzione agricola e agroalimentare con metodo biologico.
Nuovo testo unificato C. 302 e C. 3674.
(Parere alla XIII Commissione).
(Seguito dell’esame e conclusione – Parere favorevole con osservazione).
La Commissione prosegue l’esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 28 marzo 2017.
Cesare DAMIANO, presidente, ricorda che nella seduta di ieri il relatore ha svolto il suo intervento introduttivo e che, secondo quanto convenuto nella riunione dell’Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, svoltasi il 23 marzo scorso, l’espressione del parere di competenza alla XIII Commissione avrà luogo nella seduta odierna. Dà, quindi, la parola al relatore, on. Lavagno, per l’illustrazione della sua proposta di parere.
Fabio LAVAGNO (PD), illustra la sua proposta di parere favorevole, soffermandosi, in particolare, sull’osservazione in essa contenuta.
Cesare DAMIANO, presidente, nessuno chiedendo di intervenire, pone in votazione la proposta di parere formulata dal relatore.
La Commissione approva la proposta di parere del relatore.
La seduta termina alle 14.45.
SEDE CONSULTIVA
Martedì 28 marzo 2017. — Presidenza del presidente Cesare DAMIANO. — Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali, Luigi Bobba.
La seduta comincia alle 13.30.
Misure per contrastare il finanziamento delle imprese produttrici di mine anti-persona, munizioni e sub-munizioni a grappolo.
C. 4096, approvata dalla 6a Commissione permanente del Senato.
(Parere alla VI Commissione).
(Esame e conclusione – Parere favorevole).
La Commissione inizia l’esame del provvedimento.
Cesare DAMIANO, presidente, avverte che si avvia oggi l’esame in sede consultiva della proposta di legge Atto Camera n. 4096, approvata in sede deliberante dalla 6a Commissione Finanze e tesoro del Senato, recante misure per contrastare il finanziamento delle imprese produttrici di mine anti-persona, di munizioni e sub-munizioni a grappolo.
Dà quindi la parola al relatore, onorevole Giorgio Piccolo, per la sua relazione introduttiva e per la formulazione della sua proposta di parere.
Giorgio PICCOLO (MDP), relatore, segnala, preliminarmente, che la proposta di legge riprende sostanzialmente il contenuto della proposta di legge Atto Camera n. 5407, approvata in sede legislativa dalla Commissione finanze della Camera dei Deputati nel corso della XVI legislatura, e che essa si inquadra nell’ambito di convenzioni in internazionali volte a contrastare a livello multilaterale la produzione e l’uso delle mine e delle munizioni a grappolo, tra le quali ricorda la Convenzione di Ottawa, ratificata dall’Italia con la legge del n. 106 del 1999, e la Convenzione di Oslo, ratificata dall’Italia con la legge n. 95 del 2011. La proposta di legge in esame, con riferimento all’ordinamento nazionale, si inserisce, altresì, nella cornice rappresentata dalla legge n. 374 del 1997, recante norme per la messa al bando delle mine anti-persona.
Passando al contenuto della proposta di legge, rileva che essa consta di sette articoli e che la finalità dell’intervento legislativo, indicata all’articolo 1, comma 1, consiste, in particolare, nel divieto totale di finanziamento di società che, con qualsiasi forma giuridica e qualunque sia la loro sede, direttamente o attraverso società controllate, svolgono attività di costruzione, produzione, sviluppo, assemblaggio, riparazione, conservazione, impiego, utilizzo, immagazzinaggio, stoccaggio, detenzione, promozione, vendita, distribuzione, importazione, esportazione, trasferimento o trasporto delle mine anti-persona, delle munizioni e sub-munizioni cluster, di qualunque natura o composizione, o di parti di esse. La norma, inoltre, vieta anche lo svolgimento di ricerca tecnologica, la fabbricazione, la vendita e cessione, a qualsiasi titolo, l’esportazione, l’importazione e detenzione di munizioni e sub-munizioni cluster, di qualunque natura o composizione, o di parti di esse. Sulla base del comma 2, a tali società è preclusa la partecipazione a ogni bando o programma di finanziamento pubblico.
Per quanto attiene alle competenze della XI Commissione, segnala, in particolare, che il comma 3, dopo avere disposto l’applicabilità del comma 1 a tutti gli intermediari abilitati, prevede esplicitamente il divieto alle fondazioni e ai fondi pensione di investire il proprio patrimonio nelle attività indicate al comma 1.
L’articolo 2 reca le definizioni ricorrenti nella proposta di legge. A tale proposito, segnala che la lettera a) del comma 1 riconduce alla definizione di «intermediari abilitati» anche i fondi pensione, mentre la lettera f) del medesimo comma comprende tra gli «organismi di vigilanza» anche la Commissione di vigilanza sui fondi pensione (COVIP).
L’articolo 3 prevede l’emanazione da parte degli organismi di vigilanza di apposite istruzioni per l’esercizio di controlli rafforzati sull’operato degli intermediari abilitati nonché la redazione di un elenco delle società da escludere dai finanziamenti, mentre, sulla base del successivo articolo 4, gli intermediari finanziari medesimi provvedono ad escludere dai prodotti offerti ogni componente che costituisca supporto finanziario alle società incluse nell’elenco.
L’articolo 5 introduce disposizioni in ordine ai controlli e alle verifiche sugli intermediari finanziari da parte della Banca d’Italia e degli organismi di vigilanza, mentre l’articolo 6 disciplina in materia di sanzioni in caso di inosservanza del divieto di finanziamento. L’articolo 7, infine, dispone sull’entrata in vigore della legge in esame.
Conclusivamente, preso atto delle condivisibili finalità del provvedimento e dell’esigenza di assicurare quanto prima la sua entrata in vigore, propone di esprimere, già nella seduta odierna, un parere favorevole sul testo della proposta di legge approvato dal Senato.
Cesare DAMIANO, presidente, considerato l’andamento particolarmente rapido dell’esame del provvedimento e la sostanziale condivisione dei contenuti da parte dei diversi gruppi politici, propone che la Commissione esprima il parere nella seduta odierna, anziché in quella convocata per la giornata di domani.
Non essendovi obiezioni, pone in votazione la proposta di parere favorevole formulata dal relatore.
La Commissione approva la proposta favorevole del relatore (vedi allegato).
Disposizioni per lo sviluppo e la competitività della produzione agricola e agroalimentare con metodo biologico.
Nuovo testo unificato C. 302 e C. 3674.
(Parere alla XIII Commissione).
(Esame e rinvio).
La Commissione inizia l’esame del provvedimento.
Cesare DAMIANO, presidente, avverte che, secondo quanto convenuto nella riunione dell’Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, svoltasi il 23 marzo scorso, l’espressione del parere di competenza alla XIII Commissione avrà luogo nella seduta di domani, 29 marzo 2017.
Dà quindi la parola al relatore per la sua relazione introduttiva.
Fabio LAVAGNO (PD), relatore, segnala, preliminarmente, che il testo unificato, come risultante dagli emendamenti approvati in sede referente, investe solo marginalmente le competenze della XI Commissione e consta di sedici articoli suddivisi in sei Titoli.
Nell’ambito del Titolo I, riguardante le norme generali, l’articolo 1 delimita l’oggetto e le finalità del provvedimento indicando la produzione biologica quale attività di interesse nazionale con funzione sociale. Il Titolo II disciplina le autorità nazionali e locali competenti nel settore e, in tale contesto, gli articoli 2 e 3 individuano, rispettivamente, nel Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e nelle regioni e province autonome di Trento e di Bolzano le autorità alle quali, a livello nazionale e territoriale, è demandata l’attuazione della normativa in materia di agricoltura biologica.
Segnala che il Titolo III reca disposizioni concernenti gli organismi di settore e gli strumenti di pianificazione. In particolare, l’articolo 4 prevede l’istituzione, presso il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, del Tavolo tecnico per l’agricoltura biologica, cui sono trasferite le risorse umane, finanziarie e strumentali già assegnate al Comitato consultivo per l’agricoltura biologica e al tavolo tecnico permanente compartecipato in materia di agricoltura biologica ecocompatibile, contestualmente soppressi. Il Tavolo tecnico ha una composizione che assicura la partecipazione delle istituzioni, delle parti sociali interessate dalle attività connesse all’agricoltura biologica e di rappresentanti della ricerca scientifica applicata. Ai componenti del Tavolo tecnico, che formula pareri sui provvedimenti in materia di produzione biologica e svolge funzioni di indirizzo e di proposta nel settore, non spetta alcun compenso. Rileva che l’articolo 5 prevede l’adozione, con cadenza triennale, da parte del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, del Piano d’azione nazionale per l’agricoltura biologica e i prodotti biologici, aggiornato annualmente, che prevede interventi nel settore da finanziare con le risorse del fondo di cui all’articolo 6. Il medesimo Ministero è tenuto, inoltre, a inviare annualmente alle competenti Commissioni parlamentari una relazione illustrativa relativa allo stato di attuazione del Piano. e all’utilizzo delle risorse di cui all’articolo 6.
Passa al Titolo IV, che reca le disposizioni attinenti agli strumenti di finanziamento. In particolare, l’articolo 6 dispone l’istituzione del Fondo per lo sviluppo dell’agricoltura biologica, finalizzato al finanziamento di programmi e iniziative in coerenza con i programmi e gli orientamenti dell’Unione europea e con il Piano d’azione nazionale di cui al precedente articolo 5. Il Fondo è alimentato con le entrate derivanti dal contributo annuale per la sicurezza alimentare, istituito dall’articolo 59, comma 1, della legge n. 488 del 1999. Sulla base del successivo articolo 6-bis, lo Stato sostiene la stipula dei contratti di rete tra gli operatori della filiera biologica, al fine di favorire l’aggregazione imprenditoriale e l’integrazione tra le diverse fasi della filiera dei prodotti biologici.
Fa presente che l’articolo 7 prevede, inoltre, il sostegno dello Stato alla ricerca tecnologica e applicata nel settore della produzione agricola con metodo biologico. Il sostegno si realizza attraverso le seguenti misure: la promozione di specifici percorsi formativi in ambito universitario; la destinazione alle attività di ricerca del CNR nell’ambito della produzione agricola, agroalimentare e dell’acquacoltura effettuata con metodo biologico di una quota annua delle risorse del Fondo ordinario per gli enti e le istituzioni di ricerca finanziati dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca; interventi per la ricerca nell’ambito del piano triennale di attività del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria; la destinazione di almeno il trenta per cento delle risorse del Fondo per lo sviluppo dell’agricoltura biologica, istituito dal precedente articolo 6, al finanziamento di programmi di ricerca e innovazione in cui siano coinvolti tutti gli attori della filiera produttiva.
Rileva che l’articolo 8 prevede la promozione, da parte dello Stato, delle regioni e delle province autonome, della formazione teorico-pratica di tecnici e operatori relativa alla produzione agricola con metodi biologici e dei soggetti pubblici incaricati di svolgere controlli ispettivi. A tal fine, il Ministro per le politiche agricole alimentari e forestali, previa intesa nell’ambito della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato e le regioni, definisce con proprio decreto i principi in base ai quali le regioni e le province autonome organizzano la formazione professionale. Al riguardo, potrebbe valutarsi l’opportunità di prevedere un coinvolgimento anche del Ministero del lavoro nell’adozione del decreto di cui all’articolo 8.
Segnalato che il Titolo V reca disposizioni in materia di organizzazione della produzione e del mercato, rileva che l’articolo 9 prevede l’istituzione di distretti biologici, costituiti dai sistemi produttivi locali, anche a carattere interprovinciale o interregionale, a spiccata vocazione agricola, caratterizzati dall’integrazione tra le attività agricole e le altre attività economiche presenti nell’area, nonché dalla presenza di aree paesaggisticamente rilevanti. Sulla base dell’articolo 10, il Ministero per le politiche agricole alimentari e forestali istituisce il Tavolo di filiera dei prodotti biologici, allo scopo di promuovere l’organizzazione del mercato dei prodotti biologici e la stipula delle intese di filiera, previste dall’articolo 9 del decreto legislativo n. 102 del 2005. L’articolo 11 rinvia a un successivo decreto del Ministro la definizione dei criteri e dei requisiti in base ai quali le regioni e le province autonome riconoscono le organizzazioni dei produttori biologici e le loro associazioni. Per l’analogo riconoscimento a livello nazionale è competente il Ministero medesimo.
Osserva che l’articolo 12 prevede che il Ministero per le politiche agricole alimentari e forestali, al fine di favorire il riordino delle relazioni contrattuali nel settore dei prodotti biologici, riconosce le organizzazioni interprofessionali della filiera dei prodotti biologici. Esse devono essere costituite da rappresentanti delle attività economiche connesse alla produzione e ad almeno una delle fasi della trasformazione e del commercio, compresa la distribuzione, dei prodotti; sono costituite per iniziativa di tutte o di alcune delle organizzazioni maggiormente rappresentative a livello nazionale nei settori della produzione, della trasformazione, del commercio e della distribuzione dei prodotti biologici; perseguono una finalità specifica, tenendo conto degli interessi dei loro aderenti e dei consumatori, in coerenza con le finalità del provvedimento in esame. La norma prevede, inoltre, che le organizzazioni interprofessionali possono associare, con funzione consultiva, le organizzazioni rappresentative dei consumatori e dei lavoratori del settore agricolo e agroalimentare. L’articolo 13 interviene in materia di sementi biologiche, integrando l’articolo 19-bis della legge n. 1096 del 1971.
Nell’ambito del Titolo VI, che reca le disposizioni finali, l’articolo 14 dispone le abrogazioni delle norme non compatibili con quanto disposto dal provvedimento, mentre l’articolo 15 reca la clausola di salvaguardia delle competenze delle Regioni a Statuto speciale e delle province autonome, stabilendo che le disposizioni del provvedimento si applichino in tali ambiti territoriali compatibilmente con i rispettivi statuti e le relative norme di attuazione.
Conclusivamente, preannuncia di voler proporre nella seduta convocata per domani di esprimere un parere favorevole sul provvedimento, riservandosi di valutare eventuali osservazioni che dovessero emergere nel corso del dibattito.
Cesare DAMIANO, presidente, nessuno chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell’esame del provvedimento alla seduta convocata per la giornata di domani.
La seduta termina alle 13.50.
SEDE REFERENTE
Martedì 28 marzo 2017. — Presidenza del presidente Cesare DAMIANO. — Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali, Luigi Bobba.
La seduta comincia alle 13.50.
DL 25/2017: Disposizioni urgenti per l’abrogazione delle disposizioni in materia di lavoro accessorio nonché per la modifica delle disposizioni sulla responsabilità solidale in materia di appalti.
C. 4373 Governo.
(Seguito dell’esame e rinvio).
La Commissione prosegue l’esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 23 marzo 2017.
Cesare DAMIANO, presidente, ricorda che, nella seduta del 23 marzo scorso, la relatrice ha svolto il suo intervento introduttivo. Fa presente, pertanto, che, nella seduta odierna, proseguirà l’esame preliminare del disegno di legge con gli eventuali interventi dei colleghi deputati.
Roberto SIMONETTI (LNA) osserva che l’articolo 1 del decreto-legge interferisce con l’attività della XI Commissione, la quale, sul medesimo oggetto, aveva adottato un testo base con riferimento al quale erano state già presentate numerose proposte emendative. Rileva, infatti, che il contenuto del provvedimento adottato dal Governo non recepisce gli orientamenti maturati in Commissione che, originariamente, era intenzionata al mantenimento dell’istituto del lavoro accessorio e aveva successivamente approvato un emendamento soppressivo dell’istituto medesimo, che prevedeva tuttavia una disciplina della fase transitoria, la quale chiariva che ai buoni già richiesti si applicasse la normativa contenuta nelle disposizioni oggetto di abrogazione.
L’articolo 1 del decreto-legge, invece, prevede l’utilizzabilità dei buoni già emessi alla data dell’entrata in vigore del decreto-legge senza tuttavia chiarire quale disciplina si applichi a tali buoni. Come ricordato anche dalla relatrice, sul punto è intervenuto un comunicato stampa del Ministero del lavoro e delle politiche sociali il quale ha precisato che l’utilizzo dei buoni per prestazioni di lavoro accessorio, nel periodo transitorio dovrà essere effettuato nel rispetto delle disposizioni in materia di lavoro accessorio previste nelle norme oggetto di abrogazione da parte del decreto. Nel rilevare che un comunicato stampa non costituisce una fonte del diritto e non ha evidentemente alcun valore giuridico, sottolinea come si sia creata una situazione di assoluta incertezza, foriera di determinare contenziosi tra le amministrazioni interessate e i committenti di prestazioni di lavoro accessorio.
Entrando, quindi, nel merito del provvedimento, rileva che la relazione tecnica a esso allegata appare accreditare la possibilità che la soppressione dell’istituto del lavoro accessorio sia priva di effetti sull’occupazione, potendo i datori di lavoro ricorrere ad altre tipologie di contratti di carattere stabile. Tuttavia, il gran numero di voucher venduti fino ad oggi e gli orientamenti che stanno emergendo dalle imprese sembrerebbero smentire tale previsione e, anzi, dare adito alla preoccupazione di un massiccio ricorso al lavoro nero o irregolare o, addirittura, di una perdita secca di opportunità di lavoro.
Contesta anche la sussistenza delle straordinarie ragioni di necessità e urgenza, richieste dall’articolo 77 della Costituzione per l’adozione di un decreto-legge. Come già detto, il lavoro della XI Commissione era quasi concluso e, dopo l’approvazione dell’Assemblea, la proposta di legge sarebbe stata trasmessa al Senato.
Spera comunque che vi sia la possibilità di apportare modifiche al testo, anche se la vicenda, a suo giudizio, dimostra ancora una volta che il ruolo del Parlamento è stato completamente svuotato, essendosi la sua competenza ridotta alla conferma di decisioni già prese dal Governo.
Passando all’articolo 2, che interviene sulla normativa relativa alla responsabilità solidale delle imprese in materia di appalti, osserva che, a suo giudizio, la disciplina proposta costituisce un passo indietro e lascia spazi di ambiguità con riferimento al diritto di difesa di tutte le parti in causa, con la probabile insorgenza di futuri contenziosi. Anche in questo caso, a suo avviso, non si rinvengono i necessari requisiti di necessità e urgenza che giustifichino l’adozione del decreto-legge, a meno che il Governo non abbia considerato necessario e urgente evitare il referendum proposto dalla CGIL, privando i cittadini della possibilità di esprimersi nel merito.
Infine, giudica necessario un chiarimento del Governo sulle modalità di corresponsione del voucher per i servizi di baby sitting, che, come è noto, sono remunerati attraverso la corresponsione dei buoni orari per prestazioni di lavoro accessorio. Preannuncia, pertanto, la presentazione di proposte emendative, volte a migliorare il testo con particolare riferimento alle esigenze delle famiglie e si augura che, attraverso tale processo di modifica, il procedimento sia riportato nell’ambito del potere legislativo proprio del Parlamento.
Marialuisa GNECCHI (PD) chiede al Governo di approfondire la problematica legata alla corresponsione del cosiddetto voucher per l’acquisto di servizi di baby sitting, in alternativa alla fruizione del congedo parentale. Nel ricordare che si tratta di un istituto disciplinato in via sperimentale dalla legge n. 92 del 2012 e successivamente prorogato nel tempo, nel quale il voucher è semplicemente la modalità prescelta per il pagamento del servizio, osserva che sarebbe sbagliato non individuare una soluzione per consentire alle lavoratrici madri di fruire del diritto loro riconosciuto. La materia è stata, del resto, regolamentata da uno specifico decreto ministeriale e, pertanto, a suo giudizio, la scelta di un modo diverso di remunerazione del servizio potrebbe avvenire secondo la stessa procedura, senza alcuna necessità di intervenire con legge. A fronte di tale quadro, esprime il proprio rammarico per il fatto che l’INPS, per una volta sollecito, abbia ingenerato preoccupazione nelle famiglie con un proprio comunicato relativo all’impossibilità di richiedere ulteriormente i buoni, senza verificare preventivamente la possibilità di individuare diverse modalità di corresponsione del voucher.
Cesare DAMIANO, presidente, riconosce che il superamento dei buoni lavoro pone un problema per l’operatività dell’istituto dei voucher per le prestazioni di baby sitting in caso di rinuncia ad usufruire del congedo parentale. A suo avviso, è pertanto necessario trovare, anche con un atto normativo secondario, uno strumento alternativo che permetta alle famiglie di continuare ad avvalersi di tale istituto. Approfittando, poi, della presenza del sottosegretario, intende accertarsi dell’effettiva possibilità di introdurre limitate modifiche alla disciplina transitoria in materia di lavoro accessorio, che non mettano in discussione l’impianto del decreto-legge, ma che permettano alle famiglie di superare le incertezze attuali, in attesa di una nuova regolamentazione della materia.
Walter RIZZETTO (FdI-AN) prende atto di quanto testé affermato dal presidente, che, a suo giudizio, certifica una difficoltà politica della maggioranza, costretta, in un brevissimo arco di tempo, a ritornare sui propri passi su un argomento rispetto al quale aveva manifestato un ben diverso orientamento. Si unisce, pertanto, alla richiesta di sapere dal Governo se esista una reale possibilità per i parlamentari di intervenire sul testo del decreto-legge, attraverso la presentazione di proposte emendative.
Cesare DAMIANO, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell’esame del disegno di legge alla seduta convocata per domani.
La seduta termina alle 14.15.


























