Socialdemocratici e Verdi, le due forze che compongono la coalizione di governo in Germania, si sono accordati per un aumento dei contributi pensionistici al 19,5% rispetto al 19,1% attuale. L’incremento scatterà dal primo gennaio prossimo.
L’intesa è stata annunciata la notte scorsa al termine di una lunga seduta delle delegazioni dei due partiti, e l’aumento è stato spiegato con il persistere delle difficoltà congiunturali in Germania. Ai lavori della difficile seduta ha partecipato anche il cancelliere Gerhard Schroeder.
A informare i giornalisti sull’accordo sono stati il segretario generale Spd Olaf Scholz e il copresidente dei Gruenen Fritz Kuhn.
L’aumento dei contributi pensionistici è superiore al 19,3%, il valore fissato inizialmente dalle due forze di coalizione nell’accordo sul nuovo programma di governo siglato il 16 ottobre scorso. Valore questo sul quale i Verdi avevano insistito fino all’ultimo, cedendo poi alle pressioni dei socialdemocratici del cancelliere Schroeder.
“La questione è stata dibattuta con tante difficoltà”, ha detto Scholz, mentre Kuhn – accettando la quota superiore del 19,5% – ha ammesso che l’ampiezza dei problemi congiunturali non era ancora conosciuta in tutta la sua portata al momento della firma dell’accordo di governo il mese scorso.
“Grazie a tale decisione ragionevole abbiamo la garanzia di restare al 19,5% sia l’anno prossimo che l’anno successivo”, ha dichiarato da parte sua il capogruppo Spd al Bundestag Fran Muentefering.
Spd e Verdi hanno al tempo stesso annunciato la creazione di una commissione incaricata di avanzare proposte per la riforma del sistema pensionistico alla luce del continuo invecchiamento della popolazione e dell’alto tasso di disoccupazione. Tale commissione sarà organizzata sul modello della commissione Hartz, dal nome di Peter Hartz, il manager Volkswagen incaricato di elaborare proposte per la riforma del mercato del lavoro.
Hartz con il suo progetto prevede di dimezzare la disoccupazione entro il 2005 da 4 a 2 milioni di unità.
Di recente il governo tedesco ha rivisto al ribasso le previsioni di crescita per questo e per l’anno prossimo, contando ormai sul solo 0,5% nel 2002 e sull’1,5% nel 2003, contro rispettivamente lo 0,75% e il 2,5%.
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