Stesso livello di occupazione, ma salari più bassi. La fotografia scattata dall’Ocse nel confronto fra il lavoro femminile e quello maschile non è affatto incoraggiante per le donne. Nel numero di ottobre della rivista ‘Observer’, l’organizzazione evidenzia infatti che nonostante l’occupazione delle donne sia in aumento in quasi tutti i paesi, la paga percepita in media dalle lavoratrici è nettamente inferiore a quella ricevuta dagli uomini.
Secondo l’Ocse i salari femminili corrispondono infatti a circa l’84% di quelli maschili. E dove più alto è il tasso di occupazione tanto più basso è il salario percepito dalle donne. Nei paesi in cui l’occupazione femminile è meno diffusa, pari a circa al 30%, come l’Italia, la Grecia o la Spagna, spiega l’Ocse, a lavorare sono soprattutto donne con un alto livello di istruzione, che proprio per la loro preparazione e per il ruolo ricoperto ricevono un salario più o meno simile a quello garantito agli uomini. Al contrario, in paesi come la Gran Bretagna e gli Stati Uniti, dove il lavoro femminile è più diffuso, le donne lavoratrici ricoprono qualsiasi tipo di mansione, anche le meno qualificate. Ed è proprio in questi casi che i salari risultano inferiori rispetto a quelli degli uomini.
In base alla classifica stilata dall’Observer, tra i paesi dell’Ocse il più virtuoso è il Portogallo: la differenza tra gli stipendi è infatti di appena il 5%. La maglia nera va invece alla Gran Bretagna, dove i salari femminili sono circa il 75% di quelli maschili.
La differenza tra i salari è stata evidenziata in Europa anche dall’Eurostat. Secondo l’Istituto di statistica il miglior livello di istruzione delle donne ed il loro maggior inserimento nel mondo del lavoro non sembra infatti tradursi anche nell’Ue in carriere e salari uguali a quelli dei loro colleghi. La possibilità per un uomo di occupare una posizione manageriale risulta pressochè doppia rispetto a quella di una donna. E sul fronte dei salari le cose non vanno meglio: nel settore pubblico in media le donne guadagnano nell’Ue l’87% dello stipendio dei loro colleghi maschi.
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