Via libera dell’aula della Camera al decreto Ilva. Il provvedimento passerà quindi all’esame del Senato per l’ok definitivo. Il decreto deve essere convertito in legge entro l’8 agosto. Il provvedimento ha ottenuto 258 sì, i no sono stati 163.
Tra le novità introdotte al decreto Ilva è emerso lo scudo giudiziario per chi affitterà o comprerà il gruppo e il semaforo verde per le assunzioni in Arpa Puglia, che insieme a Ispra potrà essere coinvolta nella valutazione delle modifiche al piano ambientale.
Inoltre sarà istituito un coordinamento tra la Regione Puglia, i ministeri competenti e i comuni interessati con lo scopo di facilitare lo scambio di informazioni con la regia di Palazzo Chigi. E poi disposizioni più stringenti sui rifiuti portati fuori dallo stabilimento e una norma anti-Scaroni per il suo ruolo in Rothschild, advisor del gruppo.
In particolare, per quanto riguarda lo scudo giudiziario, ci sarà l’esclusione dalla responsabilità penale e amministrativa, attualmente prevista per il commissario straordinario, che il decreto estende all’affittuario o al compratore (o ai delegati) varrà fino al “giugno 2017” con la possibilità di una proroga ulteriore di “18 mesi”.
Sull’ok delle assunzioni in Arpa Puglia, l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Puglia è autorizzata ad assumere personale a tempo indeterminato, per assicurare le necessarie attività di vigilanza, controllo, monitoraggio e gli eventuali accertamenti tecnici riguardanti l’attuazione del Piano ambientale. Con un emendamento sollecitato dalla commissione Bilancio della Camera è stato stabilito che prioritariamente la Regione dovrà valutare l’assegnazione temporanea di proprio personale. Le risorse messe a disposizione per le assunzioni all’Arpa hanno il limite massimo di spesa pari di 2,5 milioni di euro per l’anno 2016 e 5 milioni di euro a decorrere dal 2017.
Inoltre, è in arrivo un “coordinamento, istituito presso la presidenza del consiglio, tra la Regione Puglia, i ministeri competenti e i comuni interessati con lo scopo di facilitare lo scambio di informazioni” per l’attuazione del piano ambientale per l’Ilva di Taranto. Si riunisce almeno due volte l’anno su richiesta motivata di uno dei componenti.
Sul fronte dei rifiuti, salta la norma che consentiva che alcuni rifiuti non pericolosi, provenienti dai processi termici dell’Ilva (rifiuti dal trattamento delle scorie, le scorie non trattate, le scorie di fusione) potessero essere riutilizzati per operazioni di recupero ambientale, sottofondi stradali rilevati e quant’altro, utilizzando non il più rigoroso test di cessione ma il più favorevole regolamento Reach, che è un regolamento del 2006 del Parlamento europeo. Arriva inoltre l’obbligo per i commissari straordinari di trasmettere al ministero dell’ambiente la mappatura, aggiornata alla data del 30 giugno 2016, dei rifiuti pericolosi e/o radioattivi e del materiale contenente amianto presenti all’interno degli stabilimenti della società Ilva.
Altra novità introdotta è in merito alla domanda di modifiche o integrazioni al piano ambientale e sanitario dell’Ilva da parte di chi si aggiudica il gruppo. Sarà infatti sottoposta ad una fase di consultazione pubblica sul sito del ministero dell’Ambiente per un periodo di 30 giorni e dovrà essere pubblicizzata su due quotidiani a diffusione nazionale e almeno due quotidiani a diffusione regionale. Le modifiche o le integrazioni al piano o ad altro titolo autorizzativo necessario per l’esercizio dell’impianto sono disposte, nei 15 giorni successivi alla conclusione dell’istruttoria, con un decreto della presidenza del consiglio dei ministri su proposta dei ministri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico. Queste, si è stabilito, devono in ogni caso assicurare standard di tutela ambientale coerenti con le previsioni del Piano attuale.
Ancora, il comitato di tre esperti (i cui curricula saranno resi pubblici nel sito web del ministero dell’Ambiente e mediante link nei siti web di regione e degli enti locali coinvolti) dovrà valutare modifiche e integrazioni al piano potrà (non c’è però l’obbligo) avvalersi della struttura commissariale di Ilva e del Sistema nazionale delle agenzie ambientali e potrà avvalersi anche delle altre amministrazioni interessate.
Inoltre, è vietato all’advisor finanziario di “avere partecipazioni o ricoprire incarichi dirigenziali interni o esterni nel soggetto aggiudicatario acquirente o affitturario”. Una norma che sarebbe in chiave anti-Scaroni: l’ex manager di Eni oggi è deputy manager di Rothschild, advisor del gruppo siderurgico.
Sul decreto, è stato precisato che “le distribuzioni di acconti parziali” sono effettuate dal commissario straordinario dando preferenza al pagamento dei crediti delle imprese fornitrici senza pertanto incidere sulla graduazione dei crediti prededucibili. L’autorità che vigila sulla liquidazione è sostituita dal giudice delegato.
Infine, nel corso dell’esame in sede referente è stato introdotto l’obbligo per l’affittuario di inviare alle Camere ogni 6 mesi una relazione sull’attività posta in essere con riguardo al piano ambientale e al rispetto delle obbligazioni contrattuali assunte dall’aggiudicatario.
E.G.






























