Parole dure, anzi durissime. Una bocciatura senza appello, nei confronti dell’iniziativa referendaria cui i greci sono chiamati a partecipare domenica 5 luglio, è quella resa nota dal maggior sindacato ellenico, la Gsee.
Mentre alcuni dei più nomi più noti della sinistra intellettuale e politica dell’Occidente si sono schierati per il “No”, riconoscendo implicitamente ad Alexīs Tsipras il ruolo di vero interprete delle esigenze del popolo greco; e mentre numerosi parlamentari italiani hanno annunciato la loro partenza per Atene a sostegno dell’iniziativa assunta dal Governo ellenico; un giudizio assolutamente negativo, su questa stessa iniziativa, è arrivata da dove i supporters stranieri di Syriza meno se lo sarebbero aspettato. La Gsse (Ghenikì Sinomospondia Ergaton Elladas), ovvero la Confederazione generale greca del lavoro, è infatti la maggior organizzazione sindacale dei lavoratori del settore privato che ci sia in Grecia.
Ebbene, in una dichiarazione emessa mercoledì 1° luglio, fin qui non ripresa dalla stampa italiana, ma di cui il Diario del Lavoro è in possesso, la Gsee esordisce ribadendo che, “nel contesto delle tradizioni europee”, i “cittadini greci” hanno “l’inalienabile diritto” di partecipare a un referendum. Questo in generale. Ma l’attuale processo referendario, a causa del suo timing, nonché del suo contenuto, finisce per far scadere la consultazione in una cornice di “false alternative” e di “asfissia temporale”. Il che può condurre il paese verso “situazioni incontrollabili”, spaccando in due la società greca.
Infatti, “scelte temerarie”, assunte da “forze contrapposte all’interno e all’esterno della Grecia”, stanno spingendo “il nostro paese verso tragiche avventure”. Il quesito posto dal referendum messo in calendario per domenica 5 luglio è dunque “falso e divisivo” e la Gsee chiede “qui e ora” che il referendum stesso venga ritirato.
Ma la confederazione greca non si limita a schierarsi contro l’indizione di questo referendum. Il documento specifica, infatti, chela Gsee “si oppone a tutti i memorandum” fin qui resi noti, e ciò indipendentemente dal fatto che essi provengano dal Governo o dai creditori stranieri. Soprattutto, si oppone al rischio che si voglia far pagare ai lavoratori le conseguenze di tali memorandum.
E qui si arriva ai contenuti positivi del documento.La Gsee afferma, infatti, di avere una posizione favorevole alla “prosecuzione dell’orientamento europeo” della Grecia, nonché al posto che la Grecia stessa ha “in Europa e nella zona euro”.
Slogan conclusivi: “Diciamo sì all’Europa del popolo e della solidarietà! Diciamo sì alla nostra moneta comune e a un’Europa federale!”. Insomma, con qualche abilità linguistica, il documento della Gsee non si limita a respingere l’iniziativa di Tsipras per motivi metodologici, ma esprime consenso a una posizione diversa, una sorta di terza via, allo stesso tempo europeista e pro labour che ricorda l’impostazione generale del Partito del socialismo europeo, quello di Martin Schulz.
D’altra parte, non bisogna dimenticare che l’esecutivo guidato da Tsipras, ovvero quel Governo che viene percepito da parte delle sinistre europee e mondiali come l’eroe della battaglia contro le politiche economiche neoliberiste propugnate da Angela Merkel e Wolfgang Schäuble, visto dall’interno della Grecia è un governo di sinistra-destra in cui la neo-sinistra di Syriza, dopo aver spazzato via dalla scena politica i socialisti del vecchio Pasok e ciò che restava dei comunisti, si è alleata con un partito nettamente nazionalista.
Ma queste sono osservazioni che possono interessare i commentatori politici. Da un punto di vista sindacale, ciò che va colto e sottolineato è che la maggior confederazione greca dei lavoratori dipendenti del settore privato preferisce “la nostra moneta comune” (“our common currency”), ovvero il bistrattato euro, a qualche improbabile avventura. E, ancor più, che, partendo da posizioni non partitiche ma sindacali, la Gsee pensa che, nell’interesse dei lavoratori, si debba procedere verso la costruzione di un’Europa federale.
@Fernando_Liuzzi





























