Dal 3,1% del Pil dello scorso anno, il deficit di bilancio del dell’Italia dovrebbe calare al 2,8% quest’anno – sotto la soglia del 3% fissata dal Patto di stabilità e di crescita – al 2,6% il prossimo al 2,4% nel 2028 per poi stabilizzarsi al 2,5% dal 2029 al 2023 e risalire al 2,7% nel 2031. Sono le previsioni del Fondo monetario internazionale contenute nel Fiscal Monitor, l’analisi sulle finanze pubbliche pubblicata in occasione delle assemblee primaverili a Washington.
L’Italia puntava a ricondurre il rapporto deficit/Pil sotto il 3% da già da quest’anno, cosa che avrebbe consentito l’uscita dalla procedura Ue per deficit eccessivo con un anno di anticipo. I dati più recenti lo hanno confermato al 3,1%, anche se l’ultima parola sarà nei dati certificati da Eurostat attesi il 22 aprile.
Per il debito pubblico è invece prevista una lieve crescita in termini di incidenza sul Pil che proseguirà fino al 2027: dal 137,1% del Pil di quest’anno, il debito dovrebbe raggiungere il 138,4% il prossimo, il 138,8% nel 2027 e poi limarsi al 137,6% nel 2028, al 137,1% nel 2029, al 136,5% nel 2030 e al 136,1% nel 2031.
Per “aiutare a ridurre l’elevato debito pubblico e sostenere la produttività”, il Fondo monetario internazionale suggerisce all’Italia di “razionalizzare le spese, migliorare l’adempimento degli obblighi fiscali e legare il risanamento dei conti pubblici a iniziative volte a rafforzare la crescita economica, come con la continuazione dell’attuazione degli investimenti in base al Pnrr”.




























