Salvi i 93 lavoratori dichiarati in esubero dalla Edim Bosch nei siti di Villasanta, in provincia di Monza Brianza e Quero, in provincia di Belluno. È questo l’esito dell’incontro che si è tenuto martedì 3 dicembre presso l’Associazione Industriali di Belluno, in cui le parti si sono confrontate sulla questione per giungere a un accordo.
Nel dettaglio, secondo quanto riferito dalle tre sigle, l’azienda avrebbe illustrato il grave momento di difficoltà che sta attraversando ribadendo la necessità di intervenire con una riduzione del personale al fine di rendere l’azienda più competitiva sul mercato. A fronte dello stato di crisi del settore automotive, che ha investito anche la multinazionale tedesca, Fim, Fiom e Uilm hanno manifestato la loro contrarietà a qualsiasi ipotesi che possa prevedere azioni unilaterali da parte di Bosch, ribadendo la disponibilità ad avviare un percorso negoziale finalizzato alla salvaguardia dell’occupazione e delle prospettive industriali nei due siti di Villasanta e Quero.
Al termine dell’incontro è stata condivisa una dichiarazione di intenti che prevede il ritiro dei licenziamenti da parte dell’azienda, l’utilizzo dell’ammortizzatore sociale più idoneo durante la fase di crisi e un eventuale percorso di uscite volontarie e incentivate. Contestualmente, Edim avvierà un programma di outplacement a carico dell’azienda, finalizzato alla ricollocazione di quei lavoratori che dovessero scegliere di aderire al percorso di esodo volontario e incentivato.
Consapevoli del momento di forte difficoltà di tutto il settore, Fim, Fiom e Uilm ritengono positiva la conclusione della discussione odierna, la quale evita i licenziamenti. A partire dal prossimo incontro, le parti apriranno un confronto con l’obiettivo di rilanciare Edim Bosch, salvaguardare l’occupazione e garantire un futuro industriale ai due insediamenti produttivi.

























