“È giunto il momento di chiedere un incontro alla Fiat, in particolare sullo sviluppo del progetto Fabbrica Italia, che è la vera scommessa che abbiamo fatto”. Lo ha detto il segretario generale della Fim-Cisl, Giuseppe Farina, a margine di un convegno sulla contrattazione organizzato dal suo sindacato.
Sullo sciopero deciso dalla Fiom-Cgil per il 21 ottobre, Farina ha detto che “è una scelta che non si può condividere; è uno sciopero di cui non si capiscono bene gli obiettivi. Ed il fatto che lo abbiano proclamato da soli, senza neanche chiedere l’opinione di Fim e Uilm, conferma che più di uno sciopero per difendere gli interessi dei lavoratori è una necessità per la Fiom di difendere se stessi, restare in pista e avere più visibilità. Considerando le migliaia di persone in cassa integrazione, l’idea che lo sciopero sia l’intervento, lo strumento giusto è sbagliata”.
Quanto al Lingotto, però, ha detto ancora Farina, “ci aspettiamo maggiore chiarezza su quali saranno gli investimenti futuri e che definisca meglio con quali rapporti sindacali intende gestire Fabbrica Italia. È il momento di discutere anche di modello partecipativo”. Inoltre, ha concluso Farina, “mi auguro che l’accordo di Pomigliano possa essere il più rapidamente possibile esteso a tutti i siti Fiat, in modo da avere investimenti e progetti per tutti gli stabilimenti”. (LF)
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