Saranno mesi intensi i prossimi per quanto si riferisce alla contrattazione nazionale. Solo i sindacati dei chimici ne tratteranno circa 30. Sergio Gigli, segretario generale della Femca , il sindacato della Cisl, guarda alle trattative che si apriranno con grande speranza. Il suo obiettivo è quello di garantire il potere di acquisto dei salari, ma anche allargare tutte le altre difese dei lavoratori.
Gigli, avete 30 contratti in scadenza, tra grandi e piccoli, un bel numero. Quali sono i vostri obiettivi?
La prima cosa cui puntiamo è la salvaguardia del valore del contratto nazionale, come previsto dall’accordo del 15 aprile, contrariamente a quanto sostiene la Cgil. Noi vogliamo salvaguardare il potere di acquisto dei salari.
Qualcuno mette in dubbio la validità del sistema che avete adottato, basato sul calcolo dell’Ipca.
Secondo le regole del 1993 il salario cresceva sulla base dell’inflazione programmata, ma troppo spesso si verificava uno scarto troppo ampio tra questa inflazione e quella reale. Il sistema andava cambiato. Adesso utilizziamo questo nuovo indice e su quello vogliamo rinnovare i contratti. Qualcuno afferma che in questo modo le richieste sono troppo onerose, ma il sistema scelto è quello e ad esso ci atterremo.
La difesa del salario è il tratto distintivo dei contratti?
La crescita salariale è importante, ma i contratti non si fermano lì, possiamo e vogliamo fare di più. Per noi è molto importante la possibilità di definire parti del welfare con la contrattazione. Un esempio, gli asili nido per le lavoratrici, che rispondono a problemi reali della gente e avrebbero un effetto diretto sul tenore di vita delle famiglie. Dobbiamo sempre guardare più in là, per questo dico che ci serve un ragionamento vero sui confini della contrattazione.
Quali sono gli strumenti che intendete attivare per cogliere questi risultati?
Il primo, sperimentato, è quello degli enti bilaterali, ai quali affidare tanti compiti rilevanti. Tra gli altri, quello della formazione, anche quella non direttamente connessa all’attività aziendale. Ma puntiamo anche a realizzare forme di partecipazione, attivando un ruolo attivo dei lavoratori attraverso la costituzione nelle imprese maggiori di comitati di sorveglianza. Infine, vogliamo incrementare, sempre con la contrattazione, la quota a carico delle imprese per la previdenza complementare.
In tema di sicurezza?
Chiediamo un impegno forte di tutti gli attori, soprattutto delle imprese che conferiscono appalti e che devono verificare che si svolga una adeguata formazione dei lavoratori delle ditte subappaltatrici. Abbiamo due problemi in evidenza in questo campo sui quali non abbasseremo la guardia, le offerte al massimo ribasso e le infiltrazioni mafiose e camorriste.
Avete un problema forte con Cgil a causa della mancata firma del protocollo del 15 aprile?
Non è facile capire i ragionamenti della Cgil, che spesso parla, protesta, non firma gli accordi, poi però si accoda, come è successo per il commercio e per il pubblico impiego. Credo proprio che la Cgil debba accelerare i suoi processi decisionali, perché la realtà cammina in fretta e non aspetta nessuno. Tanto più in un periodo difficile di crisi come l’attuale.
Quando avrete i prossimi incontri?
Nei prossimi giorni avremo una riunione per verificare quando riprendere la trattativa per il settore energia e petrolio, in merito al quale un primo incontro ha già avuto luogo alla fine di luglio. Per il settore chimico e farmaceutico Federchimica ha annunciato che ci convocherà non prima del 6 ottobre. Un ritardo non corretto, che rischia di irrigidire le nostre posizioni nei confronti delle aziende loro associate.
Esiste il rischio di accordi separati?
Mi auguro di no. Certo, non possiamo mettere in discussione un sistema di contrattazione che ha caratteristiche così ampie come quello concordato con Confindustria. Tanto più che nel paese sta cambiando il modo di vedere, si comincia a credere che si possa fare a meno della Cgil. La porta per loro è sempre aperta, chiedo però di essere rispettato come io li rispetto.
Francesca Romana Nesci


























