“Le micro, piccole e medie imprese, l’impresa diffusa, devono tornare al centro delle strategie di sviluppo del Paese, al centro degli interventi per rilanciare la competitività”. La sollecitazione arriva dal presidente di Confartigianato e Rete imprese Italia, Giorgio Guerrini, secondo il quale il rilancio deve far leva su 7 politiche: semplificazione, innovazione, lavoro e welfare, Mezzogiorno, Europa, credito e fisco. “La crescita – rileva Guerrini – si costruisce con regole chiare e, soprattutto, recuperando la politica nel suo significato più nobile e autentico di ricerca del bene comune, con una gestione della cosa pubblica attenta e vicina alla gente, agli imprenditori”. Le imprese, spiega il presidente di Rete Imprese Italia, “contribuiscono a mantenere elevata la qualità del made in Italy”, ma “troppo spesso gli sforzi dei nostri imprenditori si svolgono in solitudine, si scontrano con la scarsità di risorse finanziarie, la complessità della burocrazia nel campo della brevettazione, la difficoltà a reperire risorse umane qualificate e a rapportarsi con centri di ricerca e Università”.
Parlando poi di lavoro Guerrini ha detto che nel 2010 “il 26,7% delle imprese italiane non è riuscito a trovare personale per le qualifiche richieste”, pertanto sono necessarie, “se si scommette su un futuro di crescita del Paese, politiche del lavoro che, dalla formazione agli ammortizzatori sociali, finalmente affrontino e sciolgano tutti i nodi che oggi bloccano le potenzialità occupazionali e mantengono distanti domanda e offerta”. “Stabilizzazione e rafforzamento della detassazione del salario variabile, misure per favorire l’occupazione delle donne, interventi sulle ancora troppe rigidità in entrata e uscita dal mercato del lavoro e sui troppi vincoli all’organizzazione del lavoro sono alcuni degli interventi necessari per rigenerare il mercato del lavoro – conclude – che deve poter contare anche su una scuola ben collegata con il mondo del lavoro”. (LF)
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