Eurolandia mantiene lo slancio della ripresa economica. Secondo i dati elaborati dalla società di ricerca Ihs Markit, a maggio l’indice dei responsabili degli approvvigionamenti delle imprese ha segnato 56,8 punti, lo stesso valore di aprile. L’indagine conferma le cifre della stima preliminare e mostra che la produzione è stata supportata dalla forte crescita del flusso di ordini in entrata, invariata rispetto ad aprile, segnando uno dei più forti incrementi in sei anni.
Per l’Italia, d’altra parte, il Purchasing managers’ index ha segnato una limatura ai minimi da 2 mesi, a 55,2 punti, con la moderazione che ha toccato anche il settore dei servizi (l’indice settoriale è sceso a 55,1 punti a maggio dai 56,2 di aprile) che tuttavia resta vicino ai massimi da 10 anni. L’attività economica e gli ordini sono entrambi aumentati sostanzialmente nel mese di maggio, dice Markit, anche se con un ritmo più lento rispetto allo scorso aprile. Le aziende del terziario hanno indicato un incremento della pressione sui costi, con prezzi d`acquisto aumentati al tasso maggiore in quasi un anno.
Dal punto di vista sottosettoriale, Intermediazioni Finanziarie, Poste e Telecomunicazioni, Noleggi e Servizi alle Imprese e Trasporti e Magazzinaggi hanno tutti registrato una crescita dell’attività, mentre Hotel e Ristoranti e Altri servizi, quest’ultimo in modo minore, hanno segnato un calo.
Secondo Phil Smith, economista di Ihs Markit e autore del report sull’Italia, il terziario della Penisola “ha registrato una sequenza di forti incrementi dell`attività economica”. Come nel manifatturiero, il tasso di espansione non è riuscito ad eguagliare il valore record toccato lo scorso aprile, ma fino ad ora la crescita media di questo secondo trimestre sta indicando “i migliori valori raggiunti in dieci anni”.
Secondo l’indagine, la domanda continua a dare sostegno, con aziende che hanno indicato un altro forte rialzo dei nuovi ordini. Tuttavia, gli ultimi dati sull’occupazione risultano deludenti, registrando i valori minimi di crescita della forza lavoro degli ultimi tre mesi. Questo getta una parziale ombra sui risultati raggiunti dal manifatturiero, che ha mostrato una creazione occupazionale quasi da record, ed indica che verranno esercitate meno spinte al ribasso sull’attuale alto tasso di disoccupazione”.
Tornando al quadro di insieme dell’area euro, l’ottimismo sulle prospettive di attività nel prossimo anno ha raggiunto il più alto livello dalla prima raccolta dati di questa serie, iniziata a luglio 2012. Il forte afflusso di nuovi ordini ha testato le capacità produttive, rileva Markit, aumentando il volume delle commesse inevase. Questo a sua volta ha favorito una più rapida creazione occupazionale, registrando uno dei più rapidi tassi di assunzione dell’ultimo decennio.
Allo stesso tempo, la pressione dei prezzi è rimasta elevata, nonostante il leggero rallentamento dell’inflazione sia dei prezzi d’acquisto che di vendita. In entrambi i casi, i tassi di incremento sono stati comunque appena inferiori ai picchi registrati all’inizio dell’anno.
Settorialmente, l’ultima espansione complessiva dell’attività è stata guidata dalla manifattura. La produzione di beni ha segnato il più rapido incremento in oltre sei anni, sostenuta da un afflusso di ordini di portata simile. L’attività del settore terziario ha registrato un’espansione quasi invariata rispetto al record in sei anni di aprile, ma gli ordini ricevuti sono aumentati al tasso più lento in quattro mesi.
I dati nazionali dell’indice Pmi hanno indicato che il forte tasso di espansione economica dell’eurozona è dovuto principalmente al miglioramento delle prestazioni delle due nazioni principali. Sia in Germania che in Francia, i ritmi di crescita hanno toccato il record in sei anni. A sostenere la ripresa tedesca è stato soprattutto il robusto rialzo della produzione manifatturiera, mentre in Francia il settore-guida è stato il terziario. Entrambe le nazioni hanno inoltre indicato una maggiore creazione occupazionale generale.
Nell’ultima classifica relativa all’Indice della Produzione PMI, la Spagna è salita in seconda posizione malgrado il rallentamento rispetto ai valori record dello scorso aprile. Anche in Italia, rileva Markit, la crescita è leggermente diminuita. Entrambe le nazioni hanno inoltre registrato forti aumenti occupazionali.
“La lettura finale del Pmi aggiunge un’ulteriore prova al fatto che l’eurozona sta vivendo un forte secondo trimestre in linea con una crescita del Pil di 0,7%”, ha commentato il capo economista di Markit, Chris Williamson. “E’ incoraggiante vedere che sia i dati ufficiali che quelli raccolti dall’indagine rivelino una ripresa generale. Finora, nel corso del secondo trimestre, le indagini Pmi viaggiano su livelli che indicano una crescita dello 0,7% del Pil per Francia e Germania, di quasi l`1% in Spagna e dello 0.5% in Italia.”
“I dati ufficiali sono rimasti indietro rispetto al vigore indicato dalle letture Pmi, ma i recenti aggiornamenti delle stime del Pil sul primo trimestre, stanno ora affiancando i dati ufficiali ai risultati dell’indagine. Con la creazione occupazionale in aumento ad uno dei più alti tassi dell’ultimo decennio, la ripresa sta inoltre diventando più sostenibile, e questo perché il miglioramento del mercato del lavoro dovrebbe trasformarsi in un potere di spesa maggiore da parte dei consumatori. Le prospettive per l’economia dell’eurozona sembrano perciò ribaltarsi in positivo – ha concluso Williamson – ed è probabile che cominceremo a vedere un maggior numero di previsioni di crescita per il 2017.”





























