Mentre la Francia si prepara alle elezioni presidenziali che si svolgeranno domenica prossima, volge al termine una campagna elettorale basata sui temi del lavoro. Il candidato dell’Ump, Nicolas Sarkozy, vuole permettere ai francesi di incrementare le ore lavorative per aumentare i guadagni, con lo scopo di innescare una spirale di crescita in grado di creare nuovi posti di lavoro. Propone inoltre di esonerare da oneri fiscali e sociali gli straordinari, attualmente maggiorati del 25%, per facilitare il superamento delle 35 ore. Il centro destra vuole favorire il cumulo tra lavoro e pensione e sostituire i contratti di lavoro esistenti, a tempo determinato e indeterminato, con un contratto di lavoro unico basato sull’acquisizione di diritti progressivi.
Segolene Royal, candidata del Partito socialista, ha posto l’occupazione dei giovani come punto prioritario del programma. La proposta è quella di creare 500.000 nuovi posti di lavoro come trampolino e concedere prestiti fino a 10.000 euro a tasso zero per incoraggiare i giovani verso i loro progetti. Ha inoltre annunciato l’introduzione di un contratto ‘di prima chance’, destinato ai 190.000 giovani che escono dal sistema educativo senza alcuna formazione, che potrebbero lavorare per un anno in piccole aziende a carico dello Stato e degli enti locali. Una rete di incentivi fiscali saranno attivati per spingere le aziende a ricorrere ai contratti a tempo indeterminato. Verrà abolito il contratto di nuova assunzione, introdotto dall’attuale Governo, che allunga a due anni il periodo di prova. Sulle 35 ore, Royal rimanda la questione alla trattativa con le parti sociali.
Il candidato del partito di centro Udf, Francois Bayrou, intende ridurre la frattura tra popolazione attiva e quella assistita. In particolare, si concentra sull’occupazione nelle piccole e medie imprese, proponendo l’istituzione di due posti di lavoro esonerati dagli oneri fiscali e sociali per 5 anni. Vuole inoltre riservare alle pmi il 20% delle gare pubbliche e semplificare le procedure amministrative. Gli straordinari tra le 35 e 39 ore saranno maggiorati del 35% esonerandone il pagamento degli oneri.
Infine l’estrema destra, il Front National di Jean-Marie Le Pen, punta a ridurre il ruolo dello Stato eliminando le procedure amministrative e fiscali ritenute superflue, che pesano sulla creazione di aziende e posti di lavoro. Le Pen critica sia i sindacati che gli imprenditori, sostenendo la necessità di liberare le forze produttive del Paese rafforzando le pmi e concedendo la possibilità di lavorare oltre i 65 anni e le 35 ore. Il programma coniuga le misure sociali con la vocazione nazionale, ovvero favorire la creazione di nuovi posti di lavoro e misure di welfare a vantaggio dei cittadini francesi. (Edn)
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