Un crescendo di iniziative in tutti i posti di lavoro che sfocerà il 3 dicembre in una giornata di mobilitazione nazionale con 21 manifestazioni contemporanee, una per ogni capoluogo di regione. E’ quanto deciso oggi dall’assemblea unitaria dei delegati di Fp Cgil, Cisl Fp, Fisascat Cisl e Uil Fpl del comparto cooperative sociali.
A motivare la protesta il silenzio delle associazioni di categoria e delle istituzioni, in merito a un ritardo di 17 mesi nel rinnovo del contratto per gli oltre 250mila operatori delle cooperative impegnate nei servizi di assistenza socio sanitaria, assistenziale ed educativa.
Con le iniziative di mobilitazione i sindacati spingono per l’attivazione del confronto regionale e locale con i Presidenti e gli assessori regionali, i rappresentanti dei Comuni e delle Provincie. Ma ribadiscono anche la richiesta al ministro del Lavoro, alla Conferenza Stato-Regioni, ad Anci e Upi di un tavolo istituzionale sul terzo settore per discutere i tanti problemi aperti: dai tagli ai trasferimenti di risorse pubbliche, alle ricadute sui livelli occupazionali e sui servizi al cittadino.
Si tratta, hanno sottolineato i 300 delegati sindacali, riuniti oggi a Roma, di lavoratori con stipendi medi di circa 900 euro lorde al mese, che operano spesso in condizioni di precarietà nonostante l’alta qualificazione professionale. (FRN)



























