Dalla Conferenza sul clima in corso a Parigi, il movimento “Break Free From Fossil Fuels” ha lanciato un piano di mobilitazioni per maggio 2016 per esigere una transizione energetica che arrivi all’eliminazione totale delle energie fossili: “La scienza è stata molto chiara, dobbiamo tenere l’80% almeno dei carburanti fossili dentro alla Terra”, ha ammonito Payal Parekh, leader di questo gruppo che riunisce 350 ong “dipende solo da noi mettere la parola fine alle fonti fossili ed accelerare la transizione fino al 100% delle energie rinnovabili. Sta a noi fare il salto”.
A lui si è unito Kumi Naidoo, direttore di Greenpeace International: “Sappiamo bene che la disobbedienza civile obbliga i governi a prendere nota. Stiamo parlando con una serie di organizzazioni per portare avanti l’idea di un miliardo di atti di coraggio e lo faremo in modo strategico”. Per ora sono pianificate delle azioni in Australia, Brasile, Canada, Germania, Indonesia, Nigeria, Filippine, Sudafrica, Spagna, Turchia ed Usa, ma si potranno aggiungere altri paesi.
Con l’approssimarsi della fine della COP21 migliaia di attivisti stanno pensando intanto di scendere in strada a Parigi in un luogo ancora ignoto domenica 12 dicembre per manifestare la volontà del movimento di mantenere alto il livello della battaglia e dare il calcio d’inizio alle mobilitazioni di maggio.
“Sappiamo che i nostri leader hanno dimostrato poco rispetto tanto per i diritti delle persone che vivono in un pianeta devastato dall’ineguaglianza e dal razzismo, quanto per garantire un pianeta sostenibile. Una linea rossa che non avrebbero dovuto osare oltrepassare. Quindi ci metteremo con i nostri corpi per disegnare queste linee rosse, per proteggere la nostra casa comune dalle fiamme”.
























