Sono sette le vittime del disastro di Genova, dove una nave portacontainer ha abbattuto la torre di controllo del porto. Si scava nelle macerie, anche con l’aiuto delle unità cinofile dei vigili del fuoco. Molti detriti e parti della torre sono però finiti in mare e le ricerche sono estese alle acque del porto, dove sono impegnate tre squadre dei sommozzatori dei vigili del fuoco.
Intanto è giallo sul perché la nave container Jolly Nero della linea Messina si trovasse ieri notte nella zona della torre di controllo del porto di Genova e perché abbia perso il controllo abbattendo la struttura e causando la morte di tre persone. Si sospetta un’avaria ai motori.
“Prima di tutto il nostro pensiero va alle famiglie delle vittime”. E` quanto dicono unitariamente Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti “nell`attesa che le indagini facciano luce sulle cause e sulla dinamica di questo gravissimo incidente”.
“Sulla base degli accertamenti – sottolineano le organizzazioni sindacali – andranno poi prese le dovute decisioni per adottare tutti i provvedimenti affinché non si ripetano accadimenti come questo”.
Secondo Filt, Fit e Uilt “fin da ora questo incidente dimostra il rischio di tutte le manovre di entrata e uscita delle navi dai porti”. “Da sempre – aggiungono – come sindacati richiediamo la necessità di rafforzare e adeguare i provvedimenti legislativi in materia in quanto la sicurezza della vita dei lavoratori è prioritaria su ogni altro interesse”.
“Una tragedia che lascia sgomenti”. Anche il segretario generale dell`Ugl Trasporti, Fabio Milloch, commenta il grave incidente, esprimendo “profondo cordoglio alle famiglie delle vittime ed augurando pronta guarigione ai feriti”
“Purtroppo – aggiunge il sindacalista – quanto accaduto nel capoluogo ligure rende evidente in modo tragico che investire nella sicurezza, dei mezzi e delle attività, soprattutto in settori a rischio come quello marittimo, sia un dovere nei confronti di chi vi opera quotidianamente. Ci aspettiamo dunque che si agisca su tutti i fronti, da quello legislativo a quello formativo – educativo, per evitare di dover `commentare episodi così drammatici”.
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