Non moriremo di articolo 18. La Consulta ha deciso per tutti, respingendo il quesito referendario che prevedeva il ricorso al voto per il ripristino dell’articolo 18. Nunzia Penelope ha spiegato su Il diario del lavoro molto bene le motivazioni di fondo e i retroscena di questa decisione. E ha spiegato anche il perché dell’”errore” commesso dalla Cgil nello scrivere il quesito referendario. Dietro quell’errore, aver pensato di poter estendere l’ombrello dell’articolo 18 fino ai lavoratori di aziende che avevano più di 5 (e non 15) dipendenti, c’era infatti una linearità di comportamento. Nella legge popolare che la confederazione ha messo a punto, e che potrebbe essere portata al voto del Parlamento, era previsto infatti questo riferimento alle aziende con più di 5 dipendenti. Per non aver voluto dare due messaggi differenti la Cgil è incappata nell’errore che le è stato fatale.
Adesso la confederazione riparte con i due referendum ammessi, ma la corsa sembra un po’ asfittica. Innanzitutto perché è stato sprecato il patrimonio che la Cgil aveva acquistato sostenendo il no al referendum costituzionale e si sa che gli italiani amano stare sul carro del vincitore. Poi perché l’appeal dei due referendum rimasti non ha nulla a che vedere con quello che era capace di suscitare l’articolo 18, da anni una bandiera della sinistra, quello davvero capace di muovere le folle. Già si afferma che è difficile, anche se non impossibile, raggiungere il quorum per appalti e voucher.
E’ comunque più che probabile che si andrà a votare, almeno per i voucher. Perché il nodo degli appalti potrebbe essere risolto con un intervento della legge, mentre per i voucher è difficile che si giunga a un compromesso: la Cgil infatti con il referendum ammesso dalla Consulta chiede la cancellazione dello strumento, mentre il governo e il Parlamento sembrano intenzionati a correggere qualche abuso, ma non a rinunciare all’uso dei voucher, utile nella lotta al lavoro sommerso. E’ più che possibile che si intervenga sui settori o sottosettori che possono ricorrere all’uso dello strumento, ai limiti relativi alla persona che li riceve o a chi li usa per pagare dei servizi, ma i voucher continueranno a esistere. E quindi è possibile che si vada al voto. Ma, appunto, scatenare le folle su questo argomento, e quindi ottenere il quorum, non sarà facile.
Il pericolo, per la Cgil, è che risenta pesantemente di questa situazione anche la proposta di legge popolare, il nuovo statuto dei lavoratori. Sull’onda della vittoria nel referendum sull’articolo 18, e dopo quella sulla costituzione, sarebbe stato impossibile per il Parlamento non votarla, ma in questa situazione tutto diventa più difficile. Tanto più che la legislatura si avvia alla sua conclusione.
Bilancio in perdita per la Cgil, dunque? Non del tutto, perché comunque il grosso sforzo per raccogliere milioni di firme è operazione meritoria, che ha riavvicinato la confederazione, e quindi il sindacato in generale, ai lavoratori, che si sono sentiti un po’ meno soli, soprattutto ai lavoratori giovani, che hanno davanti una vita di lavoro con molti meno diritti dei loro padri. E c’è da dire che nel caso in cui si fosse andati a votare il referendum sull’articolo 18 e il sì fosse passato alla grande, la Cgil avrebbe sì vinto, ma azzerando una volta per tutte il Pd a tutto favore del partito di Beppe Grillo, che ha tra i suoi obiettivi quello primario di far fuori i corpi intermedi, il sindacato prima degli altri e la Cgil prima degli altri due.
Adesso la Confederazione deve forse pensare a ritessere l’unità con Cisl e Uil, che erano state tenute in disparte da questa iniziativa referendaria portata avanti dalla sola Cgil. L’unità interna è sempre una priorità per la Cgil, che non ha mai esitato nel sacrificare a questa l’unità con le altre confederazioni, ma resta un fatto che il sindacato è forte quando è unito e tutte le sue battaglie le ha vinte quando i lavoratori hanno marciato assieme. L’unità interna servirà alla Camusso per chiudere senza problemi eccessivi la sua segreteria, anche se nel giro di qualche mese la corsa al congresso e alla sostituzione della segretaria generale prenderà il via e porterà problemi di diversa natura con sé.
Perché un congresso è sempre un momento di fibrillazione, come dimostrano i fatti che in questi giorni hanno scosso la Cisl. Dopo la Cisl della Campania, ieri è stato commissariato infatti anche il sindacato della Funzione pubblica, sempre centrale nella confederazione. Giovanni Faverin, uomo forte in questo sindacato, è stato rimosso dopo che sono state trovate diverse decine di migliaia di tessere alterate. Ma alla sua destituzione si è arrivati con un voto dell’esecutivo confederale molto sofferto, che ha visto alcune categorie e regioni storicamente molto importanti nella Cisl opporsi alla linea indicata da Annamaria Furlan. Metalmeccanici, scuola, poste e trasporti, oltre alla Funzione pubblica, assieme a Sicilia, Friuli, Abruzzo, Molise, hanno votato contro il commissariamento, che tuttavia è ugualmente passato a larga maggioranza, con 44 voti a favore e soli 16 contrari. Il rigore e la fermezza della segreteria generale hanno fatto muro contro le critiche e il voto dell’esecutivo è stato fermo: ma il clima interno alla confederazione non potrà non avvertire l’eco di queste difficoltà.
Contrattazione
Questa settimana sono state riaperte le trattative per il rinnovo del contratto del comparto elettrico. Le aziende hanno rivisto le proprie posizioni negoziali e hanno formalizzato con apposita lettera le condizioni per la riapertura delle trattative. I sindacati di categoria avevano proclamato uno sciopero per il prossimo 16 gennaio che è rientrato con la riconvocazione del tavolo delle trattative. Buone notizie anche per i manager: Confapi e Federmanager, infatti, hanno rinnovato il contratto nazionale, per il prossimo triennio, dei dirigenti e quadri superiori delle piccole e medie aziende produttrici di beni e servizi.
Nel comparto tessile, invece, sindacati e lavoratori continuano la loro battaglia per l’affermazione di un modello di relazioni industriali differente da quello proposto da Sistema Moda Italia – Confindustria. Per questo motivo sono scesi in campo con uno sciopero e una manifestazione nazionale a Firenze per il rinnovo del contratto che interessa circa 500mila lavoratori. I sindacati di categoria non sono disposti a scendere a compromessi rispetto alla storia contrattuale del comparto verso modelli salariali come quelli messi in campo nel contratto dei metalmeccanici.
La nota
Nunzia Penelope ha seguito da vicino la vicenda dei referendum Cgil su articolo 18, voucher e appalti. Dopo che la Consulta ha bocciato il quesito chiave sui licenziamenti, Susanna Camusso deve ora decidere se accettare il compromesso delle modifiche a voucher e appalti, a cui sta gia’ lavorando il Parlamento, o procedere con i due quesiti referendari superstiti, ma con il rischio di non raggiungere il quorum. Al momento, comunque, la Cgil sembra intenzionatissima a battersi nelle urne, tanto che ha gia’ lanciato lo slogan per la campagna referendaria: ‘’Con 2 Sì un’Italia tutta diversa’’. Sempre in materia di referendum Giuliano Cazzola spiega perche’ il quesito sugli appalti, abbastanza trascurato dal dibattito sui media, è quello che presenta le maggiori incognite. Infine, sul Diario si puo’ leggere un approfondimento sulla ‘’guerra’’ interna alla Cisl, esplosa con il commissariamento del regionale Campania e della potente categoria dei dipendenti pubblici.
Interviste
Sul caso dei licenziamenti di Almaviva Nunzia Penelope ha intervistato il segretario della Cgil romana Michele Azzola. Per il sindacalista, nelle difficoltà dei call center hanno una grossa responsabilità gli incentivi alle assunzioni introdotti dal governo Renzi, ma se ora il governo aprisse un tavolo sulle regole del settore, annuncia, ci sarebbe modo di risolvere anche i 1600 licenziamenti di Roma. Il direttore del Diario del lavoro, Massimo Mascini, ha intervistato il segretario generale della Flaei-Cisl, Carlo De Masi che ha spiegato come si è arrivati all’apertura delle trattative per il rinnovo del contratto degli elettrici. In una conversazione con Emanuele Ghiani, il Presidente della Commissione Lavoro alla Camera, Cesare Damiano, spiega come si puo’ risolvere il problema dei voucher e della loro anomala diffusione, anche prima del referendum. Infine, Alessia Pontoriero ha chiesto al segretario generale della Feneal-Uil, Vito Panzarella lo stato dell’arte dell’applicazione dei voucher nell’edilizia e le proposte che sta mettendo in campo il sindacato per valorizzare la salute e la sicurezza dei lavoratori edili.
Il blog del Diario
Aldo Amoretti: Voucher e dintorni
Roberto di Maulo: Dubbi sulla rappresentatività dei sindacati
Diario della crisi
Il disastro Alitalia sembra non avere mai fine. Di fronte alla prospettiva annunciata di nuovi esuberi, il ministro dello Sviluppo Carlo Calenda ha affermato senza mezzi termini che l’azienda è stata gestita male e che ora le conseguenze non possono essere pagate dai lavoratori. Anche i sindacati hanno espresso le loro preoccupazioni mentre il Garante sugli scioperi ha dato il via libera allo sciopero proclamato per il prossimo febbraio. Buone notizie, invece, per l’ex-Alcoa: l’accordo siglato con Sider Alloys consentirà di avviare il 15 gennaio la due diligence della multinazionale svizzera che si concluderà entro il 15 febbraio, mentre il 28 febbraio è prevista la formalizzazione di una proposta d’acquisto degli stabilimenti sardi. A Palermo, i lavoratori Almaviva protestano per i trasferimenti coatti nella sede di Rende (Cs) a causa dei quali i sindacati chiedono un incontro urgente al Mise. Infine, in Piemonte i sindacati di categoria, Cgil Fp, Cisl Fp e Uil Fpl lanciano l’allarme sulla carenza di personale del Sistema Sanitario della Regione e sulla necessità di nuove assunzioni per abbattere le liste d’attesa.
Documentazione
Questa settimana nella sezione dedicata è possibile trovare i dati Istat sulla produzione industriale di novembre 2016, le stime dei prezzi delle abitazioni del terzo trimestre 2016, i dati provvisori su occupati e disoccupati 2016. Inoltre, è possibile visualizzare il testo dell’intesa sulla mobilità del personale scolastico per l’anno 2017/2018, il testo dell’eurozone economy outlook Istat-Ifo-Insee del IV trimestre 2016, il testo della nuova nota trimestrale sulle tendenze dell’occupazione diffusa da Ministero del Lavoro, Inps e Inail, i testi integrali delle lettere dell’Unità e della Cgil e infine il testo dell’Agenzia per la protezione ambientale americana sulle emissioni delle automobili Fca.


























