L’Ocse, nel rapporto ‘Obiettivo crescita’ 2015 (Going fort Growth), spiega che la crisi finanziaria e la ripresa economica modesta hanno portato a una riduzione del potenziale di crescita in gran parte dei paesi più avanzati, mentre in molte economie emergenti si è verificato un rallentamento. La disoccupazione che resta alta, il rallentamento della produttività, il disavanzo del bilancio pubblico e il debito pubblico elevati, assieme alle rimanenti fragilità del settore finanziario sono le sfide di fronte alle quali sono chiamati a rispondere i governi. Secondo l’ente parigino effettuare riforme per allinearsi alle migliori pratiche potrebbe aumentare del 10 per cento, sul lungo termine, il Pil procapite: significa in media 3.000 dollari l’anno, circa 2.650 euro ai cambi attuali.
La crisi ha inoltre aumentato il disagio sociale, poiché ha colpito duramente le famiglie a basso reddito, con i giovani che subiscono la più ingente perdita di reddito e sono esposti a un crescente rischio di povertà. Le sfide nel lungo termine comprendono l’invecchiamento della popolazione, nonché gli effetti sulla disparità del reddito dovuti al passaggio a tecnologie ad alta specializzazione e l’impatto del degrado ambientale sulla salute e sulla crescita futura.
Secondo l’Ocse è necessario adottare politiche strutturali solide per far fronte a molte delle sfide nel breve e nel medio termine che impegnano sia le economie più avanzate sia le economie emergenti.
Obiettivo Crescita offre una valutazione complessiva per aiutare i governi a riflettere sui possibili effetti delle riforme sul benessere dei loro cittadini e ad elaborare pacchetti di misure che soddisfino al meglio i loro obiettivi.
Il rapporto individua le priorità di riforma principali per incrementare i redditi reali e l’occupazione sia nelle economie più avanzate sia nei maggiori paesi emergenti. Le priorità riguardano essenzialmente la regolamentazione dei mercati dei prodotti e del mercato del lavoro, l’istruzione e la formazione, i sistemi fiscali e previdenziali, le norme in materia di commercio e investimenti e le politiche a favore dell’innovazione. Il quadro di riferimento di Obiettivo Crescita ha contribuito in modo decisivo ad aiutare i paesi del G20 a sviluppare strategie di crescita per incrementare del 2% il prodotto interno lordo (Pil), uno dei principali obiettivi fissati dal G20 nel 2014 per raggiungere una crescita sostenibile ed equilibrata.

























