Lorenza Cola, consulente di Finmeccanica finito in carcere per riciclaggio, concorda la pena con i pm romani che indagano sul presunto giro di tangenti e fondi neri: tre anni e quattro mesi di carcere e, in più, la confisca di oltre quattro milioni di euro. Lo scrivono oggi alcuni quotidiani nazionali, aggiungendo che questa ammissione di responsabilità riguarda in particolare l’operazione Digint, la società acquisita da Finmeccanica e in parte ceduta al gruppo criminale che faceva capo a Gennaro Mokbel. Ora, scrive il Corriere della Sera, nell’inchiesta romana si apre il capitolo più spinoso, cioé quello della destinazione delle tangenti. Cola ha confermato che parte dei soldi ottenuti grazie alle fatture false o comunque gonfiate sia finito ad alcuni manager, ma soprattutto a politici. (FRN)
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