La Pininfarina passa alla società indiana Mahindra. La Pincar, socio di controllo di Pininfarina Spa, ha firmato infatti, d’intesa con le banche, un accordo di investimento con le società Mahindra & Mahindra e TechMahindra. L’intesa prevede l’impegno da parte del gruppo indiano di investire 20 milioni di euro mediante un aumento di capitale in Pininfarina entro la fine del 2016.
Federico Bellono, segretario provinciale della Fiom-Cgil, ha dichiarato: “Finalmente si è chiusa una lunga trattativa. Speriamo che, con l’acquisizione da parte di Mahindra, la Pininfarina, seppur indebolita e rimpicciolita rispetto al passato, e che resta però non solo un brand ma una realtà industriale significativa per l’Italia, esca rafforzata. Occorrerà a breve un confronto con la nuova proprietà per verificare dove andranno gli investimenti, oltre a rifinanziare il debito, e quindi quali garanzie deriveranno per l’occupazione, valorizzando non solo il marchio, ma anche le competenze e il know how presenti in azienda. Naturalmente si tratta di questioni che avranno conseguenze innanzitutto sui lavoratori, ma che devono riguardare il ‘sistema paese’. Certo, un altro gioiello del Made in Italy passa in mani straniere, anche se gli indiani erano ormai da tempo gli unici pretendenti in campo: speriamo almeno che tutti facciamo la loro parte perché l’operazione chiusa oggi sia almeno un’opportunità per il futuro, e non l’ennesima occasione persa per il nostro sistema industriale e, innanzitutto, per i lavoratori”.
Gli investitori, spiega la società piemontese, “acquisteranno al momento del closing tutte le azioni ordinarie Pininfarina detenute da Pincar, per un prezzo di 1,10 euro per azione. Le azioni sono attualmente in pegno alle banche e saranno liberate dal pegno al momento del closing”. Successivamente, gli investitori “lanceranno un’offerta pubblica totalitaria sulle azioni ordinarie Pininfarina, allo stesso prezzo di compravendita delle azioni detenute da Pincar”.
“Alla luce dell’intenzione degli investitori – sottolinea la società – di preservare l’indipendenza di Pininfarina, le parti hanno concordato di identificare le circostanze alle quali gli investitori manterranno la quotazione delle azioni ordinarie Pininfarina presso il mercato telematico azionario e di confermare, successivamente al closing, Paolo Pininfarina nel suo attuale incarico di presidente del cda”.
Il closing, previsto nel primo semestre del 2016, “è subordinato al verificarsi di un insieme di condizioni, tra le quali l’efficacia dell’accordo di ristrutturazione dei debiti di Pininfarina, l’omologa dell’accordo di ristrutturazione dei debiti di Pincar, l’autorizzazione delle autorità antitrust competenti per l’operazione”.
Tutti i soci e società della famiglia Pininfarina della catena di controllo di Pincar, il cda e il collegio sindacale di Pininfarina “hanno approvato l’operazione, prendendo atto con soddisfazione del raggiungimento di questi importanti accordi per la continuità aziendale e lo sviluppo di Pininfarina, nella continuità della tradizione dei valori che hanno fatto della società un leader nel mondo del design e creatività industriale italiana”.
Insieme all’accordo di investimento, spiega la Pininfarina, “sono stati conclusi l’accordo di ristrutturazione dei debiti di Pininfarina con le parti finanziatrici e i creditori pignoratizi”. Alcune delle banche “hanno concordato un pagamento a saldo e stralcio dei loro crediti, mentre altre banche hanno concordato un nuovo piano di riscadenziamento dei loro crediti nei confronti di Pininfarina ai termini e condizioni pattuiti con gli investitori”. I crediti delle banche coinvolte dal saldo e stralcio e delle banche coinvolte dal riscadenziamento “sono garantiti da una fideiussione emessa dagli investitori”.
Il cda ha approvato anche un nuovo piano industriale, “che prevede per Pininfarina di diventare un fornitore di servizi di design e ingegneria d’eccellenza che offre servizi di ingegneria ‘design to delivery’ in diversi settori: automotive, trasporti, aerospaziale, architettura e real estate, beni di consumo”. Inoltre, il piano industriale “si concentra sul rafforzamento del valore del marchio Pininfarina nei settori automotive e non automotive attraverso il branding e il co-branding di prodotti in pieno allineamento con il Dna del marchio Pininfarina”.
Il piano finanziario del gruppo Pininfarina, aggiunge la società, “a seguito dell’accordo di ristrutturazione del debito, offre la possibilità ad alcune banche di un pieno e definitivo pagamento a saldo e stralcio a un valore scontato, mentre ad altre banche l’opportunità di dilazionare il loro credito attraverso un nuovo piano di ammortamento dal 2015 fino al 2025 e i loro crediti assicurati da una garanzia corporate emessa dall’investitore”. L’indebitamento finanziario delle banche creditrici “sarà ripagato dal 2017, essendo il 2015 e 2016 due anni di grazia. Il tasso d’interesse rimarrà invariato allo 0,25% su base annua”.

























