“L’unica commessa certa, a oggi, è la cassa integrazione”. Lo affermano le Rsu dello stabilimento di Sestri Ponente, che in una lettera chiedono al governo “di investire sul lavoro e combattere la inoperosità”. “Se in tempi brevi non avremo risposte serie – annunciano – riprenderemo la lotta con ancora maggiore determinazione”, dopo che nel mese di luglio la mobilitazione dei lavoratori ha portato al ritiro del piano industriale che prevedeva la chiusura dello stabilimento.
“Sappiamo che la crisi mondiale ha portato a una drastica riduzione degli ordinativi delle navi da crociera – scrivono in una nota le Rsu Fincantieri – richiediamo una diversificazione del prodotto nave. La storia del cantiere è fatta di navi di ogni tipo, off shore, traghetti, gasiere, chimichiere ad alto contenuto tecnologico. Oggi esistono le professionalità – insistono – e le competenze per fare tutto questo senza sospendere la produzione nel periodo dei lavori per il ribaltamento. Sarebbe delittuoso e inaccettabile – concludono – disperdere un prezioso patrimonio umano e professionale”. (FRN)
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