“Il dato ancora negativo della produzione industriale a ottobre è il riflesso di un paese in affanno, che non riesce a darsi gli strumenti per superare una crisi che dura ormai da quattro anni”. Lo dichiara Luigi Sbarra, segretario confederale Cisl, commentando i dati Istat sulla produzione industriale nel mese di ottobre, che segnalano una riduzione dell’1,1% (dato destagionalizzato) rispetto a settembre.
“La congiuntura italiana – si legge in una nota – risente chiaramente di una recessione ormai evidente anche nell’area europea, in cui la produzione industriale è scesa del 2,5% su base mensile a settembre, mentre gli analoghi dati di ottobre per la Francia (-0,9%) e soprattutto per la Germania (-2,6%) mostrano un arretramento generalizzato nel nostro maggior mercato di riferimento”. “ Se si considera l’andamento trimestrale (agosto-ottobre sul trimestre precedente) – prosegue Sbarra – l’arretramento dell’industria italiana è comunque contenuto ( -0,5%) e dovuto in buona parte al vistoso calo della produzione dell’energia elettrica e gas (-2,6%). Sulla nostra situazione oggi pesano, oltre la debole domanda interna ed i ritardi accumulati nell’applicazione di strumenti validi di politica industriale, anche le politiche dell’eurozona, che, nello sforzo di sostenere la moneta comune hanno irrigidito oltre il necessario le misure di severità nella gestione dei conti pubblici, rinunciando a darsi politiche comuni di sviluppo”.
“La crisi politica – aggiunge Sbarra – non aiuta la ricerca di soluzioni di sistema nel sostegno di politiche d’innovazione industriale, che tuttavia devono rimanere all’ordine del giorno”. !E’ anche evidente – conclude – in un paese oggi alla ricerca di soluzioni stabili di governo, che lo sforzo messo in atto dalle parti sociali per promuovere una contrattazione nel segno della produttività ha un valore politico straordinario nell’indicare un orizzonte di ripresa e di speranza”. (LF)



























