Per il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, la firma dell’ipotesi di rinnovo del contratto del settore riscossione è un rinnovo importante perché riconosce ai lavoratori del settore “il giusto riconoscimento per il lavoro che quotidianamente svolgono, ovvero il recupero di quelle risorse necessarie al funzionamento della cosa pubblica, penso alla scuola così come alla sanità, nel contrasto incessante alla piaga rappresentata dall’evasione fiscale”.
“L’accordo determina un giusto incremento salariale, riduce l’orario di lavoro a parità di salario e contrasta il tentativo di introdurre un salario d’ingresso per i neo assunti, punti che insieme ad altri producono concreti avanzamenti per i lavoratori interessati sul fronte normativo ed economico – dice – con questa intesa, che ci auguriamo sia giudicata positivamente dai lavoratori, segniamo inoltre anche un passaggio fondamentale nella stagione contrattuale per il settore pubblico. Un accordo di valore, unitario, che dimostra come il rinnovo dei contratti debba mettere al centro dignità del lavoro, qualità dell’occupazione e valorizzazione delle professionalità. Ora è necessario proseguire su questa strada, aprendo una nuova fase di confronto e di investimenti sul lavoro pubblico e sui servizi ai cittadini”.
Della stessa linea la segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola, che vede i rinnovo come un risultato importante e significativo “frutto della capacità negoziale della First Cisl e delle altre sigle firmatarie: dimostra ancora una volta come la contrattazione sia lo strumento più efficace per migliorare le condizioni di lavoro e di vita delle persone”.
“L’incremento complessivo delle retribuzioni del 10% è un segnale concreto di attenzione al potere d’acquisto, che riconosce l’alta professionalità e il valore del servizio offerto quotidianamente dai lavoratori in una fase economica complessa. Di grande valore innovativo anche il capitolo sulla riduzione dell’orario di lavoro: la dimostrazione tangibile di come le relazioni industriali, quando guidate da una visione pragmatica e orientata al futuro, sappiano coniugare la produttività e l’efficienza dei servizi con il benessere dentro e fuori i luoghi di lavoro, creando le condizioni per far crescere non solo il settore, ma l’intero sistema economico e sociale”, ha concluso.



























