Nuovo incontro tra il ministro del Lavoro Giuliano Poletti e i sindacati, per valutare le proposte avanzate da Cgil, Cisl e Uil sul tema delle pensioni.
La partita principale, tra governo e parti sociali, si continua a giocare sempre sull’adeguamento dell’età pensionabile in relazione all’aspettativa di vita; un aspetto sul quale i sindacati hanno chiesto un congelamento dell’automatismo, che comporterebbe un innalzamento a 67 anni nel 2019. Altro tema sul tavolo riguarda la previdenza per le donne, per le quali i sindacati hanno proposto una riduzione dell’età di acceso alla pensione di un anno per ogni figlio, fino ad un massimo di tre anni.
L’altro versante aperto interessa le pensioni dei giovani nati dopo il 1980, sulle quali il governo ha proposto di abbassare da 1,5 volte a 1,2 volte, l’importo minimo della pensione rispetto all’assegno sociale per poter maturare il diritto a ritirarsi. Alle pensioni contributive basse sarà permesso di cumulare fino al 50% dello stesso assegno sociale garantendo a tutti una pensione minima di 670 euro. I sindacati chiedono che il diritto al ritiro scatti una volta raggiunti gli attuali 448 euro dell’assegno sociale.
Infine le associazioni sindacali hanno spinto il governo a introdurre dei correttivi per quanto riguarda l’Ape Social.
T.N.





























