“Servono risorse, programmazione e progettazione”, ha commentato Serena Sorrentino, segretario confederale della Cgil. “Bisogna sì dare certezza alle imprese – ha detto – ma anche ai lavoratori che questa legge, la 92, l’hanno subita”. D’accordo Luigi Sbarra della segreteria confederale della Cisl, che chiede all’esecutivo politiche per la crescita, a partire dalla redistribuzione del carico fiscale a favore del lavoro e delle imprese, dallo sblocco di opere infrastrutturali per 15 miliardi, dalla richiesta all’Ue di sganciare dalla contabilizzazione del deficit tutte le spese finalizzate a investimenti in infrastrutture, occupazione, politiche attive”.
La priorità per i sindacati è affrontare le grandi emergenze sociali: esodati e ammortizzatori in deroga. Sorrentino ha ribadito quanto “i finanziamenti stanziati siano inadeguati”, mentre, ricordando i temi del tavolo di oggi (manutenzione legge 92 e occupazione giovanile), Sorrentino ha chiesto di “convocare a breve una riunione con al centro tema specifico degli esodati”.
La Cisl chiede di concentrare gli incentivi all’occupazione “sulla staffetta generazionale, per incentivare una uscita graduale dal lavoro per chi è vicino alla pensione, con i contributi persi a carico dello stato e la contestuale assunzione di giovani; sul ripristino dello sgravio contributivo totale per l’assunzione di apprendisti anche per le imprese con oltre 9 addetti; su uno sgravio contributivo specifico per favorire la trasformazione di contratti non standard in rapporti di lavoro stabili”.
“Infine, per quanto riguarda le correzioni alla riforma Fornero – conclude Sbarra – siamo contrari a modifiche di impianto. Va semmai urgentemente completata attuando la parte relativa alla delega sui servizi per l’impiego e mettendo contestualmente in atto un programma straordinario di ricollocazione per i lavoratori in cassa integrazione e mobilità verso mestieri e professioni di cui c’è richiesta, a partire da quelle artigiane e nel campo dei servizi alle persone. Sulle tipologie contrattuali, le questioni poste da qualcuno, come quella degli intervalli tra due contratti a termine e le misure di semplificazione dell’apprendistato possono agevolmente essere risolte dalla contrattazione aziendale, come la stessa legge già prevede”.



























