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Svimez, Nord e Sud uniti nella crisi ma divisi nella ripartenza

redazione
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Luglio29/ 2021

La recessione del 2020 si è abbattuta su un Paese caratterizzato da oltre un decennio da un doppio divario Italia/Europa, Sud/Nord: unico tra le grandi economie europee che nel 2019 non aveva ancora completato il suo percorso di recupero dalla lunga crisi 2008-2014, con crescenti divari interni sia sociali che territoriali.

Nell`anno terribile del Covid l`Italia secondo le stime Svimez si trova unita nella crisi, con un calo del Pil nel 2020 relativamente omogeneo a livello territoriale, se confrontato con l`impatto profondamente asimmetrico della precedente crisi, ma con una previsione di ripresa fortemente differenziata nel biennio 2021-22 a sfavore del Sud.

Il dato che emerge con maggiore chiarezza è che le tre regioni del Centro-Nord – Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto che dall`inizio del Duemila via via si sono progressivamente staccate dalle altre, in quanto più dinamiche, dovrebbero essere interessate anche nel biennio 2021-2022 da una crescita del Pil superiore a quella dell`intero Centro-Nord e di conseguenza anche del Paese.

Le previsioni regionali per il 2021 evidenziano al Sud una migliore crescita del Pil per Abruzzo e Campania (rispettivamente +4,6% e +4,2%); seguono Puglia (+3,5%) e Sardegna (+3,2%), e quindi Basilicata, Molise e Sicilia con un +2,8%; chiude, infine, la Calabria (+2,1%).

Solo le prime tre regioni si attestano, dunque, su livelli superiori alla media prevista per la circoscrizione (+3,3%).

Nel Centro si evidenzia la buona crescita di Toscana (+5,1%), Lazio (+4,6%), Marche (+4,4%) e, in coda, Umbria (+4,0%); da notare che nessuna di queste regioni supera tuttavia il valore medio del Centro-Nord (+5,1%), ulteriore conferma di quel rischio, già segnalato dalla Svimez, di allontanamento delle regioni centrale dalle aree più avanzate del Paese.

Per quel che riguarda il Nord, le previsioni di crescita del PIL di Lombardia e Liguria superano la media della circoscrizione Centro-Nord (rispettivamente con +5,8% e +5,2%); Piemonte e Valle d`Aosta si attesterebbero invece su livelli leggermente inferiori (+4,6% e +4,2%). Tra le regioni del Nord-Est si segnala la sensibile crescita del Pil di Emilia-Romagna (+6,7%), Veneto (+6,3%), Friuli-Venezia Giulia (+5,3%) e Trentino-Alto Adige (+4,9%). Quest`ultima è l`unica regione dell`area il cui PIL dovrebbe crescere poco meno della media del Centro-Nord; da notare tuttavia che si tratta dell`unica regione che ha visto il PIL pro capite superare nel 2019 i livelli del 2007 ed è l`unica, insieme a Emilia-Romagna, Lombardia e Val d`Aosta ad avere registrato un Pil pro capite superiore alla media del Centro-Nord per tutto l`intervallo 2007-2019.

Nel biennio 2021/2022 il contributo del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza alla ripartenza del Mezzogiorno è stimato dalla Svimez significativo ma non sufficiente a compensare la minor crescita tendenziale dell`area.

Le previsioni regionali per il 2022 vedono un Mezzogiorno con un Pil (+3,2%) poco inferiore (se non sostanzialmente in linea) con quello del 2021 (+3,3%). Le migliori performance sono ancora quelle di Abruzzo e Campania che, pur vedendo una diminuzione della crescita rispetto all`anno precedente, nel 2022 si dovrebbero attestare rispettivamente a +3,9% e +3,6%; anche la Puglia e la Basilicata vedrebbero una crescita del Pil 2022 inferiore rispetto al 2021 (+3,0% la Puglia; + 2,4% 2 la Basilicata); tutte le altre regioni meridionali dovrebbero invece conoscere nel 2022 una crescita maggiore del 2021, nell`ordine: il Molise (+3,4% il PIL 2022), la Sardegna (+3,3%), la Calabria e la Sicilia (+3,0%). Da notare che sono queste quattro regioni del Mezzogiorno le uniche, sulle venti italiane, a evidenziare una maggiore crescita nel 2022 rispetto al 2021.

Considerando la circoscrizione Centro, la crescita del 2022, pure significativa, dovrebbe comunque essere per tutte e quatto le regioni inferiore alla media del Centro-Nord (+4,3%). In particolare, le previsioni SVIMEZ indicano per il PIL 2022: +4,1% la Toscana; +3,9% il Lazio; +3,8% le Marche e l`Umbria.

Nell`area Nord-Ovest, la sola Lombardia, con una previsione di incremento del PIL 2022 del +5%, dovrebbe attestarsi su livelli superiori alla media del Centro-Nord; una crescita sostenuta, ma inferiore alla media della ripartizione territoriale è prevista invece per Liguria (+4,1%), Piemonte (+4,0%) e Valle d`Aosta (+3,6%). Nel Nord-Est, invece, si dovrebbe assistere a una situazione simile a quella del 2021, seppure anche in questo caso con variazioni del Pil 2022 inferiori all`anno precedente. Tutte le regioni, infatti, superano il livello medio del Centro-Nord, con la sola eccezione del Trentino-Alto Adige che comunque mantiene un andamento sostanzialmente in linea con l`insieme della ripartizione. Nello specifico si prevede: +5,3% l`Emilia-Romagna, +4,8% il Veneto, +4,7% il Friuli-Venezia Giulia, +4,2% il Trentino alto Adige.

TN