I sindacati di categoria Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil fanno sapere con una nota congiunta che “il gruppo Tim sta chiedendo alle società che svolgono servizi in appalto uno “sconto” sui prezzi avente come obiettivo un “taglio lineare” complessivo dei costi tra il 10% ed il 20%.” I servizi in questione riguardano l’ambito della rete, del custode care e di facility.
“Riteniamo che questa scelta sia sbagliata e preoccupante – sottolineano le tre sigle -, poiché è facilmente immaginabile come questo possa avere delle gravi ricadute sia da un punto di vista occupazionale nell’indotto che nella qualità delle prestazioni erogate ai clienti nonché sulle stesse condizioni di lavoro in TIM.”
Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil vedono nella scelta dell’azienda il procedere in una direzione diversa da quanto fatto in questi ultimi mesi dai sindacati insieme ad Asstel e alle Istituzioni “nella direzione di consolidare la filiera delle Tlc anche attraverso una corretta applicazione dei costi contrattuali”.
Per questo motivo, i sindacati chiedono a Tim “di fermare questa politica di taglio dei costi che non va in nessun modo a beneficio della qualità del servizio erogato ai clienti ed alle funzionalità interne di Tim”, politica che secondo Slc, Fistel e Uilcom “sta addirittura arrivando al punto da far registrare carenze anche da parte delle “imprese di pulizia“ che operano in Tim con un risvolto diretto verso i dipendenti.” Su questo specifico argomento, i sindacati chiedono “sin d’ora l’intervento delle Rls per verificare puntualmente la situazione e, dove necessario, intervenire anche verso le competenti strutture pubbliche (Asl).”
Slc Cgil, Fistel Cisl E Uilcom Uil chiedono inoltre alle Istituzioni “di vigilare e intervenire affinché pratiche scorrette come questa non rendano vani gli sforzi fatti in questi anni in ambito normativo per fermare il far west degli appalti, in particolare tra i call center e nei servizi di rete.”

























